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Fnsi e Ast: no alla richiesta di contratto di solidarietà per gli articoli 12

Articolo di del 21 luglio 2017 – 10:50Nessun commento | 54 views

Salvaguardare stipendi e diritti di corrispondenti e collaboratori fissi nella discussione sul futuro del lavoro giornalistico nel gruppo Poligrafici Editoriale. E' l'indirizzo di fondo emerso dal tavolo convocato a Roma, presso la Federazione Nazionale della Stampa, a cui hanno partecipato il segretario Raffaele Lorusso, il direttore Giancarlo Tartaglia, i rappresentanti dei Cdr delle testate del gruppo (La Nazione, Il Resto del Carlino, Il

Giorno), e i rappresentanti delle associazioni stampa delle regioni interessate. Per l'Ast, il presidente Sandro Bennucci aveva delegato  il consigliere nazionale Leonardo Testai, anche per la sua esperienza nelle battaglie contro il precariato.

E' stata ribadita la necessità di aprire una discussione di ampio respiro sul tema dei corrispondenti, in particolare gli articoli 12, in forza al gruppo, figure fondamentali per quella copertura capillare del territorio che rappresenta, a giudizio del sindacato, il principale punto di forza dell'offerta informativa dei tre giornali (Nazione, Carlino, Giorno) della Poligrafici Editoriale: tutto questo, stante l'esistenza di criticità tecniche e giuridiche tali da pregiudicare la strada del contratto di solidarietà per gli articoli 2 e 12 che pure era stata ipotizzata dalla proprietà. Gli articoli 12 non hanno un orario di lavoro, quindi è praticamente impossibile definire il loro arco d'impegno. Ci rimetterebbero porzioni di stipendio continuando a lavorare esattamente come prima. O addirittura di più.

L'Associazione Stampa Toscana – che ha ribadito al tavolo la sua contrarietà a quest'ultima ipotesi, valutata come negativa per le decine di corrispondenti in forza a La Nazione – condivide dunque l'appello e garantisce il suo impegno per un'azione di carattere più generale che parta dalla tutela del lavoro di corrispondenti e collaboratori fissi, attraverso una riflessione su punti quali la revisione dei tetti mensili degli articoli, la definizione degli organici (senza tagli in termini di numeri), la conservazione delle attuali integrazioni.

 

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