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Il contratto della scuola apre all’attività giornalistica

Articolo di del 23 febbraio 2018 – 12:30 | 139 views

Un ulteriore passo avanti nell’applicazione della legge 150/2000 sugli uffici stampa negli enti pubblici è stato realizzato ieri con la sottoscrizione dell’ipotesi di contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al personale del comparto “Istruzione e ricerca” sottoscritto in sede Aran dalle organizzazioni sindacali e valido per il triennio 2016-2018.

Dopo la previsione inserita nel contratto degli statali, l’articolo 59 della bozza di contratto prevede infatti l’istituzione per tutte le amministrazioni della scuola e dell’università di una specifica area professionale denominata “Informazione e comunicazione”. I nuovi profili prevedono la gestione e il coordinamento dei processi di comunicazione e informazione esterna e interna, la definizione della procedure per la comunicazione istituzionale, il raccordo dei processi di gestione dei siti internet, la promozione e cura dei collegamenti con gli organi di informazione, l’individuazione ed implementazione di soluzioni e strumenti idonei a garantire la costante informazione sull’attività istituzionale delle amministrazioni.
La norma demanda ad un’apposita commissione paritetica sui sistemi di classificazione professionale il compito di approfondire gli ulteriori aspetti applicativi con particolare riferimento all’adesione alle Casse previdenziali e di assistenza dei giornalisti, alla definizione dei percorsi formativi e alle specifiche modalità di articolazione dell’orario di lavoro.
«Questa previsione – dicono Raffaele Lorusso e Alessandra Costate, segretario generale e vicesegretaria della Fnsi con delega agli uffici stampa pubblici – pone le basi per regolamentare l’attività giornalistica nel comparto dell’istruzione e della ricerca. Si tratta di un’occasione non soltanto per far emergere il lavoro che già c’è ma che fino ad oggi non ha ottenuto alcuna forma di inquadramento, ma anche e soprattutto per creare nuove opportunità di lavoro. Ovviamente è soltanto il primo passo perché la completa e articolata definizione dei profili avverrà nel confronto fra Aran e Fnsi in sede di classificazione delle varie categorie professionali del settore pubblico. In ogni caso, va dato atto alla ministra della Funzione Pubblica, Marianna Madia di aver tradotto in atti concreti gli impegni assunti con la Federazione nazionale della Stampa italiana, così come fondamentale si è rivelata la determinazione della ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli, che da tempo ha avviato numerose attività di collaborazione con il sindacato dei giornalisti sui temi della formazione».

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