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Ast-Rai: tutelare la sicurezza di redattori, cronisti, inviati. Successo del seminario con Aias

Articolo di del 13 aprile 2018 – 16:08 | 51 views

Conoscere i principi della sicurezza sul lavoro per raccontarla correttamente, ma anche per praticarla personalmente. È questo lo spirito che ha ispirato il seminario che si è svolto nello studio C della sede Rai, nell'ambito del processo di formazione professionale dell'ordine dei giornalisti.

L'evento, organizzato dall'Associazione stampa toscana, dal Cdr della redazione Rai della Toscana, dalla sede locale della tv pubblica e dall'Aias, Associazione italiana ambiente e sicurezza. Sandro Bennucci, presidente dell'Ast, ha sottolineato l'importanza dell'evento, uno dei primi, se non il primo, per la diffusione della cultura della sicurezza nell'ambito di questa professione. "Puntiamo a portare il tema al tavolo delle contrattazioni nazionali", ha detto. "In particolare, nelle tv private chi non rispetta gli standard di lotta al precariato e prevenzione dei rischi non può ottenere finanziamenti come chi questi standard li rispetta".
Massimo Bonechi e Giancarlo Bianchi, di Aias, hanno sottolineato la specificità del lavoro giornalistico e la difficoltà di garantire la sicurezza dei reporter soprattutto quando inviati sul campo in teatri complessi. Le aziende, però, hanno detto, hanno l'obbligo di preparare, formare e tutelare in ogni modo i loro dipendenti, anche in un settore particolare come quello della cronaca.

Dopo il saluto di Andrea Jengo, direttore della sede Rai della Toscana, Stefano Lucchetto, responsabile dei servizi di prevenzione e protezione della sede Rai di Firenze, ha invece esposto gli obblighi aziendali derivanti dalla legge 81 del 2008. Jacopo Cecconi, rappresentante dei giornalisti per la sicurezza della redazione Tgr Rai Toscana ha messo in evidenza il difficile equilibrio, per chi lavora sul campo, fra rispetto della sicurezza propria e dei propri collaboratori da una parte, e diritto dovere di cronaca dall'altra. Cecconi ha chiesto anche una maggiore tutela dei lavoratori quando impiegati in redazione, in particolare per lo stress connesso alle nuove tecnologie e ai nuovi compiti extragiornalistici che queste comportano. Maurizio Maleci, per anni vigile del fuoco addetto alla comunicazione, ora formatore in questo settore, ha riflettuto sul rapporto fra giornalisti e operatori sul campo in situazioni di pericolo. "Non esiste il rischio zero – ha detto – il rischio va ridotto al minimo, ma bisogna anche sapere di dover affrontare un rischio residuo. Per questo i vigili del fuoco, formati per questo, sono gli unici a poter entrare in certi scenari e la collaborazione con i cronisti deve essere improntata al rispetto degli ambiti reciproci".

Infine Stefano Pancari, della rete "Italia loves Sicurezza", ha sostenuto la necessità di un cambio nell'approccio comunicativo per invertire la tendenza, attualmente costante, di circa 1000 morti all'anno sul lavoro. "Solo toccando la coscienza delle persone si può suscitare un cambio di attitudine verso i temi della prevenzione dei rischi e della tutela di sé", ha detto. Bennucci, in conclusione, ha proposto anche di riproporre il seminario in sede nazionale anche in vista della discussione con gli editori per il rinnovo del contratto di lavoro. La sicurezza, di redattori, cronisti e inviati, non si può lasciare al caso. 

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