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Unità: una situazione paradossale

Articolo di del 8 giugno 2018 – 13:37 | 25 views

L'Associazione Stampa Toscana è impegnata, d'intesa con la Fnsi e le altre associazioni regionali di stampa coinvolte, ad affrontare la paradossale situazione dei colleghi de L'Unità chiamati a lavorare, a quanto pare solo occasionalmente, nonostante siano in cassa integrazione a zero ore per la cessazione delle pubblicazioni. Editore e Direttore, a quanto pare, vogliono disattendere l'accordo con la convocazione dei giornalisti al lavoro. Il Cdr ha proclamato due giorni di sciopero e la Fnsi ha segnalato al Ministero del lavoro quanto sta accadendo. La Fnsi ha anche contattato l'Editore, ma senza ottenere alcuna risposta.

Ast, insieme alle altre associazioni di stampa interessate e alla Fnsi, è pronta a intraprendere tutte le azioni legali e sindacali che questa situazione richiede.

 Di seguito il comunicato del Cdr de L'Unità:

ll CDR de L’Unità ha deciso di indire per oggi e domani due giorni di sciopero In seguito alle decisioni assunte dall’azienda. Pochi giorni fa alcuni redattori sono stati raggiunti da un ordine di servizio firmato dall’amministratore delegato (e non dal direttore come prevede il contratto nazionale) con il quale si comunicava che nei giorni di mercoledì, giovedì e venerdì nove redattori si sarebbero dovuti presentare in redazione per la fattura di un numero speciale del quotidiano l’Unità da mandare in edicola sabato 9 giugno.

Si tratta della ennesima situazione paradossale in cui ci troviamo: ovvero la rottura unilaterale dell’accordo siglato al ministero del Lavoro con il quale l’azienda ha chiesto ed ottenuto la cassa integrazione a zero ore per i dipendenti per cessazione delle pubblicazioni. Oggi l’amministratore delegato e il direttore incaricato comunicano che intendono disattendere quell’accordo e quindi ci richiamano al lavoro, pur in un regime di cessazione delle pubblicazioni.

Il CDR, i redattori e le redattrici dell’Unità non intendono assecondare in alcun modo il non rispetto di un accordo siglato con il ministero e le relative norme di legge. Per questo motivo, nonostante i redattori richiamati in servizio si siano regolarmente presentati in redazione, il CDR ha deciso di indire due giorni di sciopero in accordo con la Fnsi che, dal canto suo, ha provveduto a segnalare al ministero quanto sta accadendo all’Unità.

Il CDR, i redattori e le redattrici dell’Unità, durante l’incontro avvenuto nei giorni scorsi con la Fnsi e i rappresentanti legali dell’azienda, avevano spiegato di essere disponibili a tornare al lavoro ma nel pieno rispetto delle regole, chiedendo quindi all’azienda di presentare un piano editoriale e un piano industriale, che preveda un organico definito.

Nonostante le richieste del sindacato non è arrivato alcun segnale da parte di Unita Srl, un ennesimo atto di arroganza e di mancato rispetto delle regole da parte di un’azienda che ancora oggi non ha provveduto a pagare gli stipendi arretrati. Vogliamo solo ricordare che noi lavoratori abbiamo sempre difeso la testata: lavorando senza retribuzione e anche quando l'azienda per proprie responsabilità non è stata in grado di garantirne la stampa e la distribuzione in edicola. Non più tardi di dieci giorni fa abbiamo dato, come lavoratori, piena disponibilità a Unita srl a partecipare alla confezione di un numero speciale per evitare la cancellazione della testata.

Il nostro senso di responsabilità non è mai venuto meno e sarà sempre al fianco di chi vorrà riportare l'Unità in edicola, ma nel rispetto delle regole e dei diritti”.

Il Cdr de L'Unità 

 

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