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Relazione di Sandro Bennucci all’assemblea Ast 2018

Articolo di del 5 ottobre 2018 – 15:10 | 33 views

Care colleghe, cari colleghi, gentili ospiti,

l'assemblea, il bilancio, questo momento di festa per Raffaello Paloscia e il periodo che precede il XXVIII congresso della Federazione della stampa, ci trovano in prima linea. A combattere. Prima di tutto contro il licenziamento, illegittimo, illegale e immotivato del collega Carlo Vellutini, mandato via su due piedi da Tv9 Telemaremma di Grosseto, dopo 18 anni di eccellente lavoro, solo per aver fatto il suo dovere di giornalista e di fiduciario di redazione: informò l'Associazione Stampa Toscana che l'editore si era appropriato dei poteri del direttore, arrogandosi il diritto di ordinare i servizi e stabilire gli orari di lavoro.

Con tanti saluti al contratto e alla legge professionale. Una vicenda intollerabile, di fronte alla quale abbiamo ingaggiato, insieme alla Fnsi (e mi auguro che anche l'Ordine scenda in campo visto che è stato infranto lo spirito della legge istitutiva, laddove si prescrive “la cooperazione fra giornalisti e editori, e la fiducia tra la stampa e i lettori”) una lotta che continueremo davanti al giudice. Accollandoci, come stabilito dal Direttivo, ogni spesa. Le nostre risorse, com'è giusto che sia, sono impiegate esclusivamente nella difesa della dignità e del lavoro dei colleghi. La penultima battaglia, fortunatamente con esito assai positivo, è stata condotta per i colleghi di Italia7, emittente dichiarata fallita in febbraio. Erano rimaste solo macerie. I colleghi erano senza stipendio e quindi non in condizione di pagare le spese per inserirsi nel fallimento. Ast decise di affiancarli concretamente: sollevandoli dalle spese, mettendo a loro disposizione i consulenti legale e del lavoro, ma andando addirittura oltre. Attraverso il tavolo dell'unità di crisi della Regione Toscana, per il quale ringrazio in maniera non formale Gianfranco Simoncini, già assessore al lavoro e ora braccio destro del presidente Rossi proprio per le crisi aziendali. Simoncini aveva già fatto tanto con Radio sportiva. Non si è voluto fermare davanti al fallimento e per due volte ha riunito il tavolo per Italia 7. Grazie caro Gianfranco, sei stato di grande aiuto. Infatti l'Associazione Stampa Toscana pensò a una scommessa: spingendo perchè l'attività non venisse interrotta. Era l'unica strada per venir fuori da una situazione senza uscita. La giudice fallimentare dette parere favorevole; il curatore fallimentare, dottor Gino Mazzi, si accollò la responsabilità, del tutto inconsueta per un professionista del suo settore, di diventare temporaneamente editore. E i colleghi, affiancati dal sindacato, accettarono di lavorare ancora senza stipendio. Ci furono momenti difficili, specie dopo che la prima e la seconda asta andarono deserte. Ma il lavoro paga sempre: alla terza asta, il 31 luglio scorso, ci fu gara vera. E Italia 7 venne assegnata al gruppo guidato dalla famiglia Sciscione per 960 mila euro. Con stipendi e contributi saldati e la promessa al sindacato, fatta e onorata, di mantenere tutti i 13 posti di lavoro e anche i livelli retributivi. Credetemi, per Ast  si è trattato di un'altra grande soddisfazione dopo i risultati del 2017 con la regolarizzazione di tutti i colleghi di Radio Sportiva e il ritorno al lavoro dei giornalisti del Corriere di Maremma.

REGIONE – Guardate, non sono qui a sventolare medaglie, ma solo a riferire di un lavoro, ve lo garantisco, portato avanti con grande impegno dall'Associazione Stampa Toscana, sindacato unito e coeso, pronto a combattere, al fianco della Fnsi e di tutti gli enti di categoria, battaglie fondamentali anche sul fronte politico. Politico? Sì, per difendere la professione e i colleghi non ho nessun problema a fare politica. Per quanto riguarda la Toscana e Firenze, devo ringraziare sentitamente il presidente Enrico Rossi, la Regione per tutto il sostegno che ci ha dato, a tutto tondo. Anche collaborando all'organizzazione di eccellenti corsi di formazione. Devo ringraziare Eugenio Giani, il consiglio Regionale e il Corecom per un aiuto non formale, votando anche una risoluzione in Aula, all'unanimità, sugli stati di crisi dell'editoria nel nostro territorio. Ringrazio di cuore il sindaco Dario Nardella, il consiglio comunale, la commissione lavoro di Palazzo Vecchio, pronti ad accoglierci quando abbiamo avuto la necessità di essere sostenuti dal punto di vista istituzionale. Così come ringrazio Matteo Biffoni e l'Anci Toscana per il rinnovato accordo sulle regole per assumere addetti stampa nei comuni. 

GOVERNO – Sono invece molto preoccupato per le accuse, le minacce e gli attacchi che vengono sconsideratamente portati al giornalismo e ai giornalisti da chi siede, ora, nelle poltrone del governo. Potrei usare una cascata di aggettivi, invece preferisco essere stringato: il vicepremier Luigi Di Maio, alcuni ministri e il sottosegretario all'Editoria, Vito Crimi, non hanno capito diverse cose, ma soprattutto che il nostro ordine professionale non tutela i giornalisti ma i cittadini. Senza le regole, che impongono rispetto di etica e deontologia, ci sarebbero il caos e l'improvvisazione di chi scriverebbe (o parlerebbe a un microfono) senza freni inibitori, senza il rispetto dei fatti e di sua maestà la notizia, che da antico cronista ho sempre rispettato in ogni contorno. Un grande direttore che ho avuto la fortuna di conoscere, Enrico Mattei, insegnava a dividere i fatti, che sono sacri, dal commento, che dev'essere libero. Un principio che, in verità, quasi nessun governo della Repubblica ha fatto proprio o cercato di tutelare, con una miopia che ha per decenni caratterizzato il mondo politico, spesso all’attacco della libertà di stampa attraverso lo strumento più antico ed efficace: le risorse economiche fatte balenare sullo sfondo come un ricatto. Ora Di Maio e i 5 stelle, lavorano anche all'abolizione dell'Ordine e provano a mettere al bando giornali e giornalisti, additandoli come nemici del popolo. Il loro problema? Cancellare quelle notizie che danneggiano la loro immagine e la rappresentazione di un'Italia che in qualche mese di governo pentastellato è già praticamente in ginocchio. Per fortuna, a difesa del diritto all'informazione, si è levata la voce, autorevolissima, del Presidente Mattarella, capace di ribadire, nonostante il vocìo dei social, il principio stabilito dall'articolo 21 della Costituzione: che vuole una stampa libera, indipendente e non soggetta a nuovi minculpop. Gravi le conferenze stampa senza domande. Giornalisti usati come microfoni?

CONTRATTO – Purtroppo, questa azione di governo votata all'annientamento dei giornali e dei giornalisti, ha già provocato danni. Perfino sull'avvio dei preliminari per discutere il nuovo contratto di lavoro. I ministeri che che vigilano sull'Inpgi non hanno dato il via libera al prestito per l'ex fissa. Beninteso, prestito che riguarda soltanto editori e giornalisti e non ha alcun riflesso sulle casse statali. Perchè lo stallo dell'ex fissa si riflette sul contratto? E' presto detto: gli editori temono che l'eventuale annullamento delle intese Fieg-Fnsi sull'ex fissa possa far saltare il banco. E riversare direttamente su di loro l'onere di far fronte alla liquidazione delle somme che tanti giornalisti andati in pensione ormai da tempo devono avere. I ministeri  vigilanti non firmano per ripicca? Non lo so, ma vista l'aria che tira su giornali e giornalisti  non mi meraviglio di niente. Il dato di fatto è che l'ex fissa risulta bloccata e che gli editori nicchiano sul rinnovo del contratto. Un contratto che, questa volta davvero, dovrà essere di svolta: con l'inclusione di chi finora è stato escluso, ma senza tagli o ritocchi al ribasso per chi fruisce del contratto ed è stato comunque penalizzato da tagli alla busta paga (vedi accordi di solidarietà e simili) e da carichi di lavoro sempre più pesanti. Lo dico subito: l'Associazione Stampa Toscana, una delle poche in Italia con il segno più riguardante il numero degli iscritti, porterà al Congresso una nutrita pattuglia composta da 12 giornalisti professionali e 3 giornalisti collaboratori. Sosterremo la ricandidatura di Raffaele Lorusso – che ringrazio davvero per essere qui con noi – alla segreteria generale e di Beppe Giulietti alla presidenza della Fnsi.

Ma caro Raffaele e caro Beppe, sapete come siamo fatti noi fiorentini e toscani: non ci accontentiamo. E  non ci accontenteremo di un contratto alla meno, che non include chi ha il diritto di essere incluso o continua a far calare la busta paga di chi credeva di essere garantito e si scopre, alla fine, vulnerabile anche nello stipendio. Non mi riferisco, caro Raffaele, solo al contratto Fieg-Fnsi, ma anche ad Aeranti Corallo, che ha ancora qualche lacuna e dovrà essere migliorato. Mentre plaudo al contratto Uspi, finalmente arrivato a colmare un vuoto. Colgo anche l'occasione per ricordare che un anno fa, in questi giorni, veniva assassinata a Malta Daphne Caruana Galizia. L'Associazione Stampa Toscana assegnò a lei, attraverso la sorella Corinne il premio giornalisti toscani 2017. Ora spero che venga fatta davvero giustizia.

TOSCANA – Chi è precario ha avuto, e avrà sempre, il sostegno dell'Associazione Stampa Toscana. Per uscire dal suo stato. Alcuni risultati li abbiamo ottenuti anche in questo senso, indirizzando e consigliando. Oppure contribuendo alla nascita di nuovi posti come quelli nelle amministrazioni comunali attraverso il citato accordo con Anci. Ma l'Ast si è impegnata e si sta impegnando anche per limitare tagli e riduzioni di personale, e di conseguenza aumento di carichi di lavoro, nelle redazioni dei grandi giornali della Toscana: La Nazione è alle prese con l'ennesimo patto di solidarietà; Il Tirreno sta rischiando accorpamenti di redazioni e ha perso per strada preziose collaborazioni; Il Corriere Fiorentino è da mesi nel mirino di Rcs che sta usando le forbici (come ha potuto constatare anche lo stesso Lorusso ai tavoli Fieg dove ci siamo trovati, fianco a fianco, per tentare di limitare le perdite; Repubblica, come tutto il gruppo, è sotto la mannaia di un ridimensionamento dei costi che rischia di far danni gravi al giornale oltre che ai giornalisti. Le agenzie di stampa, che per la fornitura dei loro notiziari alla Presidenza del consiglio dei ministri già oltre un anno fa sono dovute passare sotto le forche caudine dei bandi di gara, come se le notizie si potessero vendere a peso o a numero, come dal ferramenta, attraversano una crisi profonda che ne ha falcidiato gli organici anche in Toscana. E naturalmente Ast è al fianco dei colleghi della Rai, anche loro nel vortice del nuovo governo che sta occupando posti, esattamente come, e forse più voracemente, dei governi precedenti. Con l'Usigrai abbiamo firmato anche un documento per difendere il diritto dei cittadini a vedere le partite di calcio. L'appello del caro amico e collega Vittorio Di Trapani, ha trovato Ast e il gruppo toscano giornalisti sportivi prontissimi a seguirli.

CONTRIBUTI – Così come, l'Associazione Stampa Toscana è intervenuta in difesa delle emittenti private, radio e televisive. Addirittura sollecitando il governo, attraverso la Regione Toscana, a stilare le graduatorie per la concessione dei contributi statali. E chiedendo alla Regione stessa di fare un nuovo bando per permettere alle nostre realtà radiotelevisive di migliorare i loro programmi e di garantire, questo è essenziale, il pagamento degli stipendi. Abbiamo chiesto una sola cosa, sia al presidente, Enrico Rossi, che a tutto il Consiglio regionale, quindi maggioranza e opposizione unite: che non sia dato un centesimo a quegli editori che non rispettano la legge il contratto di lavoro, come nel caso che ci apprestiamo a portare in tribunale, dell'emittente grossetana che ha licenziato il fiduciario di redazione.

MORBIDELLI – Non basta: Ast è intervenuta anche in difesa dei contratti di lavoro Fieg-Fnsi dei colleghi che lavorano nell'Agenzia di stampa della giunta e nell'ufficio stampa del Consiglio regionale. Al tavolo Aran era stato frettolosamente confezionato, unilateralmente, un non meglio precisato contratto di lavoro del giornalista pubblico. La Fnsi l'ha impugnato nelle sedi opportune. Ma in Toscana, dove la burocrazia stava per fare danni, Ast ha impugnato uno scudo: un parere giuridico inattaccabile del professor Giuseppe Morbidelli, al quale consegneremo un nostro modesto segno di riconoscenza. Quel parere, almeno fino a oggi, ha salvaguardato posizioni contrattuali e livelli retributivi. Un impegno, quello dell’Ast, che non trascura i colleghi che operano nella nuova frontiera dei siti web di informazione, troppo spesso in condizioni simili a quelle imposte dal caporalato ai raccoglitori di pomodori: pochissimi euro, quando non pochi centesimi, per notizie complesse, corredate di tag, di foto e di approfondimenti.

GRUPPI DI SPECIALIZZAZIONE – Un cruccio? Sì, abbiamo perso, non per colpa nostra, un gruppo di specializzazione: quello degli uffici stampa. Che speriamo vivamente di recuperare presto. Mentre voglio elogiare il gran lavoro del Gruppo toscano giornalisti sportivi, Ussi, guidato da Franco Morabito; così come plaudo a Massimo Sestini, prestigioso presidente del gruppo fotoreporter, quindi a Tommaso Galligani per il lavoro del gruppo cronisti, a Marco Morelli infaticabile presidente del gruppo seniores (e saluto il presidente nazionale, Guido Bossa), a Franco Polidori , presidente dell'Arga. Così come vorrei ringraziare tutti i colleghi del Direttivo per il loro impegno così come i colleghi della Consulta dei Cdr ed i colleghi del Collegio dei revisori dei conti e del Collegio dei probiviri.

FORMAZIONE – Numerosi e partecipati sono stati anche i nostri corsi di formazione. Delle vere eccellenze: abbiamo parlato di religioni portando sul palco il vicario dell'arcivescovo di Firenze, il rabbino e l'imam. Abbiamo parlato di calcio, in particolare del Var, con i massimi esponenti dell'Aia; quindi di protezione civile al tavolo della Regione, di fondi comunitari, di magistratura, di forze dell'ordine. Ora stiamo preparando altri corsi: su tutti quello con la polizia penitenziaria, che punterà l'attenzione sul pianeta carcere. E sulla lingua italiana: con l'Accademia della Crusca e con la Rai stiamo mettendo a punto il seminario sull'evoluzione del linguaggio del giornalismo sportivo.

BILANCIO – Infine un accenno al bilancio: i risultati confermano, anche per il 2017, la gestione molto proficua delle risorse disponibili. Impiegate per il funzionamento dell'ufficio che è anche corrispondente prezioso di Inpgi e Casagit (grazie per l’impegno, cari fiduciari, Franco Picchiotti e Enrico Pini), e, come detto, in difesa dei colleghi. Grazie ai nostri consulenti: il dottor Massimiliano Cecchi è stato come sempre fondamentale per le difficili controversie di lavoro; l'avvocato Pier Luigi D'Antonio ci sta aiutando in maniera straordinaria nella miriade di vertenze che hanno anche aperto le porte ad assunzioni e regolarizzazioni. Il dottor Luigi Cobisi non solo ci ha aiutato nello stilare il bilancio, ma ha soprattutto fornito un magnifico servizio ai colleghi per le dichiarazioni dei redditi e non solo. Il lavoro è stato ovviamente molto e pesante per l'ufficio: un applauso scrosciante lo chiedo per Elena Bencini e Sonia Papalini, insostituibili pilastri dell'Ast e per Tiziana Isitani che le affianca. La nostra sede? Costa cara d'affitto. Ripeto quello che avevo già affermato nella relazione di un anno fa: nel bilancio è stato inserito un fondo per l'acquisto di una nuova sede. Vedremo.

SALUTO – Ecco, sono in fondo, ma prima di ringraziarvi per aver avuto la pazienza di ascoltarmi, vorrei ricordare i nostri colleghi che se ne sono andati negli ultimi mesi. Vi chiedo di ascoltare i loro nomi in piedi:

BACCI Gino

BARTOLI Orio

BERTOLI Raffaello

BICCI Giuseppe

CANGINI Franco

CONTRAFATTO Claudio

LATTES Wanda                                                                   

MASSOLO Roberto

NESI Alberto

PACISCOPI Leopoldo

PARIGI BINI Guido

ROSSI Dario

SCUTTI Vittorio

ELEZIONI –  Chiudo ricordando che dobbiamo, stamani, eleggere la commissione elettorale. Dal 19 al 25 novembre voteremo per l’elezione dei 15 delegati (12 professionali e 3 collaboratori) che la Toscana porterà al Congresso. E voteremo anche per il rinnovo degli organismi dirigenti dell’Ast. Naturalmente non faccio comizi, mi limito a chiedere il rinnovo della fiducia per un gruppo coeso che ha intenzione di continuare per portare avanti un impegno al servizio dei colleghi. Per un sindacato che deve essere, com’è stato finora, realmente di servizio.

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