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I Cdr della poligrafici: “Al presidente Riffeser non importa nulla dei sacrifici dei giornalisti”

Articolo di del 31 ottobre 2018 – 12:50 | 38 views

Il presidente della Fieg, Andrea Riffeser Monti, intervistato da Report

Rispondendo alle domande di Report, il numero uno della Fieg dice di non sapere da quanto tempo i suoi giornali ricorrono ai contratti di solidarietà. «Dimostra come per gli editori il ricorso agli ammortizzatori sociali è diventata una pratica strutturale, un bancomat per far quadrare i bilanci», lamentano i Comitati di redazione.

«Da quanto siamo in solidarietà? Due, tre anni». Lo ha detto Andrea Riffeser Monti, vicepresidente e amministratore delegato della Poligrafici Editoriale, nonché presidente della Fieg, durante un'intervista alla trasmissione televisiva Report. «Una dichiarazione che ci lascia allibiti, sconcertati e delusi. È dal 27 aprile del 2012, infatti, che senza sosta sulle buste paga dei giornalisti di questo gruppo grava la solidarietà  (inframezzata da un corto periodo di cassa integrazione però finalizzata ai prepensionamenti), ammortizzatore sociale che è diventato nel tempo via via più pesante economicamente», commentano, in una nota, i giornalisti del Coordinamento dei Cdr della Poligrafici Editoriale.

«Gli accordi, ricordiamo a Riffeser, sono stati firmati da questi Comitati di redazione e dai rappresentanti della Poligrafici. Quindi – proseguono i Cdr –, rispondendo alla domanda del giornalista di Report, le ipotesi possono essere soltanto due: o l'editore ha mentito oppure non sa che cosa accade nella sua azienda. Ed entrambe le situazioni, appunto, ci lasciano allibiti e sconcertati».

La delusione, incalzano i giornalisti, «nasce invece dal fatto che ai vertici di questa azienda non importa nulla dei sacrifici che il corpo redazionale sta facendo da anni per il bene dei nostri giornali: il taglio delle buste paga viene considerato una consuetudine. Vertici che tra l'altro evitano di sacrificarsi allo stesso modo: lo dimostrano i compensi che percepiscono i membri della famiglia Riffeser che siedono nel consiglio di amministrazione (superiori complessivamente al milione e mezzo di euro all'anno) e i tre dirigenti strategici (superiori complessivamente a 600mila euro). Stipendi probabilmente non commisurati ai risultati visto che lo stesso Riffeser, nell'intervista, sostiene che senza solidarietà dovrebbe licenziare. Insomma, come riconosce, senza di noi l'azienda sarebbe già gambe all'aria».

La dichiarazione del presidente della Fieg, concludono i Comitati di redazione del gruppo Poligrafici Editoriale, «assume, però, un altro significato: dimostra come per gli editori il ricorso agli ammortizzatori sociali (che i giornalisti si pagano da soli) è diventata una pratica strutturale, un bancomat per far quadrare i bilanci e coprire le mancanze gestionali. Confidando che si presenti più preparato anche ai tavoli Fieg (lì si discute anche del nostro contratto e del nostro futuro), intanto ricordiamo  a Riffeser che la Poligrafici Editoriale ricorre senza interruzioni agli ammortizzatori sociali dall'inizio degli anni Novanta (considerando cassa integrazione e stati di crisi) e che comunque, dal 2012 a oggi, nonostante la solidarietà, non ha certo tutelato i nostri organici: i giornalisti articolo 1 sono passati da 312 a 282 (meno 10%) ed è stato ridotto anche il numero dei corrispondenti».

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La replica dell'editore

Spett.le Coordinamento CDR di Gruppo

Rispondo al Vostro comunicato di oggi 30 ottobre al riguardo Vi confermo che le affermazioni circa la durata

del contratto di solidarietà, rilasciate durante l’intervista alla trasmissione Report, erano riferite al nuovo regime non agevolato

che ha previsto, da circa due anni, un sacrificio più gravoso per i giornalisti e per gli altri dipendenti del Gruppo in generale.

Non risponde invece a verità la circostanza che il sottoscritto sia all’oscuro di quanto avvenga nelle aziende del Gruppo ovvero

dei sacrifici che il corpo redazionale ha affrontato in questi ultimi anni di crisi del settore editoria.

Al contrario ribadisco, come ho avuto modo di fare più volte, che sono consapevole che l’utilizzo degli ammortizzatori sociali

ha permesso di scongiurare fino ad oggi interventi traumatici sul personale salvando posti di lavoro.

Lo spirito costruttivo che ha sempre caratterizzato le relazioni industriali è sempre stato quello di evitare interventi sul personale

che avrebbero comportato necessariamente ripercussioni negative sulla qualità del prodotto e sulla stessa autorevolezza delle nostre testate.

Cordiali saluti.

Poligrafici Editoriale S.p.a.

L’Amministratore Delegato

Andrea Riffeser Monti

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