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Fnsi e Cnog su appello a presidente Mattarella contro tagli all’editoria

Articolo di del 17 dicembre 2018 – 12:15 | 17 views

Federazione nazionale della Stampa italiana e Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti condividono l'appello al presidente della Repubblica lanciato dai giornalisti di tante piccole testate che rischiano la chiusura a causa del taglio del fondo per l'editoria messo a punto dal governo 5 Stelle-Lega.

«La norma inserita nel testo della manovra – osservano Fnsi e Cnog – non ha niente a che vedere con la riforma del settore, pure necessaria, ma rappresenta un mero regolamento di conti con la categoria. Si tratta di una pugnalata alla schiena di tante piccole realtà editoriali espressioni di minoranze politiche, culturali, linguistiche e un chiaro avvertimento a tutti gli altri: chi crede di poter portare avanti battaglie ideali e culturali, anche in contrapposizione al governo, d'ora in avanti avrà vita dura».


Per sindacato e Ordine si tratta di «un colpo mortale al pluralismo dell'informazione, alla funzione critica della stampa, al ruolo dei corpi intermedi» che «sarà messo a segno con un maxiemendamento alla manovra, senza alcun confronto con gli operatori del settore».


L'auspicio, concludono Fnsi e Ordine, «è che i singoli parlamentari di maggioranza e di opposizione facciano appello alla loro libertà di coscienza e votino contro una norma che condannerà a morte decine di testate e allungherà la lista di giornalisti e lavoratori precari e disoccupati».

 

Fnsi e Cnog su taglio fondo editoria

Federazione nazionale della Stampa italiana e Ordine dei giornalisti sono al fianco dei giornalisti di tante realtà editoriali che in queste ore vedono i loro posti di lavoro messi a serio rischio dall'emendamento alla legge di Bilancio presentato al Senato e che ha come primo firmatario il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Stefano Patuanelli.


«Tale emendamento – rilevano Fnsi e Cnog – va nella direzione auspicata dal ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, e dal sottosegretario con delega all'Editoria, Vito Crimi. Quella, cioè, di soffocare il pluralismo dell'informazione e di colpire il diritto dei cittadini ad essere informati con il taglio del fondo per l'editoria. Non potendo adottare provvedimenti punitivi contro i grandi giornali, il Movimento 5 Stelle avvia un regolamento dei conti con la categoria dei giornalisti, di cui mal sopporta libertà e autonomia, accanendosi contro i più piccoli, realtà che rappresentano il giornalismo di opinione o sono la voce di piccole comunità territoriali o di minoranze linguistiche». 


Per i rappresentanti dei giornalisti, inoltre, è «patetico, da questo punto di vista, il tentativo di dare all'emendamento una parvenza di intervento diretto a sostenere le edicole, considerato che l'unico effetto di questa misura, se dovesse malauguratamente essere approvata, sarà quello di svuotare le edicole di giornali e di allargare l'esercito dei giornalisti precari».


Un risultato, incalzano sindacato e Ordine, «che conferma, qualora ce ne fosse ancora bisogno, la volontà del Movimento 5 Stelle di eliminare qualsiasi voce critica e di instaurare una forma di dittatura del pensiero unico attraverso le piattaforme digitali. Fnsi e Cnog sosterranno tutte le iniziative a sostegno dei giornalisti e delle testate a rischio di chiusura e auspicano che in Parlamento prevalgano buon senso e rispetto della Costituzione, necessari a far sì che questo emendamento socialmente devastante venga respinto».

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