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Dalla Fnsi, i cdr e la rappresentanza dei collaboratori

Articolo di del 30 giugno 2011 – 15:43 | 206 views

I Cdr possono rappresentare i collaboratori?
Sì, risponde la Fnsi e spiega come affrontare l’editore

Alcuni Comitati e Fiduciari  di redazione hanno chiesto se sia loro competenza poter intervenire e, in caso affermativo, in che termini, per la tutela dei diritti dei collaboratori autonomi.
Al riguardo dobbiamo ricordare che ai sensi dell’art.34 del vigente cnlg il Comitato di redazione è tenuto a controllare l’applicazione esatta del contratto di lavoro e a intervenire per l’osservanza delle norme di legislazione sociale. Inoltre, ha il diritto-dovere di esprimere le sue valutazioni sull’organizzazione del lavoro redazionale e dei singoli servizi.

Ciò premesso, occorre ricordare che l’accordo collettivo nazionale che regola le prestazioni di lavoro giornalistico di natura autonoma e quelle dei collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.) costituisce parte integrante del contratto collettivo ed è, di conseguenza, materia sulla quale il Comitato di redazione è tenuto ad intervenire per la sua puntuale applicazione.
Sulla base delle richiamate norme contrattuali è pertanto evidente che la risposta sul quesito posto non può essere che affermativa. I comitati e i Fiduciari di redazione possono intervenire anche per la tutela dei diritti legali e contrattuali dei lavoratori autonomi.
Il loro intervento deve, in via principale, essere finalizzato alla verifica della corretta applicazione dell’accordo collettivo nei confronti dei co.co.co. e dei freelance. Sono perciò tenuti a controllare che:

1) ogni collaboratore (co.co.co) abbia un contratto di assunzione scritto;

2) nella lettera di contratto siano specificati i requisiti: dell’inizio della collaborazione, della durata del rapporto, del tipo di prestazioni richieste, del corrispettivo pattuito, dei tempi e delle modalità di pagamento.

Inoltre, la norma contrattuale stabilisce che il pagamento delle prestazioni dei collaboratori autonomi deve avvenire entro la fine del mese successivo a quello di pubblicazione dell’articolo richiesto. È evidente, quindi, che i Comitati e i Fiduciari di redazione hanno il compito di verificare il rispetto dei termini di pagamento.
Ma, come precisato all’inizio, oltre agli aspetti contrattuali, i Comitati e Fiduciari di redazione sono tenuti ad intervenire per verificare l’applicazione nella loro testata delle norme di legislazione sociale. Questa disposizione riguarda non soltanto i lavoratori subordinati, ma anche i lavoratori autonomi. I Comitati e Fiduciari di redazione devono vigilare sulla corretta applicazione delle leggi sul lavoro anche nei confronti dei co.co.co. e dei freelance.
Tutto ciò premesso, si deve considerare che il fenomeno dell’utilizzo dei lavoratori autonomi, un tempo marginale, sta acquisendo una dimensione sempre più rilevante nell’organizzazione del lavoro. Ne consegue che, proprio per le competenze specifiche che i Comitati e Fiduciari di redazione hanno riguardo all’organizzazione del lavoro, non può, in nessun caso, essere trascurato nei momenti di confronto con il direttore e con l’azienda l’utilizzo e il ricorso a forme di lavoro autonomo.
Non è, inoltre, da escludersi, anzi è auspicabile, che i Comitati e Fiduciari di redazione in quanto titolari del diritto della stipula di accordi collettivi di 2° livello possano, in sede di rinnovazione degli integrativi aziendali, chiedere di concordare i livelli dei compensi minimi inderogabili per i collaboratori autonomi utilizzati dall’azienda.
Infine, per quanto riguarda le modalità di esercizio dei poteri dei Comitati e Fiduciari di redazione si suggerisce di individuare, laddove sia possibile, fra gli stessi componenti del Cdr, un collega che possa rappresentare un punto di riferimento per i collaboratori autonomi. Il che può facilitare il rapporto diretto, per ogni necessità, del singolo collaboratore con il Comitato di redazione.
La Federazione della Stampa è da tempo impegnata nel promuovere iniziative e creare strumenti che possano sostenere e tutelare in ogni sede la numerosa platea dei collaboratori autonomi. Come vi è certamente noto è stata istituita una Commissione per il lavoro autonomo, presieduta dal collega Enrico Ferri, componente della Giunta Esecutiva, e il cui coordinatore, eletto dalla Commissione stessa, è il collega Maurizio Bekar. Della Commissione fanno parte i rappresentanti di tutte le 20 associazioni regionali federate.
Nell’invitare, pertanto, tutti i Comitati e Fiduciari di redazione a promuovere le necessarie azioni di tutela dei collaboratori, si conferma che il presidente, il coordinatore e i rappresentanti regionali della Commissione sono a vostra disposizione per ogni necessità, anche di intervento e di supporto alla vostra attività sindacale.
Il Presidente della Commissione lavoro autonomo
Enrico Ferri
Il Segretario Generale della FNSI
Franco Siddi

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