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A Palazzo Vecchio, assieme all’Ast, le storie di croniste minacciate

Articolo di del 23 novembre 2012 – 06:05Nessun commento | 350 views

“Giornaliste minacciate, storie di intimidazioni mafiose”, le commissioni Diritti umani e Cultura incontrano rappresentanti del mondo dell’informazione
I presidenti Agostini e Bieber (PD) "Dal 2010 quasi 300 cronisti hanno subito intimidazioni. Tenere alta la guardia". La storia di Marilù Mastrogiovanni

"Storie di mafia, giornalismo e donne. Giornaliste che fanno il proprio lavoro, spesso in province lontane dai grandi schermi e dai palcoscenici televisivi. Croniste che hanno avuto la sola "colpa" di voler raccontare la verità in territori difficili, dove il confine tra legalità e illegalità è sempre più labile”. Questo il tema affrontato questa mattina durante la riunione delle commissioni giunte Pace Diritti umani e Cultura alla quale hanno partecipato rappresentanti dell'informazione e la testimone Marilù Mastrogiovanni. L'incontro di stamani è stato infatti organizzato in collaborazione col presidente dell'associazione Stampa Toscana, Paolo Ciampi. Hanno partecipato Gerardo Adinolfi autore dell'ebook "La donna che morse il cane. Storie di croniste minacciate", il giornalista Alberto Spampinato, direttore dell'osservatorio Ossigeno per l'informazione, che si occupa di monitorare i casi di cronisti minacciati e portare alla luce le loro storie, il giornalista Stefano Marcelli presidente IS Freedom.

"Sono 287 i cronisti minacciati dal 2010 a gennaio 2012 in Italia , 140 le testate che hanno subito intimidazioni, – hanno detto i presidenti Agostini e Bieber – non ci fermeremo a quest'incontro, non solo perché ce lo hanno chiesto gli intervenuti, ma perché siamo convinti che c'è un vuoto da sanare nel ruolo delle istituzioni e non solo al sud d'Italia. Anche nel nord Italia e in Toscana, dove sono stati accertati 7 casi che hanno visto coinvolti 12 giornalisti. Dobbiamo ristabilire i principi del diritto alla legalità e alla libera informazione. Abbiamo il dovere di rompere il muro della mancanza di percezione di questo fenomeno silente ma non sconosciuto perché persone coraggiose denunciano e auspichiamo che altre si uniscano a loro, rivendicando una professione più alta e rispettosa del ruolo dell'informazione”. Stefano Marcelli ha sottolineato come “grazie al contatto avviato sia con i giornalisti presenti che con Marilù Mastrogiovanni e le altre giornaliste minacciate dobbiamo tenere alta l'attenzione sulla loro incolumità. Con l'associazione Toscana Giornalisti, con l'Osservatorio Ossigeno per l'informazione amplificheremo la conoscenza delle denuncie, in Italia e all'estero, di come a veri professionisti dell'informazione sia negato indagare e divulgare notizie negative che possono riguardare persone che contano”. E’ stata ricordata la giornalista russa Anna Politkovskaja, uccisa 6 anni fa il 7 ottobre. Un assassinio brutale che si è consumato il giorno del compleanno del primo ministro, Vladimir Putin. Colpisce la forte testimonianza di Marilù Mastrogiovanni, due figli, dirigente dal 2005, del Tacco d'Italia, collaboratrice de il Fatto Quotidiano, il Manifesto, il Sole 24 ore, che parla con serena consapevolezza delle sue inchieste nella provincia di Lecce, delle denunce e delle intimidazioni ricevute, anche da parte di referenti della Sacro Corona Unita, “Con l'incontro di questa mattina- ha detto la Mastrogiovanni- si rafforza la rete di solidarietà per contrastare l'illegalità ed evitare di isolare i cronisti e lasciarli nelle mani dei poteri forti.”. Al termine della seduta– concludono Agostini e Bieber – abbiamo letto e già aderito all'appello che martedì prossimo sarà presentato da Marilù e da altre testimoni dirette, nella Sala Aldo Moro del Palazzo di Montecitorio, sede della Camera dei Deputati, per iniziativa dell'Associazione Stampa Romana, dell'Associazione Ossigeno per l'Informazione – Osservatorio sui Giornalisti minacciati in Italia promosso da FNSI e ODG, dell'Ordine dei Giornalisti del Lazio, nella ricorrenza della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, istituita nel 1999 dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite”

(comunicato stampa Comune di Firenze)

 

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