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La Carta di Roma: codice deontologico per la tutela dei migranti

Articolo di del 4 dicembre 2013 – 13:35Nessun commento | 3.320 views

Seminario sabato 7 dicembre 2013 a Firenze

Si chiama Carta di Roma ed è un documento creato nel 2008 da Ordine Nazionale dei Giornalisti e FNSI a tutela i diritti dei migranti e nello stesso tempo dei doveri dei giornalisti.

La Carta di Roma è ormai uno dei documento fondamentale per la deontologia della professione giornalistica: per farne conoscere i contenuti l'Ordine dei Giornalisti della Toscana ha promosso un incontro aperto a tutti gli iscritti a Firenze.
 
L'appuntamento è per sabato 7 dicembre dalle ore 11 alle 13 in sala Fabiani presso la Provincia di Firenze (ingresso, via Cavour 3): il seminario è stato organizzato nell'ambito dei corsi di formazione per gli aspiranti pubblicisti ma questo seminario è aperto a tutti gli iscritti.
 
All'incontro parteciperà Anna Meli, dell'Associazione Carta di Roma che illustrerà contenuti e scopi del documento e che ha accettato di rispondere ad alcune nostre domande.
 
OdgT: Come nasce l'idea della Carta di Roma?
 
Anna Meli: Carta di Roma nasce sull'onda di due fatti di cronaca diversi. Uno è la strage di Erba quando nelle 24 ore successive tutti i media attribuirono senza dubbio alcuno ad Azouz Marzouk i quattro omicidi tra cui quello della moglie Raffaella Castagna e del figlio Youssef.  E' un tunisino ed è sembra “naturale” che i sospetti si concentrino su di lui. Poi le indagini presero tutt'altra direzione: quella degli italianissimi vicini di casa. Il primo riflesso di noi giornalisti, quello istintivo, fu così unanime da impressionare.
L'altro episodio si riferisce invece ad un'intervista rilasciata ad un noto quotidiano italiano con il consenso di duerichiedenti asilo eritrei, renitenti alla leva (obbligatoria e senza scadenza in Eritrea). Una settimana dopo l'intervista i padri dei due furono prelevati dalle autorità locali e gli fu richiesta una cauzione molto elevata per la loro scarcerazione.
Alla luce dei due episodi l'Alto Commissariato ONU per i Rifugiati (UNHCR) chiese ai direttori di testata e alle rappresentanze dei giornalisti di avviare un confronto: FNSI e Ordine raccolsero la sollecitazione e insieme lavorarono ad un testo che tra aprile e giugno 2008 ottenne il consenso pieno dei due Consigli Nazionali ed entrò così a far parte del bagaglio di strumenti di lavoro del giornalismo italiano.
 
OdgT: Qual'è l'obiettivo principale di questo documento?
 
Anna Meli: Essere uno strumento di riflessione per tutti i colleghi e fornire spunti utili per una più corretta rappresentazione della migrazione e dell'asilo nel nostro paese.
I recenti casi della strage di Lampedusa e del rogo di Prato non fanno che confermare la necessità di saper leggere con attenzione un fenomeno così mutevole quanto così ormai radicato e stabile nel nostro paese. Carta di Roma non intende imporre regole e parole studiate a tavolino ma vuole porre all'attenzione dei colleghi la necessità di rimettere al centro il rispetto della verità sostanziale dei fatti contenuto nell'articolo 2 della Legge istitutiva dell'Ordine, insomma fare per intero i giornalisti, anche quando trattiamo vicende spesso ad elevata incandescenza e ad alto tasso ideologico come quelle che coinvolgono i migranti.
 
OdgT: Qual'è il contributo che la Carta di Roma può dare all'informazione?
 
Anna Meli: Carta di Roma intende semplicemente unirsi all’impegno di tanti colleghi per la promozione e la difesa di un giornalismo etico e di qualità. Il testo non è infatti rivolto specificatamente a chi nell'informazione abbia una accentuata sensibilità sociale e men che meno si propone di invitare l'informazione ad essere “buonista” (per dirla con un termine abusato in questi anni). Si propone invece come contributo per un “buon giornalismo”, nella convinzione che un’informazione responsabile e di qualità sia un bene comune e un fondamento di ogni democrazia da proteggere tutti insieme.
 
OdgT: La Carta è stata approvata nel 2008: ad oggi che bilancio è possibile tracciare sulla sua attuazione?
 
Anna Meli: Dal 2009 Carta di Roma è entrata a far parte del percorso formativo delle scuole di giornalismo ed è materia d'esame per gli aspiranti colleghi. Dal 2012 si sono anche avviati degli incontri di presentazione nelle redazioni partendo da quelle nazionali: Repubblica, Corriere della Sera, TG 5, TG de La7 e molte altre redazioni hanno ospitato incontri e condiviso la necessità di un dialogo costante anche per dirimere insieme i casi più controversi; ANSA e ADN Kronos hanno condiviso l'impegno a non utilizzare più il termine clandestino, seguendo la decisione dell’Associated Press a cui ha fatto seguito anche il New York Times di abolire il termine “illegale e irregolare” riferito ai migranti.
Abbiamo in effetti notato una netta diminuzione dell'uso del termine clandestino a favore di una maggiore diversificazione dei termini utilizzati ed una maggiore aderenza alla richiesta di usare termini giuridicamente appropriati e di evitare termini impropri.
Certo la Carta rimane ancora troppo poco conosciuta in molte redazioni e tra molti colleghi, ma l'impegno dell'Ordine e della FNSI che, insieme a 20 organizzazioni della società civile organizzata, hanno creato l'Associazione Carta di Roma,è di continuare a promuovere azioni in  questa direzione.
 
(foto: Associazione Carta di Roma)

Fonte articolo: Odg Toscana

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