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Equo compenso, delibera per rendere operativa la legge 233/2012

Articolo di del 29 gennaio 2014 – 14:59 | 250 views

Rossi: dopo mesi di discussioni finalmente un primo passo. Legnini: decise le modalità di attuazione della legge. Entro il 28 febbraio affidata alle parti sociali la definizione dei parametri.
 “Un primo passo. Dopo mesi di discussioni e di proposte la Commissione ministeriale per l’equo compenso giornalistico ha votato deliberando di affidare alle parti sociali tempi brevi per la definizione dei parametri sui quali basare l’equo compenso. La scadenza è fissata al 28 febbraio. Sulla base della delibera dall’applicazione dell’equo compenso sono esclusi solo i rapporti che abbiano caratteristiche di non dipendenza economica e sporadici.

Il voto della Commissione ha così sbloccato una situazione che aveva portato a travalicare ampiamente i tempi fissati dalla legge ed evitato che dal perimetro di applicazione dell’equo compenso venissero esclusi rapporti di lavoro che, pur avendo un carattere di continuità, sono formalmente libero professionali. Si è trattato di un lavoro difficile e complesso, come sarà quello per la definizione dei parametri, ma, con il voto odierno si è fatto un significativo passo in avanti per dare applicazione concreta alla legge approvata alla fine del 2012”.
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GIORNALISTI: LEGNINI,PRIMO IMPORTANTE PASSO SU EQUO COMPENSO

Questa mattina la Commissione istituita per l'attuazione della disciplina dell'equo compenso, presieduta dal sottosegretario Giovanni Legnini, ha approvato la prima delibera di applicazione della legge 233 del 2012 con il voto favorevole di tutti i componenti e con la sola astensione del rappresentante della Fieg.
Dopo una lunga istruttoria e un confronto approfondito con tutti i soggetti rappresentativi, la commissione ha deliberato le modalità di attuazione dell'equo compenso per i giornalisti non subordinati. In applicazione della decisione, le parti dovranno produrre entro il 28 febbraio le tabelle contenenti la quantificazione dell'equo compenso, in mancanza delle quali la commissione sarà chiamata a decidere su una proposta del sottosegretario con delega all'editoria.
"Si tratta di una decisione molto importante che andrà completata con la definizione dei parametri numerici dell'applicazione dell'equo compenso – commenta Legnini in una nota -. Sono soddisfatto e ringrazio tutti i partecipanti che hanno contribuito ad una sintesi importante su una materia molto difficile e controversa. Mi auguro che l'astensione costruttiva delle parti datoriali possa preludere ad una definizione positiva anche della seconda ed ultima decisione che dovrà essere assunta". (ROMA, 29 GENNAIO –  ANSA)
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A FAVORE FNSI, INPGI, ODG E RAPPRESENTANTI DEI MINISTERI, ASTENUTI GLI EDITORI

LA COMMISSIONE VOTA LA DELIBERA CHE ASSEGNA  ALLE PARTI SOCIALI
IL COMPITO DI DEFINIRE I PARAMATRI PER L’EQUO COMPENSO ENTRO IL 28 FEBBRAIO 

Entro il 28 di febbraio le “OO.SS. dei giornalisti e dei datori di lavoro” – come recita il testo – dovranno definire congiuntamente i parametri di determinazione dell’equo compenso. L’eventuale accordo sarà sottoposto alla valutazione ed alla approvazione della Commissione. In assenza di tale intesa sarà il governo che sottoporrà una proposta al voto della Commissione stessa.
Sono questi i tempi fissati dalla delibera votata oggi dalla Commissione “Equo compenso nel settore giornalistico” insediata sulla base della legge 31 dicembre 2012, numero 233. 
A favore hanno votato i rappresentanti degli organismi della categoria (FNSI, INPGI e Ordine), dei ministeri (del Lavoro e delle Politiche sociali e dello Sviluppo Economico), nonché il Presidente della Commissione stessa, Giovanni Legnini, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’editoria ed all’attuazione del programma. Il rappresentante degli editori si è astenuto.
Gli editori avrebbero voluto una specificazione e diversa formulazione della parte della delibera dove ci si riferisce ai “rapporti di lavoro qualificabili, in ragione della autonomia di svolgimento di prestazione, come autonomi” e vi si afferma che “l’equo compenso di cui alla legge n.233/12, deve intendersi riferito alle prestazioni che presentino, sul piano concreto, carattere economicamente dipendente e non sporadico”.
Il testo della delibera così votata è stato il massimo punto di mediazione tra le differenti posizioni manifestatesi in Commissione anche alla luce delle valutazioni del professor Tiziano Treu a cui i rappresentanti del governo hanno affidato un valutazione degli obiettivi della norma approvata dal Parlamento.
Ora tutto passa, per meno di un mese, al confronto tra le parti sociali.
 

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