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Associazione Stampa Toscana e Commissione precari Ast su rinnovo contratto

Articolo di del 21 giugno 2014 – 22:00Nessun commento | 196 views

Un giudizio complessivamente negativo, sia per i contenuti che per il metodo, su quanto è stato deciso in questi giorni sull'equo compenso. E' quanto intende esprimere l'Associazione Stampa Toscana, sulla base di una prima valutazione dei documenti e malgrado qualche aspetto dell'accordo comunque positivo, alla luce della desolante situazione dei compensi nel panorama editoriale toscano. Nonostante questo, troppe questioni restano aperte, in relazione al reddito e alle prospettive dei colleghi lavoratori autonomi, che sono gran parte anche del sindacato toscano.

Un epilogo rispetto al quale si aggiunge la valutazione negativa di un mancato coinvolgimento nella trattativa delle rappresentanze del lavoro autonomo, coinvolgimento che, anche senza presumibilmente cambiare gli esiti, avrebbe comunque consentito un percorso più trasparente e condiviso. In un snodo cruciale per la nostra professione il sindacato toscano formulerà le sue valutazioni definitive alla luce di quanto succederà con il rinnovo del contratto nazionale di lavoro e con l'altra partitra dei fondi per l'editoria nell'ambito della legge di stabilità.

E' quanto meno necessario che in sede di rinnovo si definiscano un percorso che porti all’inserimento nelle redazioni di almeno 1000-1500 colleghi. Questa deve essere la prima priorità di un contratto che, almeno in questo, deve saper esprimere una svolta.

Se anche questa prospettiva dovesse sfumare dovremmo prendere andare di una pesante sconfitta destinata a segnare il futuro del lavoro giornalistico. All'Fnsi chiediamo di tenere duro su questo punto e di non accettare mediazioni al ribasso. Fin da ora, in ogni caso, la Toscana propone alle altre Associazioni un percorso di rifondazione e rinnovamento di tutto il sindacato, a ogni livello, in modo da avviare subito una nuova stagione di impegno nella categoria, segnata anche da nuovi strumenti di welfare, da nuove politiche per l'occupazione e dall'improrogabile riforma dell'Ordine.

Alcuni dettagli sulla legge sull'equo compenso.

L'accordo riguarda i giornalisti iscritti all'albo professionale,  professionisti e pubblicisti, che forniscono alle aziende editoriali contenuti informativi sotto forma di testi e/o servizi chiusi, anche corredati da foto e/o video, che svolgano prestazioni professionali nelle quantità minime previste di seguito e titolari di un rapporto di lavoro NON SUBORDINATO. Si tratta di collaborazioni coordinate e continuative compresi tutti i lavoratori autonomi, anche le partite iva "economicamente dipendenti".

Il trattamento economico:

Quotidiani: 3000 euro all'anno pari a 144 articoli di almeno 1600 battute (12 articoli al mese per 250 euro)

Settimanali: 3000 euro all'anno (250 al mese) per 45 pezzi di almeno 1800 battute

Mensili: 3000 euro all'anno per 1 pezzo a numero di almeno 7000 battute

Periodici Uspi: 4 prestazioni al mese per un trattamento di 2.200 euro all'anno; 14 euro per articoli da 1800 battute

Agenzie di stampa: minimo 40 segnalazioni/ informazioni al mese; se sono corredate da foto il compenso è aumentato del 30%, se corredate da un video +50%; 3000 euro all'anno;

Web: 40 segnalazioni/informazioni al mese; +30% con le foto, +50% con il video; 3000 euro all'anno (250 al mese);

Emittenti radio tv locali: almeno sei prestazioni al mese per un trattamento economico di 3000 euro all'anno

Trattamenti economici variabili

Se i contributi sono superiori ai limiti previsti nelle tabelle, si procederà così:

Quotidiani: da 145 a 288 articoli all'anno di almeno 1600 battute, non meno del 60% del trattamento economico minimo previsto per i primi 144 articoli (1800 euro all'anno);

Per produzione superiore le parti potranno concordare, secondo equità, un compenso a forfait mensile.

Questa è la legge, che dovrà essere recepita anche nel contratto nazionale di lavoro giornalistico che Fnsi e Fieg stanno trattando. A quella discussione è rinviata anche la previsione della Casagit e l'assicurazione sugli infortuni per i collaboratori. 

 

Comunicato della Commissione precari Ast

CLa Commissione informazione precaria dell'Associazione Stampa Toscana dice no all'accordo licenziato dalla Commissione per la valutazione dell'equo compenso nel lavoro giornalistico riunitasi giovedì 19 luglio a Roma, ed esprime fortissima preoccupazione per le prospettive di rinnovo imminente del contratto nazionale: chiediamo adesso un contratto veramente inclusivo per almeno un migliaio di colleghi in tutta Italia.

L'intesa sull'equo compenso raggiunta tra Fnsi e Fieg che il governo si è trovato a ratificare con i propri voti in Commissione infatti si è rivelata insufficiente e insoddisfacente nel merito e nel metodo della questione.

Lo è nel merito perché, malgrado le cifre indicate nelle tabelle siano effettivamente più elevate di quelle riscontrabili in molte realtà editoriali italiane, il meccanismo di limite minimo di battute è discutibile, la soglia minima di articoli lascia aperta la porta alla proliferazione di collaboratori "sotto soglia", e in due aspetti riteniamo vengano traditi sia lo spirito che la lettera della legge 233/2012: il meccanismo di retribuzione decrescente che si attiva una volta superate alcune quote di articoli prodotti, e la limitazione dell'equo compenso ai soli co.co.co. che lascia fuori i collaboratori a pezzo, le cosiddette "prestazioni occasionali", e le finte partite Iva che costituiscono un fenomeno crescente e allarmante.

Lo è nel metodo perché il contributo dei soggetti interessati da questa legge, i precari e i freelance, è stato nei fatti ignorato dalla giunta Fnsi: la proposta della Commissione nazionale lavoro autonomo, fatta propria dalla Cip, non è mai stata oggetto di votazione. Sia per l'equo compenso che per la trattativa sul rinnovo del contratto nazionale si è inoltre verificato un deficit informativo solo in parte colmato dall'iniziativa personale di alcuni esponenti del mondo giornalistico più vicini alle istanze dei non contrattualizzati.

l rinnovo del contratto, secondo le informazioni frammentarie di questi ultimi giorni, rischia di essere ugualmente pericoloso per la condizione dei precari e dei freelance. La Cip chiede dunque alla Fnsi di non procedere alla firma di alcun contratto che penalizzi, oggi e in prospettiva, la parte più vitale ma meno tutelata della professione giornalistica, e si unisce al gruppo Re:fusi nel richiedere "l'inclusione nel contratto di almeno un migliaio di giornalisti, con l'inserimento in un percorso che porti in tempi certi a rapporti a tempo indeterminato".

Riteniamo che se la Fnsi deciderà di ignorare il messaggio che in questi giorni sta arrivando in modo chiaro dalla parte maggioritaria della popolazione giornalistica italiana, avrà scelto in maniera consapevole di delegittimare se stessa. Può essere vero, come è stato osservato nell'ultima riunione del direttivo Ast, che ritirarsi da un tavolo, come ipotizzato in tema di trattativa contrattuale, sia una abdicazione: ma un sindacato incapace di difendere i più deboli è certamente un sindacato che abdica, e che non ha più ragion d'essere come sindacato unico di categoria.

La Cip chiede inoltre al governo di dare un seguito coerente e consistente agli annunci dell'ultimo periodo, che segnalano un interesse nuovo nei confronti della condizione del precariato, legando i fondi per l'editoria alla creazione di mille nuovi posti di lavoro, come annunciato all'inizio di questo mese dal sottosegretario Luca Lotti.

Commissione precari Ast

 

 

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