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Il presidente Grasso: «Basta carcere per i giornalisti»

Articolo di del 22 luglio 2016 – 20:45Nessun commento | 43 views

GrassoDiffamazione, carcere per i giornalisti, cronisti minacciati, querele temerarie, intercettazioni, riforma dell’editoria. Tanti i temi legati alla professione giornalistica affrontati dal presidente Pietro Grasso nel corso della cerimonia del Ventaglio che si è svolta a Palazzo Madama.

In tema di diffamazione «rischio di ripetermi – ha detto il presidente Grasso ai giornalisti della stampa parlamentare riuniti in Senato –: la mia posizione fortemente contraria alla pena detentiva per i giornalisti è nota, ed ho più volte sostenuto la necessità di prevedere una sanzione pecuniaria proporzionale alle richieste di risarcimento infondate in caso di querele temerarie, spesso usate come forma di ricatto nei confronti di piccole testate e di giovani giornalisti non adeguatamente garantiti. Né può essere trascurato il tema delle troppe violenze e intimidazioni nei confronti dei giornalisti».

Posizione già nota anche quella sull’uso e la pubblicazione delle intercettazioni: secondo il presidente del Senato si tratta di «un mezzo di indagine indispensabile e già l'anno scorso mettevo in risalto che, per conciliare i principi di segretezza delle indagini, riservatezza della vita privata e diritto all'informazione, esistono già norme che spesso non vengono rispettate, e mi appellavo alla deontologia di tutti coloro che vengono a conoscenza del contenuto delle intercettazioni. Ho rilevato positivamente che molte procure hanno già dato indicazioni stringenti in questo senso, che dovranno essere prese in considerazione dal legislatore nella redazione  delle norme».

Il presidente si è poi soffermato sul disegno di legge di riforma del settore dell’editoria in queste ore in discussione in Commissione al Senato. «Condivido – ha detto – le riflessioni sul delicato tema dell'editoria, oggetto di un disegno di legge già più volte calendarizzato in Aula. Si tratta di un provvedimento certamente urgente, necessario per rilanciare un settore economico fondamentale nel sistema democratico, ma fortemente colpito dalla crisi».

E infine un pensiero, il presidente del Senato, lo ha rivolto alla delicata situazione che sta vivendo in questi giorni il popolo turco: «A proposito dei rapporti fra Unione Europea e Turchia, esprimo la mia profonda preoccupazione per le notizie riportate dalla stampa internazionale sulle reazioni del governo turco al tentativo di colpo di Stato. Arresti e procedimenti penali contro gli asseriti eversori si devono svolgere rigorosamente secondo le regole della legge e dei principi internazionali e nel pieno rispetto del diritto di difesa. Preoccupano molto le massicce epurazioni che stanno colpendo anche il mondo della scuola, delle università e dell'informazione».

 Una preoccupazione ribadita appena ieri dalla Fnsi e dalle numerose associazioni che si sono riunite nei pressi dell’ambasciata di Turchia, a Roma, per un sit-in di protesta contro la repressione che il governo turco sta mettendo in atto all’indomani del tentativo di golpe del 15 luglio.

 «Sulla pena di morte, sui diritti e le libertà fondamentali, sul diritto di difesa – ha concluso il presidente Grasso – qualsiasi passo indietro è contro la storia».

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