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L’Associazione Stampa Toscana su contratto e riforma Inpgi

Articolo di del 9 settembre 2016 – 08:55 | 127 views

La proposta inoltrata dalla FIEG a novembre e resa nota a luglio dalla FNSI è irricevibile perché cancella qualsiasi forma di tutela per gli articoli 1 (che spariscono dal contratto) e non crea nuove tutele per art 2, 12 e 36. Entrare nel dettaglio delle qualifiche cancellate, delle ferie tagliate, dei festivi e dei notturni scomparsi, delle corte calcolate su cinque giorni invece che su tre (quindi non più una a

settimana soprattutto in caso di solidarietà e cassa integrazione ormai diffusissime) non ha nemmeno senso. 

E non può bastare la richiesta di iscrizione a Inpgi e Casagit per i nuovi assunti (che saranno prevalentemente a termine) richiesta dalla FNSI senza alcuna indicazione sul valore del nuovo lavoro subordinato. 
Se attualmente un contratto a termine giornalistico a tempo determinato vale 1100, 1200 euro nel migliore dei casi, se un co.co.co si sente proporre fra i 3 e i 5 euro a pezzo, che valore avrà in euro la nuova inclusione? 
Così come ha poco senso sciorinare improbabili qualifiche sul web che al momento, stante la realtà delle redazioni, ha bisogno di maggiori attenzioni e approfondimenti per non finire con l'essere dannosa per i colleghi. 
Allo stesso tempo avvertiamo il rischio che creare due figure professionali distinte (quella dei già assunti col 'vecchio' articolo 1 e la categoria depotenziata  dall'introduzione del nuovo articolo 'x') porti ad una guerra tra lavoratori con evidente scontro generazionale vista l'estrema ricattabilità dei più giovani.
La trattativa per il nuovo contratto è entrata solo ora nella fase cruciale. Quella che  si prepara, rischia di essere una trattativa  'zoppa' visto che mancano i due cardini fondamentali: la riforma dell'Inpgi e la nuova legge sull'editoria. Devono far parte del tavolo di confronto. 
Uno dei rischi è quello di firmare un contratto nazionale 'vuoto', fin troppo facile da bypassare per gli editori, creando così una 'giungla' di contratti aziendali che renderebbero ancora più debole la stragrande maggioranza della categoria. In primis i co.co.co precari di oggi. 
 L'altro pericolo è che, senza certezze contrattuali e sull'Inpgi, gli editori spingano ad uscire dalle aziende un alto numero di colleghi vicini all'età pensionabile con conseguenze nefaste per il nostro ente previdenziale. 
Le proposte dell'Associazione stampa Toscana alla FNSI quindi sono:
– salvaguardare tutele, garanzie e attività "quotidiana" degli articoli  1;
– salvaguardare la dignità professionale e garantire compensi adeguati per i precari, investendo nell'unico capitale a loro utile: il valore professionale e l’estensione delle garanzie contrattuali  a tutti coloro che lavorano in radio, televisioni e siti internet;
– condurre la trattativa per il nuovo contratto di lavoro in sinergia con la riforma dell'Inpgi e legge sull'editoria.

Il Consiglio direttivo Ast

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