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Giornalismo digitale, in primavera incontro nazionale a Firenze

Articolo di del 25 gennaio 2012 – 13:45Un commento | 623 views

Un seminario nazionale sull’ evoluzione del giornalismo online da tenersi a Firenze in primavera. E’ questa una delle proposte emerse dalla riunione del gruppo DiGiTi (Giornalisti digitali toscani) che si è svolta ieri sera (23 gennaio) nella sede dell’ Associazione stampa Toscana.

L’ incontro dovrebbe segnare il lancio su scala nazionale dell’ esperienza che DiGiTi ha avviato in Toscana un anno fa, attraverso un lavoro di condivisione delle analisi e dei problemi del settore. Un’ attività che – è stato riconosciuto unanimemente – potrebbe essere allargata efficacemente a tutto il territorio nazionale imponendo all’ attenzione del sindacato dei giornalisti le specificità (in termini di relativa fragilità, certo, ma anche di ricchezza e di occasioni professionali) del lavoro e dell’ impresa giornalistica digitale.

Le linee generali del seminario – ha proposto Paolo Ciampi, presidente dell’ Ast – potrebbero essere elaborate nel corso di una riunione a cui DiGiTi inviterà rappresentanti di tutte le altre Associazioni regionali di stampa interessate al mondo del giornalismo digitale.

La proposta è stata pienamente accolta da Giovanni Rossi, segretario generale aggiunto della Federazione nazionale della stampa (Fnsi).

‘’Sarebbe importante che la sensibilità sviluppata nel corso dell’ attività del gruppo uscisse dall’ ambito della Toscana’’ ha osservato Rossi, ipotizzando per i giornalisti digitali (‘’il giornalismo del futuro’’) la strada della ‘’costituzione di un Gruppo di specializzazione del sindacato a livello nazionale’’ , come era avvenuto decenni fa per gli Uffici stampa.

Rossi ha confermato che la Fnsi ‘’segue con difficoltà’’  gli sviluppi del lavoro digitale e che il grosso del giornalismo italiano soffre ancora di una sorta di sostanziale indifferenza, se non di diffidenza, nei confronti del settore.
 
Anche i giornalisti espulsi dalle redazioni tradizionali per i vari stati di crisi aziendali – ha rilevato Rossi – tendono ad orientarsi verso il settore degli Uffici stampa piuttosto che verso l’ online. Che d’ altra parte ‘’pesa poco all’ interno del sindacato perché produce poco reddito, poca impresa, poco giornalismo professionale’’. Una condizione minoritaria a cui il settore viene condannato anche dall’ inerzia degli editori,  convinti che ‘’da lì non verranno guadagni’’, anche per la timidezza degli investimenti pubblicitari.

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      Effettivamente, capita di naorte articoli giornalistici che non danno ragione al titolo che li presenta. Senza generalizzare, trovo che nell’autore emerga la resa alla tentazione di possedere, tra le dita, la notizia che fa la differenza con le altre. Nel titolo, cosec, compare un sottinteso che suggerisce, ammiccando, la lettura dell’articolo che segue. La mia reazione di lettore impaziente e8 di essere preso un pf2 in giro. c8 vero che inizialmente puf2 succedere di indulgere al richiamo della notizia-sirena, ma poi si creano gli anticorpi ed ecco che al prossimo titolo, degno di un urlo a perdifiato presso un grande incrocio stradale, la diffidenza prevale e pian piano si tramette dal titolo all’articolo, al giornalista, alla testata. Allora vengo preso dal desiderio di leggere altro, che non mi costringa ad un doppio lavoro di lettura prima e rilettura dopo. Personalmente sarei per catturare l’attenzione del lettore, se proprio si deve, usando altri sistemi: l’ironia semplice e diretta del titolo in inglese mi pare una alternativa praticabile.

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