
Informarsi in rete
Giornali e portali in Toscana
Lunedì 14 ottobre, Firenze, Palazzo dei Congressi
COMUNICATO STAMPA ORDINE DEI GIORNALISTI DELLA TOSCANA -ASSOCIAZIONE STAMPA TOSCANA
- “Mi piacerebbe che la Toscana diventasse un faro per la regolamentazione del lavoro giornalistico on line” con quest'augurio Massimo Lucchesi, presidente dell'Ordine dei giornalisti della Toscana, ha aperto il convegno “Informarsi in rete. Giornali e portali in Toscana”, promosso da Associazione stampa toscana e Ordine dei giornalisti, che si è svolto oggi a Firenze. “La realtà dell'informazione in Internet nella nostra regione – ha aggiunto Lucchesi - presenta due aspetti: da un lato le versioni in rete di quotidiani, settimanali, radio locali e alcuni siti ben organizzati e di qualità, dall'altro situazioni improvvisate dove l'attività informativa è demandata a non professionisti, non ci sono direttori responsabili né contratti giornalistici. E' necessario dunque intervenire per garantire la professionalità e la correttezza dell'informazione”.
Carlo Bartoli, presidente dell'Associazione stampa toscana, ha sottolineato come il panorama dell'informazione on line rifletta le caratteristiche dell'imprenditoria toscana, caratterizzata da un gran numero di aziende di piccole dimensioni e con difficoltà a crescere. “Per un'evoluzione del settore è necessario il riconoscimento delle regole dei contratti giornalistici, la crescita dello standard qualitativo dell'informazione e un maggior sostegno economico da parte di istituzioni, banche e aziende”.
Claudio Giua, direttore generale di Kataweb, ha spiegato la diversità del lavoro della redazione di un giornale on line rispetto a quello di un giornale tradizionale. “Una redazione on line ha il compito, non tanto di ‘trovare' le notizie, ma di selezionarle ed elaborarle. E' necessario definire criteri per stabilire l'attendibilità delle fonti e garantire la correttezza dell'informazione. Da quando abbiamo trasformato tutti i contratti in contratti giornalistici – ha concluso Giua – abbiamo avuto soltanto benefici”.
Marco Pratellesi, vicedirettore di Corriere.it, ha sottolineato come la sana competizione con Repubblica.it abbia migliorato il prodotto editoriale delle due testate. Allo stato attuale tre sono i punti focali dell'informazione on-line: la credibilità, l'approfondimento e il tempo reale ovvero la tempestività dell'aggiornamento.
Angelo Falchetti, amministratore delegato di Dada spa, ha invece rilevato la lontananza e la poca comunicazione che esiste tra il mondo dell'editoria classica e quello della rete. In definitiva non si utilizzano i giornalisti in Internet perché costano troppo. Ha chiuso il suo intervento con una domanda: “Ha ancora senso fare delle distinzioni tra redazioni Internet e le altre redazioni?”
Di seguito gli interventi di esponenti di Indymedia, Informazione senza frontiere, Tvision che hanno raccontato gli aspetti particolari della loro esperienza.
Le conclusioni del convegno sono state affidate al Segretario della Federazione nazionale della stampa, Paolo Serventi Longhi, che ha fatto il punto sulla realtà dell'informazione on line a livello nazionale. “In Italia – ha spiegato Serventi Longhi - esistono quattro categorie di operatori dell'informazione: i grandi gruppi editoriali che producono informazione di qualità rispettando regole e normative del contratto di lavoro giornalistico, altri gruppi editoriali già attivi nell'informazione tradizionale che hanno cercato di risparmiare e offrono prodotti di qualità inferiore, i nuovi nati direttamente sul web che hanno cercato di seguire regole contrattuali e i siti di controinformazione che, pur offrendo talvolta informazione di un certo livello, non riconoscono le normative. La libertà sul web è un'opportunità per tutti – ha proseguito Serventi Longhi - ma è necessario garantire la qualità dell'informazione attraverso la deontologia. Non si può fare informazione in Internet senza rispettare le regole e la libertà di stampa.”
Torna alla sezione dedicata al convegno - Torna all'Home page