
Informarsi in rete
Giornali e portali in Toscana
Lunedì 14 ottobre, Firenze, Palazzo dei Congressi
CARLO BARTOLI: SINTESI DELL'INTERVENTO AL CONVEGNO INFORMARSI IN RETE
L'informazione sta mutando e con essa cambia il modo di essere giornalisti sia sotto il profilo deontologico che dal punto di vista dello status e dell'inquadramento contrattuale, tanto che il nostro sindacato ha sottoscritto più di un contratto di lavoro diversificato (per il momento sono due, ma a breve il numero aumenterà ulteriormente). Il punto in cui il cambiamento assume la massima accelerazione è rappresentato dalla Rete e quindi l'Associazione stampa e l'Ordine si sono riproposti di capire cosa accade davvero sul web. Per questo abbiamo promosso un'indagine sull'informazione prodotta dai siti internet toscani che non ha pretese di scientificità, ma che si è preoccupata di cogliere la freschezza e la mutevolezza di questi nuovi fenomeni.
E' difficile persino quantificare i soggetti che si muovono sia nella new economy che, più specificamente nella net economy, in Toscana: le stime dell'Ufficio programmazione e controlli della Regione basati su dati Cerved, indicano in 4.356 le imprese della new economy, mentre una recente indagine dello Studio Ambrosetti parla addirittura di oltre 9mila aziende che operano nel settore dell'Information and communication technology in Toscana.
Rimane il fatto che la nostra regione è stata tra le prime a scattare quando si è aperta la nuova frontiera della new economy, tanto che un terzo delle aziende toscane quotate a piazza Affari sono inserite nel Numtel (6 contro le 13, di cui 4 banche, del listino tradizionale).
La ricerca
Dalla ricerca emergono una serie di elementi di grande interesse. Il primo è di carattere numerico: almeno 51 siti internet svolgono un'attività di carattere informativo con rilevanti caratteri di qualità e di continuità. I contenuti diffusi in rete sono di due tipi:
1. notizie tradizionali, in genere di cronaca locale e di sport, che arrivano agli utenti in tempo reale o comunque in anticipo rispetto ai media tradizionali;
2. notizie dotate di forte originalità e non reperibili abitualmente, se non – ma non sempre - sulla stampa specializzata. Senza contare poi che in Toscana è attiva una prima esperienza di web tv.
A parte tre gruppi (Dada, Wayin e Giunti) che hanno acquisito una dimensione rilevante, anche se con storie e culture diverse e con differenti orientamenti nei confronti delle attività nel web, il problema principale dei siti che fanno informazione è la difficoltà a strutturarsi e crescere: una caratteristica tutta toscana, amplificata in questo caso dai problemi incontrati da tutti coloro che si sono mossi in questo settore, derivanti dalla difficoltà di raccogliere pubblicità e di far pagare almeno una parte dei servizi offerti. Insomma, tutti figli e allo stesso tempo vittime della propria creatività e originalità, ma anche “azzoppati” dagli scarsi sostegni offerti dalle istituzioni, dalle banche, dal mondo delle imprese anche nelle sue articolazioni associative. Insomma, siamo di fronte a un panorama ricco e stimolante di iniziative, un patrimonio di pluralismo e di varietà informativa che non deve essere disperso.
Le prospettive
Affinché il “giardino delle testate web toscane”, che finora si è nutrito soprattutto di entusiasmo e di volontariato, non appassisca occorre una duplice crescita: professionale e imprenditoriale.
1. La crescita professionale è legata anzitutto al riconoscimento delle regole e l'altissima percentuale di testate che si sono registrate in tribunale è un indice assolutamente significativo. Ma è legata soprattutto all'osservanza di elevati standard di qualità: alla possibilità di fornire non solo notizie fresche, ma anche verificate, approfondite, trattate con responsabilità e consapevolezza. Finora internet si è rivelata una palestra, con pochi istruttori, per tanti giovani aspiranti giornalisti toscani.
Occorre non mandarli allo sbaraglio e non illudersi che per fare informazione sia sufficiente “inventarsi” giornalisti, oppure travestire un web master in un professionista della notizia.
Di tutto questo quadro il sindacato dei giornalisti si è dimostrato a mio avviso consapevole. Per questo, nel nuovo contratto di lavoro, è stato introdotto, a prezzo di un battaglia durissima costata tredici giorni di sciopero, l'Allegato N dedicato ai giornalisti del web. Si tratta di una sorta di contratto di emersione che permette, con costi ragionevoli, di offrire una corretta contrattualizzazione a chi adesso è inquadrato come metalmeccanico o lavoratore del commercio. Ed è una sponda ragionevole anche per chi dovrà fatalmente porsi il problema di mettere in regola chi lavora nei siti. L'Allegato N (il cui testo e la relativa illustrazione sono disponibili in questa sezione) definisce il profilo contrattuale del giornalista della rete, ne dettaglia le caratteristiche di impiego cercando di rispondere alle specificità del mezzo che sono diverse da quelle della carta stampata.
2. La crescita imprenditoriale deve essere sollecitata e stimolata con interventi di sostegno, strumenti di ricerca, iniziative di orientamento e di formazione e anche attraverso incentivi e agevolazioni che stimolino investimenti e fusioni. Gli enti locali, ma anche le banche, il mondo imprenditoriale e delle categorie economiche hanno un compito importante non solo nell'ambito della loro attività istituzionale, ma anche quando si trasformano in committenti: far crescere le imprese per ottenere una crescita dei contenuti, della professionalità e della deontologia e garantire il pluralismo dell'informazione e al tempo stesso assicurare il rispetto e l'applicazione dei diritti dei lavoratori.
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