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Autorità, istituzioni ed enti locali della Toscana a fianco dei giornalisti
Questi i messaggi di autorità, istituzioni ed enti locali toscani che si sono espressi in questi mesi a sostegno della vertenza per il rinnovo del contratto. |
26-01-2006
Contratto, il vescovo Simoni incontra Ast e Ordine
“Anche nell’informazione, soprattutto nell’informazione, la cultura dell’assoluto mercantilismo ha caratteristiche di disumanità. I media non possono piegarsi alle sole ragioni del mercato”. Lo ha detto questa mattina a Firenze mons. Gastone Simoni, vescovo di Prato e delegato alle Comunicazioni Sociali nella Conferenza Episcopale Toscana, al termine di un incontro con i presidenti dell’Associazione Stampa Toscana Carlo Bartoli e dell’Ordine Giornalisti della Toscana Massimo Lucchesi.
Mons. Simoni ha accolto l’invito dei vertici istituzionali della categoria che avevano chiesto un incontro per illustrare i contenuti della piattaforma al centro di un difficile rinnovo del contatto nazionale di lavoro. La riunione è stata introdotta dal presidente toscano Ucsi Mauro Banchini e dal responsabile regionale dell’Ufficio per le Comunicazioni Sociali della Conferenza Episcopale Toscana Riccardo Galli.
Carlo Bartoli, accompagnato dal segretario del Gruppo Toscano degli Uffici Stampa Franco Mariani, ha illustrato i motivi dello sciopero che interessa i giornalisti italiani “in un contesto di grande precarietà, di estesa flessibilità, di preoccupanti contaminazioni fra giornalismo e aspetti pubblicitari che non riguardano solo la categoria ma minacciano lo stesso diritto dei cittadini a essere informati in modo corretto”. La necessità di “recuperare il significato etico della professione giornalistica” in modo che i lettori “possano essere aiutati nel loro diritto a una cittadinanza attiva e consapevole” è stata al centro dell’intervento del presidente Lucchesi.
Mons. Simoni, prendendo l’impegno di riferire in ambito nazionale i contenuti dell’incontro (il presule toscano fa parte della Commissione nazionale della Conferenza Episcopale Italiana che segue le tematiche della cultura e delle comunicazioni sociali) ha manifestato “sostanziale attenzione” rispetto ai profili che gli sono stati sottoposti.
“La vostra professione – ha aggiunto – ha caratteristiche di estrema delicatezza per un effettivo esercizio della vita democratica, grande è la vostra responsabilità di professionisti a servizio della persona umana, enorme il vostro compito affinché i cittadini possano formarsi libere opinioni su ciò che accade vicino a loro e in ogni parte del mondo. Il pluralismo e la libertà dell’informazione sono beni da salvaguardare a tutela della democrazia e del bene comune. Informazioni distorte o informazioni negate – ha concluso mons. Simoni - contribuiscono in modo pesante alla confusione delle idee e al disorientamento morale”.