Associazione Stampa Toscana
left Home page notizie Documentazione Contattaci Collegamenti right
Federati nella Federazione Nazionale Stampa Toscana Vai al sito FNSI
navigazione sopra
Home page
news
sindacato
radio
Previdenza & Sanità
Le iniziative
Organigramma
statuto
modulistica
Gruppi di specializzazione
documenti
contratti
Contattaci
Collegamenti
Rss 2.0

 

Il giornalismo italiano da Giovanni Amendola alla Liberazione

Il saluto di apertura di Carlo Bartoli

Ci sono dei principi che, per fortuna, sono unificanti e rappresentano l'ossatura dei valori su cui è nata e cresciuta la Repubblica e di cui è intessuta la nostra società. La libertà, l'indipendenza, la correttezza, ma anche il rigore e l'inflessibilità dell'informazione sono tra questi. Principi fondanti di ogni democrazia, ma con i quali il potere, di qualunque colore, ha poca confidenza e per i quali nutre scarso attaccamento.

Giovanni Amendola è il simbolo della ferocia e della brutalità con la quale il totalitarismo affronta il problema della libertà dell'informazione, una ferocia e una brutalità ancora quotidianamente praticata in larga parte del mondo e che insieme a “Informazioni senza frontiere” siamo impegnati giornalmente a ricordare e a denunciare, sia pure nell'indifferenza generale. Il giornalismo è ancora un mestiere pericoloso, di libera informazione si muore ancora, quotidianamente, anche se questo non scuote la coscienza delle nostre democrazie che fanno affari e intrattengono ottime relazioni con i regimi che minacciano, percuotono e uccidono i Giovanni Amendola di tante lingue e di tante nazionalità diverse. Come non scuote la coscienza dell’opionione pubblica europea e mondiale la morte di 120 giornalisti dall'inizio del 2004 e il caso di Florence Aubenas e del suo accompagnatore Hussein Hanoun al-Saadi da mesi nelle mani dei rapitori in Iraq.

Fare informazione in una società globale, come la nostra, è comunque difficile, anche se i rischi sono altri. Sono i rischi dell'omologazione, dell'appiattimento, dell'accontentarsi della verità offerta dal potere politico ed economico. I nemici della libertà dell'informazione si chiamano concentrazione editoriale, accaparramento delle frequenze, monopolio del mercato pubblicitario, insufficiente distinzione tra contenuti informativi e pubblicità, ma anche il rastrellamento di azioni di gruppi editoriali a valori esorbitanti e a prezzi fuori mercato.

Per difendere l'autonomia e l'indipendenza della nostra professione, il sindacato dei giornalisti ha condotto una dura battaglia nei confronti della legge Gasparri, un provvedimento sbagliato, che accentua ulteriormente i processi di concentrazione in unsettore nel quale la concorrenza, altrimenti detta pluralismo, è un bene fondamentale. Una legge che a poco più di un anno della sua approvazione sta già dispiegando i suoi effetti perversi e che prefigura un processo di privatizzazione del servizio pubblico privo di garanzie per i cittadini e di trasparenza. Nella prossima legislatura, qualunque sia la coalizione vincente, torneremo a porre all'ordine del giorno la necessità impellente di una riforma del sistema della comunicazione nel nostro Paese che permetta un assetto più equilibrato e rispettoso delle esigenze del pluralismo.

Ma non ci facciamo illusioni: chiunque sarà il vincitore, è tutto da dimostrare che voglia considerare la difesa del pluralismo una priorità. Destra, centro e sinistra, in questo caso, pari sono: la vicenda dell'aggressione del governo di Tony Blair nei confronti della Bbc rappresenta una lezione che non dobbiamo dimenticare. Solo una grande mobilitazione delle coscienze può aiutarci a difendere questa splendida professione dai pericoli più subdoli e insinuanti propri di una società globalizzata. E lo ricordiamo tanto più oggi, all’avvio di un rinnovo contrattuale che si preannuncia durissimo perché dovrà difendere la qualità del nostro lavoro e dei contenuti dei prodotti editoriali, ma garantire anche il rispetto intransigente dei diritti, delle tutele e della dignità del lavoro soprattutto dei colleghi più deboli e ricattabili.

Carlo Bartoli

Torna alla pagina principale

Omaggio a Giovanni Amendola da parte dei giornalisti italiani
Al centro della commemorazione il tema della libertà di stampa.
Ricordato anche il sacrificio di Tobagi, ucciso dalle Br

GLI INTERVENTI Per Severi fu «un martire» E il figlio Pietro applaude
Il presidente Venturi pone l’accento sul valore dell’informazione

Il «Gotha» della Fnsi e grandi giornalisti al Tettuccio
«Amendola è un simbolo della nostra democrazia»

Foto: Romina B./Fotonucci


Associazione Stampa Toscana
Via dei Medici 2
50123 Firenze email: ast@assostampa.org
Fax: 055-210807 Telefono: 055-2398358

Curatore dei contenuti: AST


Webmaster and Graphics by Filippo Cioni