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Rss 2.0

 

Il giornalismo italiano da Giovanni Amendola alla Liberazione

Omaggio a Giovanni Amendola da parte dei giornalisti italiani
Al centro della commemorazione il tema della libertà di stampa.
Ricordato anche il sacrificio di Tobagi, ucciso dalle Br

MONTECATINI. Un popolo senza memoria è un popolo senza futuro. La stessa frase è estendibile anche alla categoria dei giornalisti, il cui compito è quello di non dimenticare tutti coloro che hanno lottato e pagato con la vita per la libertà dell’informazione ai tempi del regime fascista. La Federazione nazionale della stampa li ha ricordati in un convegno a Montecatini.La scelta di Montecatini è simbolica, in quanto il convegno Fnsi è stato dedicato a Giovanni Amendola, giornalista e politico liberale, e profondamente antifascista. Proprio in città si trovava Amendola, ottant’anni fa, per un periodo di cure termali quando venne percosso da un gruppo di fascisti, alla Colonna di Pieve, dove sorge un cippo commemorativo. Amendola non si riprese più da quell’attentato e morì a Cannes il 7 aprile dell’anno seguente.Nell’incontro, promosso in collaborazione col Comune di Montecatini, la Provincia di Pistoia e l’Apt Montecatini Valdinievole, si è parlato di Amendola come di un esempio da seguire, un intellettuale coraggioso e capace di opporsi ai soprusi del regime. Un regime che lo considerava pericoloso, in quanto antifascista ma allo stesso tempo liberale e conservatore. Della figura del politico e giornalista ha fatto un bel ritratto Elio D’Auria, il biografo di Amendola.E tra il suo pestaggio, l’assassinio di Giacomo Matteotti, e la liberazione dal nazifascismo, sono state tante le figure di giovani intellettuali che si sono impegnate attivamente nella lotta di liberazione: Enzo Biagi, Giorgio Bocca, Sergio Lepri e molti altri che hanno portato direttamente alla platea, oppure in videoregistrazione, il loro ricordo dei giorni della liberazione.Il presidente della Fnsi Franco Siddi ha ricordato come la Liberazione è stata ottenuta sì con le armi, ma anche con le penne di una giovane generazione che, nata e formatasi nel periodo del fascismo, non aveva mai conosciuto la libertà di stampa, e per questo ha combattuto. E proprio alla libertà di stampa verrà dedicato e inaugurato nel prossimo settembre un monumento nel comune di Conselice (Fe).E a distanza di anni, il mestiere di giornalista rimane ancora pericoloso: molti colleghi hanno pagato con la loro vita il coraggio delle proprie idee. Come Walter Tobagi, il giornalista del ”Corriere della sera” ucciso dalle Brigate Rosse, di cui oggi ricorre l’anniversario della scomparsa. E, come afferma il presidente dell’Associazione stampa toscana, Carlo Bartoli, ancora oggi in molti Paesi nel mondo «si continua a morire di informazione nell’indifferenza generale».

di Marco Gentili

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Foto: Romina B./Fotonucci


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