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Rss 2.0

 

Il giornalismo italiano da Giovanni Amendola alla Liberazione

GLI INTERVENTI Per Severi fu «un martire» e il figlio Pietro applaude
Il presidente Venturi pone l’accento sul valore dell’informazione

MONTECATINI. Due discorsi differenti nel tenore e nelle corde, quelli del sindaco termale Ettore Severi e del presidente della Provincia Gianfranco Venturi. Diversi anche nell’orientamento politico delle due istituzioni, ma uniti nell’apprezzamento da parte della platea di giornalisti presente ieri al congresso della Federazione nazionale della stampa, alle terme Regina.In particolare il discorso di Severi ha colpito moltissimo il figlio di Giovanni Amendola, Pietro, che ha sottolineato come la condivisione dei valori anche da parte di chi milita politicamente a destra (come il sindaco di Montecatini) sia un fatto importante e ammirevole.«Giovanni Amendola - ha detto Severi - è stato un grande uomo, un eroe, e io vi sono grato per aver scelto Montecatini Terme quale luogo dove celebrarlo. Non sarò io a ricordare la figura di Giovanni Amendola, ma sono qui a ricordare un momento storico: la barbara aggressione che subì qui a Montecatini, un episodio increscioso che la città non ha dimenticato. Come non ha mai dimenticato Giovanni Amendola, un martire, un vero liberal democratico che della difesa dei valori liberali e democratici fece lo scopo principale della sua attività politica, e per la quale sacrificò la sua vita».Dal canto suo il presidente provinciale Venturi ricorda come «siamo soliti dare per scontati i diritti acquisiti, le conquiste fatte ed i traguardi raggiunti, come la libertà di stampa. Oggi come allora, la libertà del giornalismo è uno dei capisaldi di un sistema democratico. Tanto è il lavoro politico da svolgere per promuovere una informazione libera, imparziale e sicura. Dobbiamo quindi impegnarci - conclude - affinché esista una vera pluralità di informazione, affinché esista una reale libertà di parola, poiché difendendo strenuamente questi valori e non dandoli per scontati è possibile vivere in un paese democratico e forte della sua libertà».

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Foto: Romina B./Fotonucci

 


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