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Premio giornalistico Gabriele Capelli

Foto di Gabriele Capelli

Presentazione

Il bando del Premio giornalistico Gabriele Capelli riassume esemplarmente le motivazioni per le quali un gruppo di suoi amici costituitisi in associazione, lo hanno promosso.

Per i giovani che volevano intraprendere il lavoro di giornalista e ne avessero la stoffa, Gabriele Capelli (nella foto) è stato un limpido esempio di impegno professionale, di passione civile e di rigore morale, è stato di aiuto e sostegno nelle loro scelte, ha valorizzato il loro lavoro. Ma ha fatto qualcosa in più. Con l'esempio quotidiano ha insegnato che questo lavoro chiede umiltà, spirito di sacrificio, un profondo senso etico della responsabilità, ha dato loro dei principi che non si trovano nei manuali giornalismo: la lealtà, il coraggio delle opinioni e delle scelte, il rispetto dell'altro, l'autonomia professionale e, soprattutto, la generosità e l'umanità. Perché Gabriele Capelli era un giornalista e un uomo dotato di profonda umanità, di grande generosità, di rigore morale, era autorevole senza essere autoritario, fermo nei principi era aperto al dialogo, pronto alla solidarietà. Lo sanno bene i giovani giornalisti che hanno avuto in lui un punto di riferimento professionale e un concreto sostegno nei momenti di difficoltà, così come lo sanno coloro che hanno avuto la fortuna di lavorare o collaborare con lui.

Nessuno può parlare per un altro, ne può dire di conoscere fino in fondo una persona, io parlo di Gabriele per come l'ho conosciuto nel corso di una lunga amicizia iniziata tanti anni fa. Posso dire che fu sempre leale e generoso da vice capocronista, così come continuò a esserlo quando nel 1979 assunse la direzione della redazione toscana dell'Unità dove era arrivato giovanissimo in un mattino del lontano 1975. Fu accolto da Carlo Ricchini delegato dal giornale alla preparazione delle quattro pagine toscane da far uscire in occasione del festival nazionale dell'Unità che quell'anno si sarebbe tenuto a Firenze. Ricchini comprese subito il valore di questo giovane appassionato di giornalismo, che rapidamente sarebbe divenuto un punto di riferimento per la redazione e l'intero giornale.
Gabriele Capelli era una personalità complessa: colto senza bisogno di esibire la sua cultura, era un organizzatore nato e un ottimo scrittore, pudico nei sentimenti era capace di grandi slanci umani e di profonda amicizia. Non era perfetto, come tutti gli esseri umani i suoi grandissimi pregi si impastavano in un carattere rude, spigoloso che mascherava però una grande timidezza. Poteva accadere di scontrarci su punti di vista diversi e, in quel caso, era fermo nel far valere la sua ragione senza che mai venisse meno il rispetto, la lealtà, l'ascolto dell'altro.

Questo è il Gabriele Capelli che abbiamo conosciuto. Guai a ricondurlo a un'icona. Non lo avrebbe voluto, ci avrebbe riso sopra e col suo sarcasmo ci avrebbe richiamati duramente all'ordine. E ora ci manca, avvertiamo il vuoto che ha lasciato tra noi e in noi, anche se la sua presenza e la sua lezione resta viva, insostituibile. Con il Premio giornalistico a lui intitolato continuerà a vivere con noi, in mezzo a noi per ricordare a tutti cosa significhi essere un vero giornalista e un grande amico.
Renzo Cassigoli

Nota biografica

Il bando

Scarica il nuovo bando con la scheda di partecipazione in formato pdf

Scarica la scheda di adesione agli amici del Premio Capelli

Torna alla pagina principale del Premio Gabriele Capelli

Contatta l'organizzazione del premio: premiocapelli@assostampa.org


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Via dei Medici 2
50123 Firenze email: ast@assostampa.org
Fax: 055-210807 Telefono: 055-2398358

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