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Associazione Stampa Toscana

RAI
UNA PER TUTTI

GIOVEDI' 10 FEBBRAIO 2005 ORE 21
Sala multifunzione del museo del calcio. Centro Tecnico di Coverciano – Firenze -

"Per un'informazione corretta, oggettiva, completa, diversificata e di alta qualità sui temi sociali, politici, culturali e istituzionali. Per un servizio pubblico del tutto indipendente e non soggetto a ingerenze"

Gli interventi :

Introduzione di Carlo Bartoli Presidente Associazione Stampa Toscana

Questa nostra manifestazione ha lo scopo di esprimere una grande preoccupazione per una privatizzazione del servizio pubblico che procede in maniera trafelata e non trasparente, nelle modalità e nei fini. Siamo preoccupati perché non si discute del senso e della necessità dello smantellamento del servizio pubblico ma lo si accetta come un dato di fatto senza considerare che in questo modo l’Italia sta accentuando la propria anomalia in fatto d’informazione, configurandosi sempre di più come un caso unico nel mondo sviluppato. Siamo preoccupati perché si parla del tema delle quote Rai da collocare sul mercato, ma non sugli effetti che questo avrà sul pluralismo dell’informazione. Ci interroghiamo sulle conseguenze occupazionali di questa operazione.

In maniera provocatoria si è detto che ci sono 1300 giornalisti di troppo, ma anche 5000 dipendenti Rai da rottamare, per trasformare il servizio pubblico in un’azienda con i conti compatibili con la quotazione in Borsa. Siamo preoccupati perché non sappiamo che fine farà l’informazione regionale, ci chiediamo se continueranno a servire 30 giornalisti nella sede Rai di Firenze. È facile supporre che, se gli investitori privati entreranno con la logica di ottimizzare i costi, fra le prime strutture soggette a interventi potrebbe esserci l’informazione regionale.

Inoltre siamo preoccupati per la privatizzazione in se stessa, in quanto procedura che nella storia italiana non è stata mai effettuata in maniera positiva. L’esperienza ci ricorda che si tende sempre a privatizzare gli utili e a socializzare gli oneri. E per questo noi non vorremmo che questa operazione di “risanamento” dei conti Rai avvenisse a scapito della previdenza dei giornalisti. Ci chiediamo con quale criterio sia stato affidato al CIPE il compito di stabilire la quota Rai da assegnare ai privati e in che modo si pensa di stabile i tempi di questa privatizzazione oltre alle modalità di collocamento delle quote sul mercato. Sembra, ma non ci sono certezze, che l’operazione debba avvenire con una certa trasparenza, attraverso un’offerta pubblica di vendita.

Riflettiamo su come sia possibile privatizzare un’azienda delle dimensioni della Rai senza una legge di sistema, chiara e condivisa dato che è la stessa maggioranza che ha approvato la Gasparri a proporsi di cambiarla in un punto chiave quale la configurazione del Consiglio di amministrazione. Ci chiediamo come sia possibile che non siano state stabilite regole per temperare eventuali conflitti d’interessi degli investitori privati che potrebbero entrare nel capitale della Rai.

Infine vorremmo capire come sia possibile che in Italia si affidi ai privati la gestione di una tassa come il canone, che frutta un miliardo e mezzo di euro l’anno, senza un dibattito pubblico, per rendere consapevoli i cittadini.

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Fax: 055-210807 Telefono: 055-2398358

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