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Inpgi: confermata la natura subordinata dei collaboratori inquadrati come autonomi

Articolo di del 16 febbraio 2018 – 11:00 | 107 views

 

La Corte di Appello di Roma ha  ribadito e confermato quanto già pronunciato dal Giudice di  Primo Grado – sentenza 3751/2014 – in ordine al riconoscimento della natura subordinata del rapporto di lavoro di cinque giornalisti che hanno prestato la loro attività in favore di uno dei più importanti Services televisivi specializzati nella realizzazione di programmi di informazione e approfondimento (c.d. “infotainment”) .

La Corte ha riconosciuto che le modalità di svolgimento dell’attività dei giornalisti de quibus – inquadrati come co.co.co o con contratti a progetto – si erano svolte secondo quanto previsto dall’art. 1 del CCNLG.

Ancora una volta i rilievi emersi all’esito di un accertamento ispettivo sono stati confermati in sede giurisprudenziale, ribadendo che “la necessità di garantire la realizzazione di detti programmi e l’indispensabile e stabile apporto che i giornalisti dovevano dare a detta realizzazione rendono poco credibile, ed in concreto non compatibile, una prestazione lavorativa da svolgere in asserita assoluta autonomia, svincolata da ogni direttiva e controllo, nonchè dal necessario rispetto di un costante e tendenzialmente quotidiano impegno (si trattava di programmi che andavano in onda settimanalmente e che necessitavano della preventiva preparazione)”.

E ancora: “ la stessa struttura del prodotto realizzato (…) appare fortemente orientata alla capillare copertura di eventi relativi a tematiche essenziali per la completezza del prodotto editoriale (attualità, cronaca bianca, nera, giudiziaria, politica, spettacolo, e così via). Il lavoro redazionale appare orientato verso la realizzazione di un’attività prevalentemente di desk mirata alla visione delle agenzie ed alla preparazione dei diversi servizi di approfondimento per le puntate realizzate”.

Come sempre, per giungere a queste conclusioni il Giudice ha potuto contare su un solido corredo probatorio sia testimoniale che documentale acquisito dagli Ispettori dell’Istituto e opportunamente valorizzato dai Legali dell’Ente, confermando il solco ormai consolidato assunto dalla giurisprudenza in tale materia.

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