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Askanews, Ast presente al tavolo romano. Cigs ridotta dal 70 al 50 per cento fino a esito gara europea

Articolo di del 30 marzo 2018 – 15:00 | 89 views

Dopo numerosi incontri è stato firmato a Roma l’accordo per Askanews. Al tavolo romano l’Associazione Stampa Toscana in supporto ai colleghi che lavorano nell’agenzia, ha attivamente partecipato con Patrizia Centi, membro del consiglio direttivo. La cassa integrazione al 50% è una soluzione transitoria per far fronte all’emergenza, ma Ast è decisa a tenere alta l’attenzione e il pieno sostegno ai colleghi. Anche perché il corpo redazionale teme nuovi tagli dopo le ultime dichiarazioni dell'azienda a meno di 48 ore dalla firma del già pesante accordo.

Di seguito le due comunicazioni del Cdr.

Il comitato di redazione di Askanews ha firmato un accordo con l'azienda per evitare in extremis il ricorso unilaterale alla Cassa integrazione al 70%. Lo ha reso noto lo stesso Cdr dell'agenzia di stampa. «Un accordo duro – rileva il Comitato di redazione – che aggrava il sacrificio che i giornalisti già stanno pagando da anni, e che è stato approvato dall’assemblea dei redattori con grande senso di responsabilità per tentare di fare il possibile per salvaguardare il futuro dell’agenzia».

L'intesa prevede la Cassa integrazione al 50% per il periodo di mancanza del lotto per la fornitura dei servizi di agenzia alla Presidenza del Consiglio, sulla base della gara europea indetta a maggio scorso la cui procedura ancora non è conclusa.

«Si tratta di una tregua che consente di superare la fase emergenziale e di salvare i prepensionamenti», osserva il Cdr che ringrazia «tutti coloro che in queste settimane hanno aderito alla petizione lanciata per salvare l’agenzia che ha superato le 6.500 firme, le forze politiche, le istituzioni, i sindacati e tutti coloro che hanno espresso la loro solidarietà. Invitiamo tutti – conclude la nota – a tenere alta l’attenzione continuando a sostenerci poiché la situazione resta difficile e densa di incognite».

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«All'indomani di un pesantissimo sacrificio imposto ai giornalisti di Askanews e accettato con grande senso di responsabilità per garantire, al posto degli azionisti, la continuità aziendale e per salvaguardare il futuro dell'agenzia di stampa, i vertici dell'azienda meditano un nuovo affondo». Il Cdr di Askanews risponde così alla nota diffusa ieri dall'editore nella quale, «mentre i giornalisti fanno i conti – spiega il comitato di redazione – con una Cassa integrazione al 50%, che vuol dire la metà dell'organico effettivo in servizio e un taglio devastante sulle buste paga, il presidente del Cda, Giuseppe Cornetto Bourlot, e l'amministratore delegato Daniele Pelli definiscono l'accordo sottoscritto una soluzione 'temporanea, che presuppone risposte strutturali per far sì che l'azienda torni ad essere competitiva nel lungo periodo'».

Parole che hanno provocato la reazione dei giornalisti dell'agenzia di stampa: <Stanno pensando a un taglio strutturale dei posti di lavoro, per ampliare i propri margini di profitto? Si pensa di rendere competitiva un'agenzia di stampa con tagli draconiani senza alcun riguardo per la qualità del prodotto?»
A proposito di investimenti, poi, il Cdr si chiede «a quali investimenti faccia riferimento Cornetto Bourlot, considerando che da quando l’editore e presidente di Bnl-Bnp Paribas Luigi Abete ha rilevato l’agenzia, quasi 10 anni fa, gli investimenti più concreti e rilevanti sono stati la dote da 10,5 milioni lasciata dalla vecchia proprietà, Telecom Italia, e gli oltre 4 milioni versati dai dipendenti con le misure di cassa e solidarietà applicate negli ultimi 5 anni».
Invece di annunciare nuovi attacchi, concludono i giornalisti, «perché azionisti e management non impiegano il tempo che ci separa dal futuro round di negoziati per fornire a dipendenti e sindacato le adeguate spiegazioni e i documenti su alcune operazioni opache di bilancio che hanno ingessato la liquidità e contribuito a creare le 'problematiche che hanno generato una prolungata situazione di incertezza e instabilità' oggi lamentata dall'azienda?»

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