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Uffici stampa, Ast interviene sul circondario empolese

Articolo di del 31 gennaio 2012 – 17:30 | 399 views

Stupore e perplessità per un'assunzione di un dipendente da parte del comune di Capraia e Limite che dovrà svolgere anche mansioni a contenuto giornalistico – quali la redazione di un notiziario – senza che sia prevista l'iscrizione all'Ordine dei Giornalisti. Stupore e perplessità che sono ancora più forti perché tutto questo fa seguito al ridimensionamento degli uffici stampa delle pubbliche amministrazioni del Circondario Empolese-Valdelsa, motivato dalle ristrettezze di bilancio.

E' quanto intende sottolineare l'Associazione Stampa Toscana, il sindacato unitario dei giornalisti, a proposito di un avviso pubblico che, nel prevedere tra i criteri di selezione “l'attività svolta in uffici stampa, quotidiani e organi di informazione”, ma non l'iscrizione all'Ordine, è anche palesemente contraddittorio.

Solo pochi mesi fa, al termine di un incontro a Empoli, l'Ast ha rilevato una situazione tutt'altro che soddisfacente nell'intero circondario, con la metà dei comuni senza nemmeno un ufficio stampa e solo due comuni su 11 con giornalisti regolarmente assunti.

Un assetto assolutamente non soddisfacente e che non può essere giustificato con i tagli alle spese di rappresentanza e di comunicazione – tra cui non rientra quelli sull'informazione pubblica, che richiama un preciso diritto del cittadino a essere informato.

L'Ast segnala ancora una volta che sulla base della legge 150 le attività degli uffici stampa possono essere affidate solo a giornalisti, principio ribadito con più forza ancora dalla carta deontologica approvata dall'Ordine dei Giornalisti (che è un ente di diritto pubblico) e in vigore dal primo gennaio di quest'anno che al primo rigo recita: “Si definisce come attività di Ufficio Stampa una funzione prettamente giornalistica….”.

Pertanto il sindacato dei giornalisti, anche sulla base del protocollo firmato recentemente con Anci Toscana, invita tutte le amministrazioni comunali a individuare correttamente le attività di informazione all'intero dei loro enti e si propone per individuare soluzioni condivise e utili per le stesse amministrazioni, valutando congiuntamente anche la possibilità di una gestione associata. Possibilità, quest'ultima, prevista anche dalla legge regionale sull'informazione e la comunicazione pubblica che, tra l'altro, consentirebbe di offrire qualche possibilità di reddito a colleghi precari e disoccupati senza appesantire i bilanci comunali.

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