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Pensionati: Bossa presidente. Morelli nell’esecutivo nazionale. Ex fissa: il 31 gennaio la rata

Articolo di del 25 gennaio 2019 – 12:24 | 68 views

Il VII Congresso dell'Unione nazionale giornalisti pensionati, riunito a Roma nella sede della FNSI nei giorni dal 22 al 24 gennaio, ha eletto il collega Guido Bossa alla presidenza dell'Unione, '’organismo sindacale di base che rappresenta i giornalisti professionali e collaboratori pensionati iscritti alla gestione principale e alla gestione separata dell'Inpgi.

Il VII Congresso dell'Ungp ha eletto vicepresidenti i colleghi Orazio Raffa (Sicilia) e Gian Fulvio Bruschetti (Lombardia).

Componenti del Comitato esecutivo sono stati eletti: Paolo Baggiani (Sardegna), Stefanella Campana (Piemonte), Dario De Liberato (Marche), Mauro Lando (Trentino Alto Adige), Giuliano Musi (Emilia Romagna), Claudio Mazza (Lombardia), Marc’Antonio Morelli (Toscana), Virgilio Squillace (Calabria), Patrizia Disnan (Friuli Venezia Giulia).

Il nuovo Collegio dei Revisori dei Conti è composto da Ottavio Rossani (presidente), Fulvio Gardumi (effettivo), Pierluigi Roesler Franz (effettivo), Marco Gardenghi (supplente), Gianluigi Corti (supplente).

Gli interventi nell’assemblea hanno tutti puntato sulla drammatica crisi dell’editoria. Che è crisi economica per il crollo finora inarrestabile delle vendite della carta stampata. Ma anche crisi politica e culturale: i giornalisti sono sotto attacco quotidiano dal governo che taglia i fondi all’editoria e diffonde  la convinzione che si possa fare a meno  delle stampa grazie ai comunicati pilotati sui social network.

Conseguenza di questa crisi epocale è stato il massiccio ricorso ai prepensionamenti e il lavoro nelle redazioni affidato sempre più in larga parte a giovani precari con paghe da fame. Ai quali certo non si può chiedere quella qualità, fatta di approfondimenti, unica medicina per un pilastro della democrazia in agonia quale è l’informazione. Tutto questo ha portato anche a un divario profondo tra la media delle retribuzioni degli articoli 1 e i pensionati che guadagnano circa il doppio: i quali però non vogliono scontri generazionalie si adopereranno nelle loro possibilità di ridurre questo gap.

La crisi a cascata investe, ovviamente, gli istituti della categoria: l’Inpgi e la Casagit. Il rimedio è allargare il più possibile la platea dei soci e quindi delle entrate. Proprio durante il dibattito, si è appreso che è fallita l’ideadi fare entrare nell’Istituto di previdenza, con il decreto delle pensioni, tutti i lavoratori della comunicazione e cioè uffici stampa, addetti alla pubbliche relazione e altre figure.

Per la Casagit entro il prossimo giugno dovrà essere definita natura giuridica e statuto della sua trasformazione in un ente che mantenendo la governance ai giornalisti inglobi altre categorie: (avvocati, ingegneri, eccetera).

Infine l’ex fissa: in data 31 gennaio sarà accreditata la rata di 3mila euro lordi. Si è ora in attesa che il ministero del lavoro autorizzi il prestito di 14 milioni dell’Inpgi agli editori per procedere con le liquidazioni, a chi ha accettato la decurtazione del 50% (finora sono stati liquidati i colleghi andati in pensione nel 2011).

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