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Ast: contratto dei giornalisti della Regione blindato da nuovo lodo Morbidelli. E si aspetta intesa Fnsi-Aran

Articolo di del 3 maggio 2019 – 09:25 | 279 views

Non investe la possibilità di applicare il contratto Fnsi-Fieg ai giornalisti della Regione Toscana la sentenza con cui la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la legge in materia della Regione Lazio, attribuendo allo Stato le decisioni in merito. A questo punto, nel caso, si dovranno aspettare gli sviluppi a livello nazionale, sia in relazione al contratto previsto dalla legge 150 che alla cosiddetta coda del contratto della pubblica amministrazione, su cui peraltro si attende la decisione dei giudici per la mancata convocazione al tavolo del sindacato rappresentativo dei giornalisti. Una soluzione di salvaguardia a cui invita anche un recente ordine del giorno presentato in Senato da più parlamentari.

Lo sottolineano Ast e Cdr dell'Agenzia di informazione della giunta regionale della Toscana, sulla base delle valutazioni fornite loro dal professor Morbidelli, illustre giurista che si era già espresso con autorevole parere sulla materia, il quale fornirà un ulteriore documento. Il punto può comunque essere così riassunto: la legge regionale della Toscana non è toccata dal provvedimento della Corte, che riguarda solo la norma del Lazio, e quindi resta pienamente in vigore con tutti i suoi effetti. Nessuno – questa la sintesi del lodo Morbidelli – può prendere decisioni contro gli interessi dei giornalisti, finché la politica non intervenga sulla legge stessa. Nel frattempo, l'Associazione Stampa Toscana (anche nei giorni del Congresso di Levico Terme, 12-15 febbraio) interverrà sulla Fnsi affinché trovi un'intesa con Aran per garantire, a livello nazionale, tutti i giornalisti che lavorano nelle Regioni e ai quali è stato applicato il contratto Fieg-Fnsi. C’è una coda contrattuale, decisa dopo la firma del nuovo contratto del pubblico impiego lo scorso maggio, e che ancora non è partita. Pende inoltre, davanti al Tribunale di Roma, il ricorso promosso dalla Fnsi nei confronti di Aran (Agenzia per la Rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni) perché ha aveva escluso la Federazione della Stampa dal tavolo sindacale che ha discusso e deciso sulla figura del giornalista pubblico. E' palesemente illegittimo che si discuta del lavoro e del profilo contrattuale dei giornalisti, ancorché dipendenti pubblici, senza la partecipazione del sindacato che li rappresenta. La stessa legge 150 del 2000, una legge nazionale, lo prevede.

Per dovere di cronaca, ricordiamo che la questione di legittimità costituzionale sul contratto dei giornalisti della Regione Lazio, era stata sollevata dal governo allora guidato da Paolo Gentiloni, quando la Regione, nella legge 9 del 2017, aveva riconosciuto l'applicazione del contratto nazionale di lavoro giornalistico a chi presta servizio, a seguito di concorso, presso gli uffici stampa istituzionali. 

A tutela dei giornalisti assunti dall'Agenzia regionale della giunta e anche di quelli assunti dall'Ufficio stampa del Consiglio regionale, l'Associazione Stampa Toscana ha quindi chiamato nuovamente in causa il professor Morbidelli e sollecita con forza la Fnsi a riprendere il filo del discorso con Aran per scrivere quel contratto, il quarto contratto di categoria, indicato dalla legge 150. Quanto previsto oggi nel contratto del pubblico impiego siglato a maggio con l’articolo sul giornalista pubblico non lede solo i diritti di chi oggi lavora in Regione ed era inquadrato con un contratto giornalistico: è insoddisfacente anche nei confronti dei colleghi impegnati negli uffici stampa dei Comuni ed ha bisogno per questo di essere riempito di altri e maggiori contenuti.

Alla luce della sentenza della Corte Costituzionale, Ast si è mossa rapidamente, consapevole di dover tutelare i colleghi sulla salvaguardia di diritti legittimi e sollecita la Fnsi ad affrontare la questione con altrettanta rapidità.

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