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Stati generali dell’editoria: utili solo se arriva nuova occupazione. Assenso del segretario generale della Fnsi alle richieste dell’Ast

Articolo di del 17 maggio 2019 – 10:46 | 56 views

Gli Stati generali dell’editoria, convocati dal Governo, devono essere un’occasione per affermare il principio secondo il quale non c’è pluralismo senza buona occupazione dei giornalisti e senza tutela dell’intera categoria e dei suoi istituti, messi a dura prova dalla crisi del settore che è strategico per il Paese.Così il presidente dell’Associazione Stampa Toscana, Sandro Bennucci, ha sintetizzato il contributo dell’Ast alla Conferenza nazionale dei Comitati di redazione, convocata insieme al Consiglio nazionale della Fnsi a Roma il 14 maggio. Un appuntamento che cade alla vigilia della ripresa dell’iniziativa per il rinnovo dei contratti di lavoro giornalistico (Fieg-Fnsi e Aer Anti Corallo) e nel mezzo di una delle stagioni più difficili per i giornalisti, cioè quando il sindacato deve riprendere con maggior forza la propria capacità di incidere.

Sostenuto da una numerosa delegazione arrivata dalla Toscana (i consiglieri nazionali Stefano Fabbri, Chiara Brilli, Cristiano Lozito, Andrea Sbardellati, il presidente della consulta sindacale, Marzio Fatucchi, gli esponenti dei Cdr Walter Fortini, Laura Gianni, Filippo Baffa, Andrea Capretti), Bennucci ha illustrato i punti del documento messo a punto dopo una seduta congiunta dei consiglieri nazionali con la Conferenza dei Cdr e dei fiduciari di redazione, i componenti del Direttivo e i rappresentanti dei gruppi di specializzazione. Documento che parte dal sostegno al pluralismo dell’informazione, legato all’occupazione dei giornalisti anche come strumento per battere il precariato; fine dell’uso della 416 come strumento per la esclusiva ricapitalizzazione delle imprese editoriali con i soldi dei giornalisti senza mantenimento dei livelli occupazionali; tutela dei colleghi che hanno perso il lavoro durante la fase più acuta della crisi del settore; interventi per la ricaduta sull’intero settore delle risorse derivate dalla direttiva europea sul copyright; applicazione e tutela del contratto giornalistico negli uffici stampa della pubblica amministrazione.

Il presidente dell’Ast si è riferito ai messaggi inviati alla Conferenza da parte del presidente della Fieg Andrea Monti Riffeser e dal presidente dell’Aer Anti Corallo, Marco Rossignoli proprio ricordando le scadenze dei rinnovi contrattuali. L'intervento di Bennucci è stato ben integrato da Marzio Fatucchi, presidente della consulta dei Cdr e dei Fiduciari dell’Ast, che ha formulato due proposte. La prima: costituire realtà come “reporter for America”, che sostengono il costo della metà delle assunzione di giornalisti: una tripla  sfida ai soggetti profit e no profit (banche, fondazioni, istituzioni) che dicono di voler sostenere il giornalismo di qualità, ed al governo, che così sosterebbe la buona occupazione e il pluralismo, evitando di sentirsi dire che non si danno più sostegno alle aziende editoriali in modo diretto. E infine agli editori perché queste assunzioni devono essere legate a progetti di sviluppo (negli Usa lo usano per i media locali, cannibalizzati dalla crisi). 

La seconda proposta è invece tesa a fare in modo che le nuove generazioni apprezzino l’informazione di qualità, passando da una promozione dell’educazione all’informazione, nel senso di maggiore conoscenza: chi è  nativo digitale cercherà informazione online, difficilmente sulla carta, per questo servono progetti partecipati di media literacy (alfabetizzazione dei media) sullo stile di Shoutout.org, startup inglese che ha già coinvolto 753 scuole, ha 3 mila contributors al loro sito e decine di migliaia di giovani coinvolti nel progetto. 

Nel suo intervento conclusivo, il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso, ha sottolineato la convergenza su gran parte delle proposte partite dalla Toscana, assicurando approfondimenti attraverso la convocazione di dipartimenti della Fnsi già in programma per il mese di giugno. In modo da avere un quadro definito prima di settembre, quando risulta in programma il confronto decisivo con il governo.   

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