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Il Telegrafo chiuderà dal primo luglio. L’annuncio dell’Azienda al tavolo della Regione. Fnsi, Ast e Cdr: inaccettabile il superamento degli accordi. Preoccupazione per i posti di lavoro

Articolo di del 28 giugno 2019 – 13:46 | 80 views

La  Società Poligrafici Editoriale ha annunciato ufficialmente la chiusura della testata cartacea de Il Telegrafo di Livorno, da lunedì primo luglio al tavolo dell'unità di crisi della Regione Toscana, guidato da Gianfranco Simoncini, consigliere del presidente, Enrico Rossi, per il lavoro. Fnsi, Ast e Comitato di redazione hanno stigmatizzato il mancato rispetto di accordi sindacali che prevedevano, in caso di chiusura de Il Telegrafo, il mantenimento della cronaca di Livorno de La Nazione, sia pure da un'altra sede, e con lo stesso organico redazionale. 

La Poligrafici Editoriale ritiene superati gli accordi motivando il ragionamento con calcoli strettamente economici e di mercato: riduzione di copie vendute e non sufficienti inserzioni pubblicitarie. Per quanto riguarda i giornalisti che hanno finora lavorato all'edizione de Il Telegrafo, l'Azienda offre garanzie, a giudizio del sindacato piuttosto vaghe, di ricollocazione. Posto di lavoro sicuro per i due articoli 1, ma in redazioni e con mansioni da definire. Per i quattro articoli 12, la situazione è questa: due resteranno a fare i corrispondenti dalle loro zone, mentre per gli altri due sarà avviato un periodo di sperimentazione assai fumoso. Stesso discorso per tutti i collaboratori (fra i quali due strutturali, che hanno avuto lunghi contratti a termine e ora si ritrovano nella primitiva veste di collaboratori esterni) ora senza garanzie, nè prospettive immediate.

Per questa situazione d'incertezza sul futuro dei colleghi, Fnsi, Ast e Cdr non hanno ritenuto di firmare nemmeno un verbale d'incontro, richiamando la Poligrafici Editoriale al rispetto degli accordi sottoscritti in sede aziendale.  

Inserire per favore nel sito nel mezzo fra il comunicato nostro, Fnsi e Ast, e quello della Regione. Grazie. In caso di problemi chiamatemi. Grazie.

 

Il comunicato del coordinamento dei Cdr della Poligrafici Editoriale

Il Coordinamento dei Comitati di redazione della Poligrafici Editoriale (Quotidiano Nazionale, Quotidiano.net, il Resto del Carlino, La Nazione, il Giorno) contesta la decisione di Andrea Riffeser Monti – presidente della Fieg e amministratore delegato della Poligrafici Editoriale – di chiudere il Telegrafo, una testata storica del panorama editoriale italiano, spegnendo così una voce importante dell'informazione cittadina di Livorno. In questo modo non si mettono a rischio soltanto posti di lavoro (due giornalisti articoli 1 a tempo pieno, un part time, quattro corrispondenti e numerosi collaboratori) ma si decide di cancellare la propria presenza da un territorio importantissimo della Toscana. Il Coordinamento, inoltre, dopo aver partecipato agli incontri con l'azienda per scongiurare la chiusura della testata, contesta anche i modi di operare barbari da parte dei vertici della Poligrafici che ancora una volta hanno considerato carta straccia gli accordi firmati ai tavoli sindacali, intese che prevedevano non solo la salvaguardia di tutti i posti di lavoro, ma anche l'uscita in edicola di un'edizione livornese della Nazione, seppur confezionata da un'altra città. Comportamento che inciderà su tutti i prossimi confronti con una controparte che non rispetta i patti e che dovrebbe essere espressione del presidente della Fieg, quindi di chi rappresentata tutti gli editori italiani. Purtroppo, dopo il naufragio del rilancio del Telegrafo, varato appena due anni fa, la Poligrafici ha dimostrato ancora una volta pressapochismo e miopia strategica, pretendendo di discutere in fretta e furia l'eliminazione di una testata senza portare al tavolo un progetto alternativo. A questo punto chiediamo anche alla Fieg che credibilità possa avere una rappresentanza che ha al proprio vertice un editore che 'a casa sua' considera carta straccia gli accordi firmati con i suoi giornalisti che, ricordiamo, da anni si tagliano gli stipendi. Il Coordinamento si riunirà nei prossimi giorni per valutare iniziative di lotta e una linea comune di rottura da seguire nelle prossime trattative aziendali.

Cordiali saluti

Il Coordinamento dei Comitati di redazione della Poligrafici Editoriale

 

Regione e Comune di Livorno insistono: rivedere la decisione della sospensione

 "Il Telegrafo" è una testata storica e una voce importante del pluralismo informativo e per questo è necessario verificare ogni possibilità che consenta di rivedere la decisione di sospendere le pubblicazioni. E' questo l'invito che le istituzioni, Regione Toscana e Comune di Livorno, hanno rivolto oggi ai rappresentanti della Poligrafici Editoriale al tavolo convocato sulla vertenza che coinvolge il quotidiano livornese dal consigliere del presidente Rossi per il lavoro, Gianfranco Simoncini.
All'incontro erano presenti anche il direttore di "Telegrafo" e "Nazione", Francesco Carrassi, il presidente dell'Ast, Sandro Bennucci, e rappresentanti della Fnsi.
Nei loro interventi i rappresentanti dell'azienda e il direttore hanno ribadito che non esistono al momento le condizioni, per situazione di bilancio e livello di diffusione, per tenere aperta la redazione, ma hanno comunicato l'intenzione di continuare a pubblicare il sito web. Hanno anche informato che nell'edizione di Grosseto della "Nazione" saranno dedicate quattro pagine all'informazione relativa alla Costa degli Etruschi, mentre
le notizie livornesi troveranno spazio nelle pagine regionali e nazionali della "Nazione". Da parte loro Ast e Fnsi hanno richiamato, in particolare per la tutela dei lavoratori e per la loro eventuale ricollocazione, gli accordi sottoscritti al momento del lancio del giornale. Accordi che l'azienda, però, considera superati.

Su tutti questi temi il confronto proseguirà in sede sindacale, in un incontro che verrà concordato tra le parti. Il consigliere Simoncini, in questo senso, ha ribadito l'auspicio che si possa giungere ad un accordo che tenga insieme le ragioni di un'informazione autorevole e plurale e l'esigenza di salvaguardare tutte le risorse professionali che hanno sinora consentito la realizzazione del giornale: non solo i giornalisti con inquadramento contrattuale a tempo indeterminato, ma anche i collaboratori.

 

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