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Siria, la denuncia di Isf: “Chi commette crimini non vuole testimoni”

Articolo di del 16 febbraio 2012 – 21:30 | 354 views

“Chi compie azioni indifendibili, veri e propri crimini contro l’umanità,  non vuole testimoni. Così, dopo aver vietato la Siria ai giornalisti di tutto il mondo, e avere arrestato, torturato e ucciso centinaia dei propri, ora Bashar al Assad mette a tacere l’unica voce libera rimasta a Damasco. Le forze di sicurezza del regime hanno fatto irruzione nel pomeriggio di giovedì nella sede del Syrian Center for Media and Freedom of Expression, nel centro della capitale e hanno arrestato dodici persone fra le quali il capo della struttura Mazen Darwish e la nota blogger di opposizione Razan Ghazzawi “.

Questa la denuncia lanciata dall’Esecutivo dell’associazione per la libertà di stampa nel mondo ISF ( Information Safety and Freedom ) in una nota che prosegue:

"Ci uniamo alla richiesta che sta giungendo da tutte le associazioni umanitarie internazionali di liberare immediatamente i colleghi arrestati, avvertendo che, chi parteciperà alle procedure di tortura normalmente applicate in questi casi dal regime siriano, sarà denunciato presso le sedi giudiziarie internazionali perché sia chiamato a renderne conto".

“Sappiamo però anche – prosegue la nota di ISF – che questi appelli non saranno presi in considerazione da un regime che da decenni si è distinto per una una sanguinaria ed estesa repressione nei confronti di intellettuali, giornalisti, militanti dei diritti umani e oppositori in genere. Le carceri siriane sono piene di prigionieri sequestrati ormai da decenni e di molti dei quali si sono perse le tracce, tanto che, per ospitare le persone arrestate nel corso delle retate di massa degli ultimi mesi, si è dovuto ricorrere a stadi come nel Cile di Pinochet”.

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