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Giornali chiusi e colleghi senza lavoro o pensione: Ast chiede soluzioni straordinarie

Articolo di del 7 febbraio 2020 – 12:09 | 56 views

Mai lasciare soli i colleghi che hanno perso il lavoro a metà del loro percorso professionale perché licenziati o perché le loro testate hanno chiuso. E’ un impegno dell’Associazione Stampa Toscana che non lascerà intentata alcuna strada in questa direzione, compresa quella di un fondo specifico, magari attingendo per le risorse alla parte di web tax riservata all’editoria. Un appello in proposito è stato rivolto al sottosegretario all’editoria Andrea Martella anche dall’ Associazione Stampa Romana, molti dei cui delegati al Congresso Fnsi di Levico Terme hanno sottoscritto la mozione che ha avuto per primi firmatari i delegati dell’Ast, Sandro Bennucci e Stefano Fabbri e poi approvata per acclamazione, per “risolvere la questione delle colleghe e dei colleghi che, alla fine degli stati di crisi, licenziati a qualsiasi titolo, non hanno più lavoro e non hanno diritto al trattamento pensionistico”.

Nella mozione approvata dal Congresso si prospettavano anche “strumenti straordinari o l'allargamento delle maglie normative a carico dello Stato, studiando forme che facilitino il ricollocamento dei più giovani o che accompagnino gli altri verso la pensione". La difficile realtà di questi colleghi, spiega oggi in una nota l’Associazione Stampa Romana precisando che si tratta di “una cinquantina di colleghi e soprattutto colleghe”, è quella di “ex dipendenti di società editoriali fallite, impossibilitate ad andare in pensione per la riforma Inpgi 2016 che ha modificato i requisiti di accesso al trattamento pensionistico. Poiché questi colleghi hanno finito il trattamento di disoccupazione oggi vivono senza lavoro e senza pensione in una situazione di mortificazione sociale e di stentata sopravvivenza”.

 

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