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Ast, lettera aperta al Presidente della Regione Toscana: l’informazione è protezione civile. Ma c’è chi non ha più soldi per gli stipendi

Articolo di del 27 marzo 2020 – 13:20 | 119 views

Caro Presidente,

   innanzitutto ti rinnovo, insieme a tutti i colleghi dell’Associazione Stampa Toscana, i sentimenti più affettuosi di cordoglio per la perdita di tuo padre, un lavoratore e un uomo animato da idee forti. E’ un sentimento sincero per la stima che abbiamo per te e che tu ci hai sempre dimostrato, fin da quando, cinque anni fa, abbiamo firmato insieme quell’intesa che vincola il Sindacato unico ed unitario dei giornalisti toscani ed il Presidente della Regione a collaborare, vedendo nell’informazione uno dei principali strumenti di crescita civile della Toscana. Oggi, in un momento drammatico per tutti, ed ancora di più per te, ti chiediamo di continuare ad onorare quel patto e ti confermiamo che da parte nostra lo onoreremo.

   Le iniziative che il Governo ha messo in atto per la tutela di chi, a causa dell’epidemia del virus Covid 19, al lavoro non può più andare o di chi non può proprio più lavorare sono importanti, ma insufficienti. Tra chi soffre maggiormente di questa insufficienza ci sono tanti piccoli editori e tantissimi giornalisti, i quali assicurano quell’informazione professionale che, in una situazione d'emergenza di questo tipo, sventa le fake news, consente la diffusione di notizie di servizio, dà voce agli appelli delle Istituzioni. L'informazione è protezione civile. Ed è fondamentale, proprio in questa emergenza, dopo la sanità e la protezione civile stessa. Non a caso tu hai scelto, fra le priorità della Regione, proprio questi tre settori per il lavoro in prima linea, riconoscendo la qualità di servizio essenziale al lavoro giornalistico.

   Le difficoltà del momento, e non solo, toccano in gran parte colleghi che non hanno un contratto di lavoro, sono spesso definiti “autonomi” ma nella quasi totalità si tratta di giornalisti precari e moltissimi di loro lavorano in realtà editoriali molto piccole come radio, televisioni locali, siti web e testate on line, sui quali si basa però la grande capacità di penetrazione delle notizie che servono a tutelare i cittadini, ad incentivarne comportamenti corretti, a segnalare criticità. Questi colleghi non potranno neanche accedere ai 600 euro previsti per i lavoratori autonomi. E purtroppo le piccole imprese editoriali con cui collaborano hanno subito profondamente il supplemento di una crisi, già in atto da tempo, che ha tolto loro la pubblicità, quindi l'ossigeno vitale. Al punto che non pochi editori, ora, hanno difficoltà perfino a pagare gli stipendi ai dipendenti fissi.

  E’ per questo, caro Presidente, che ti chiedo di verificare la possibilità di intervenire per colmare le lacune del decreto “Cura Italia” e, contemporaneamente, per rafforzare il sistema informativo della Toscana in una fase delicatissima. Non serve molto, ma quel poco è davvero indispensabile. Confidando in un tuo cenno di risposta e assicurandoti, come sempre, quella grande collaborazione istituzionale che i giornalisti della Toscana hanno sempre dimostrato, ti saluto con grande cordialità e affetto

 

Sandro Bennucci

Presidente dell’Associazione Stampa Toscana

 

 

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