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Ast al fianco dei colleghi: è emergenza anche per la professione. Uffici riaperti il 14 aprile (ma contattabili solo via telefono e e-mail)

Articolo di del 3 aprile 2020 – 15:50 | 54 views

Gli uffici di segreteria dell’Associazione Stampa Toscana, e quindi di Inpgi e Casagit, riapriranno il 14 aprile, in base alle disposizioni governative nell’ambito dell’emergenza Covid-19. Ma resteranno chiusi al pubblico fino a quando sarà necessario. I contatti con la segreteria dovranno quindi avvenire esclusivamente per telefono o per e-mail.

Fino al 14 aprile, dunque, resta in piedi la rete di  sostegno che il sindacato unico ed unitario dei giornalisti della Toscana si è dato per continuare ad assistere i colleghi. Il presidente Ast, Sandro Bennucci, è raggiungibile al cellulare 338/7676951. Il fiduciario Casagit, Pino Miglino, è raggiungibile al  338/6963849. Il fiduciario Inpgi, Franco Picchiotti è reperibile al 335/7558871 .
L'emergenza coronavirus, purtroppo, si è trasformata anche in emergenza per la nostra professione. L’Associazione Stampa Toscana, anche a uffici chiusi, non si è mai fermata e non ha mai fatto mancare l'assistenza, sotto tutti gli aspetti, agli iscritti. Fedele al patto, secondo il quale nessuno viene mai lasciato solo. In questi giorni è proseguito l’impegno sulle vertenze in atto già da prima della pandemia Covid-19, sulla difesa dei colleghi che, incredibilmente, sono stati aggrediti mentre assicuravano quel bene primario riconosciuto da tutte le Istituzioni che è l’informazione, soprattutto in una situazione come questa. C'è stato  quindi l’impegno per cercare forme di sostegno alle imprese editoriali perché continuassero a garantire le buste paga ai colleghi e i compensi ai collaboratori. Su questo fronte ha avuto risposta la lettera scritta dal presidente Ast al Presidente della Regione, Enrico Rossi, che ha aperto l’accesso al credito, con le garanzie della Regione, all'emittenza radiotelevisiva locale e alle testate on line. Ma c'è stato, e continua ad esserci, anche il massimo impegno nel respingere il tentativo di alcuni editori di utilizzare la cassa integrazione prevista dai provvedimenti del governo, nonostante i giornalisti delle loro aziende siano già gravati da ammortizzatori sociali e da pesanti piani di ristrutturazione che prevedono prepensionamenti. Non basta: arrivano anche sussurri di tentativi di appropriarsi delle ferie arretrate dei giornalisti per non tagliare alcune edizioni. L'augurio è che restino sussurri. In ogni caso, anche con gli uffici chiusi, il sindacato c'è.

 

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