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INPGI: i giornalisti eletti nel Cda, conti 2019 in affanno

Articolo di del 3 luglio 2020 – 10:45 | 54 views

Il Consiglio Generale dell'Inpgi ha eletto i dieci giornalisti che faranno parte del nuovo Consiglio di amministrazione dell'Istituto. Il Cda risulta così composto: Marina Macelloni (25 voti), Giuseppe Gulletta (18), Ida Baldi (16), Domenico Affinito (11), Elena Polidori (10), Daniela Stigliano (10), Carlo Parisi (6), Giuseppe Marzano (5), Claudio Scarinzi (5), Massimo Zennaro (5 preferenze). A tutti gli eletti gli auguri di buon lavoro dell’Associazione Stampa Toscana.

Il nuovo Consiglio di amministrazione si riunirà mercoledì 8 luglio per procedere all'elezione del nuovo presidente, del vicepresidente vicario e del vicepresidente indicato dalla Fieg. Tre liste hanno ottenuto il quoziente pieno: “Controcorrente per Marina Macelloni” 25 voti e 4 seggi, “Sos Inpgi per il futuro” 14 voti e 2 seggi e “Stampa Libera e Indipendente” 6 voti e 1 seggio. Le altre tre, “Stampa Democratica per Marina Macelloni”, “Assieme a Marina Macelloni” e “Tutti per Marina Macelloni”, hanno riportato 5 voti e ottenuto 1 seggio ciascuna con i resti. L’elezione dei rappresentanti dei giornalisti nel Cda dell’Istituto è stata preceduta dalla prima seduta del Consiglio generale dell’Inpgi dedicata soprattutto all’analisi della situazione e alle prospettive. 

“Il bilancio consuntivo 2019, e in misura ancora maggiore le prime indicazioni sul 2020, dimostrano ancora una volta – ha dichiarato nella sua relazione il presidente Marina Macelloni – la profondità della crisi strutturale dell’editoria e del mercato del lavoro”. Nel 2019 i posti di lavoro persi sono 865: 214 sono pensionamenti e 651 sono contratti a termine scaduti e non rinnovati, licenziamenti e mancate riassunzioni. Le nuove assunzioni a dicembre 2019 sono state 908 (1233 nel 2018). Le nuove pensioni registrate in totale nel 2019 sono state 237 contro le 342 del 2018. Un quadro che è destinato a non migliorare nel 2020, anche a causa delle difficoltà causate dall’emergenza sanitaria e dal rifinanziamento da parte del Governo dei prepensionamenti per il 2020 e per il 2021. I numeri del bilancio consuntivo 2019 sono risultati in peggioramento rispetto a quelli dell’assestamento approvato pochi mesi fa (-171,4 milioni anziché -150,7 milioni), nonostante il risultato della gestione previdenziale sia, pur se negativo, in miglioramento (-154,1 milioni anziché -169,1 milioni).

                                                                                                                                        

   

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