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Ast: emergenza coronavirus, indicazioni (e buon senso) per le conferenze stampa

Articolo di del 6 novembre 2020 – 11:20 | 142 views

Cari colleghi,

Il DPCM illustrato ieri dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, contiene evidentemente ulteriori limitazioni sociali, finalizzate al contenimento del contagio da Coronavirus, con un impatto maggiore su alcuni settori produttivi. Tuttavia – non essendo stato introdotto un lockdown generalizzato né un coprifuoco, come lo stesso  Premier ha affermato – determinate attività professionali, ferme restando le necessarie misure di sicurezza, possono continuare a svolgersi con le medesime modalità attuate già dalla fase post lockdown. È il caso dell’informazione giornalistica che – in quanto asset costituzionalmente garantito –  sin da marzo scorso non ha subito alcuna limitazione operativa, salvo che per le necessarie misure di sicurezza per i giornalisti, che il Sindacato ha rivendicato sin da subito.

A tal riguardo si segnalano molte richieste di chiarimenti pervenute all’AST, relativamente alle più idonee modalità di svolgimento delle conferenze stampa. Si ricorda che già il 22 marzo 2020 – quindi in piena emergenza e nella fase acuta della pandemia – l’Ordine Nazionale dei Giornalisti aveva rilanciato la richiesta dell’Associazione Stampa Parlamentare di “tenere conferenze stampa da remoto per consentire le domande mentre si garantisce la sicurezza sanitaria”, ma quale alternativa alla formula della diretta Facebook che non garantiva un corretto confronto tra politica e stampa.

Pertanto allo stato – come plasticamente rappresentato dallo stesso Premier in occasione della conferenza stampa di illustrazione del DPCM, del 25 ottobre, tenutasi all’aperto nel Cortile di Palazzo Chigi – le conferenze stampa possono tenersi anche in presenza, purché nel rispetto ed in applicazione di tutte le misure contenute nei protocolli, quali ad esempio: misurazione preventiva della temperatura; distanziamento – minimo – di 1 metro; garanzia di un continuo ricambio d’aria e utilizzo fisso della mascherina.

In conclusione, ferma restando l’esigenza di garantire la sicurezza e la salute, tanto dei giornalisti quanto di chi indice le conferenze stampa, appare – mai come oggi – fondamentale e necessario fare scelte ispirate dal buon senso. Pertanto, ad opinione dell’AST, è fortemente raccomandato tenere conferenze stampa in presenza, solo ove le condizioni garantiscano il pieno rispetto di tutti i protocolli anti contagio. Invece, in via residuale, ove ciò non fosse possibile, la conferenza stampa in remoto, tramite collegamento elettronico, potrà essere una valida alternativa per garantire una corretta informazione in sicurezza.

Restando a disposizione per ulteriori informazioni e chiarimenti, saluto caramente

 

Sandro Bennucci

Presidente Associazione Stampa Toscana

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