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Precari scrivono all’Ast: abolire il contratto co.co.co. Risposta del segretario generale Fnsi: ci stiamo lavorando

Articolo di del 19 marzo 2021 – 13:00 | 58 views

Cari colleghi,

un gruppo non irrilevante di giornalisti precari ha scritto all'Associazione Stampa Toscana, con invito a sollevare il problema con il vertice Fnsi, per chiedere, sostanzialmente, che il sindacato s'impegni a cancellare il contratto di collaboratore coordinato e continuativo (co.co.co.), diventato un vero non senso per chi svolge la nostra professione. L'idea, che ebbe un sostegno forte anche all'ultimo congresso Fnsi (Levico Terme), e vide la Toscana in prima fila, è quella di inquadrare chi oggiu i co.co.co all'interno del contratto di lavoro Fieg-Fnsi. La proposta dei precari, che ho immediatamente girato al segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso (il quale ha prontamente risposto), sostiene che un loro inquadramento potrebbe aiutare anche l'Inpgi ad uscire dal guado. La lettera dice:

"Restituire solidità all’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani, difendere il lavoro giornalistico e contrastare il precariato. Primo coraggioso passo per raggiungere tali obiettivi sono l’abolizione della forma contrattuale del co.co.co. e la stabilizzazione dei precari storici e funzionali, ogni giorno, alla fattura dei quotidiani. Chiediamo al sindacato di farsi portavoce di questa proposta al tavolo sull’Inpgi con il ministero del lavoro e ministero dell’Economia.   

In questo ultimo anno si è aggravata la crisi della gestione principale Inpgi. Per dare una boccata di ossigeno alle casse dell’Istituto e rimettere al centro del sistema il lavoro nella sua compiuta dignità fatta di diritti e doveri sarebbe opportuno trasformare in via automatica le posizioni  dei co.co.co. che abbiano maturato almeno 5 anni (tempo in cui solitamente si prescrive un’azione legale) in articolo 1 o 2, a tempo indeterminato. Tutto ciò sarebbe possibile ripescando risorse dal recovery fund che, tra l’altro, consolida anche la normativa sugli sgravi fiscali per le assunzioni delle donne.   

In questo modo, si avrebbe il duplice effetto di stabilizzare posizioni spesso anche pericolose per gli editori e contribuire a risollevare le sorti della cassa di previdenza principale. In altre parole, generare lavoro e riconoscere elementari diritti a migliaia di giornalisti: retribuzione adeguata, riconoscimento di malattia, maternità, ferie. DIGNITA’  

Il precariato dovrebbe essere solo la fase iniziale della carriera giornalistica. In realtà, le redazioni sono spesso composte per lo più da co.co.co. che scrivono da dieci, quindici anni per i quotidiani. Il problema del precariato è affrontato quasi sempre nelle fasi più acute delle vertenze, che hanno ad oggetto i tagli ai compensi. Per questo, occorre più risolutezza da parte di tutti. 

La crisi può trasformarsi in occasione di rinascita di una professione troppo spesso trascurata, che è alla base di ogni democrazia che si rispetti".

Il segretario Lorusso, come leggerete nella sua risposta, ha garantito  il massimo impegno della Fnsi, con tutti i suoi bracci esecutivi (Commissione lavoro autonomo in prima fila)  per raggiungere il risultato tanto atteso. Tuttavia, Lorusso non ha escluso che ci possano essere rivendicazioni di un contratto vero da parte di coloro che, da tempo, sono costretti a lavorare nelle redazioni ma senza un reale inquadramento. Fnsi e Associazioni regionali di Stampa saranno pronte ad affiancare chi richiederà interventi. Riguardo ad Assostampa Toscana, garantisco porta apertissima, insieme alla Commissione regionale lavoro autonomo, a tutti i colleghi, iscritti al sindacato, che avranno bisogno di informazioni, consulenze, sostegno.

 

Sandro Bennucci

Presidente Associazione Stampa Toscana

 

RISPOSTA DEL SEGRETARIO GENERALE FNSI, RAFFAELE LORUSSO

Caro Sandro,

ti ringrazio di avermi inoltrato la proposta delle colleghe e dei colleghi precari che hanno scritto all'Associazione Stampa Toscana. Il superamento della figura dei co.co.co., come sai, oltre ad essere nel pacchetto di proposte che la Fnsi ha presentato al governo, è anche un punto sul quale si è registrata un’ampia convergenza al Congresso. Fino a quando è stato possibile organizzare iniziative, abbiamo anche promosso manifestazioni pubbliche per sensibilizzare chi deve decidere – parlamento e governo – ad adottare decisioni appropriate. L’impegno, ovviamente, continuerà ad essere portato avanti, ma è necessario che anche i colleghi facciano la loro parte. La stragrande maggioranza dei co.co.co. svolge di fatto attività di lavoro subordinato. Sarebbe per questo necessario che, di fronte al rifiuto delle aziende di regolarizzare le posizioni, i colleghi interessati promuovessero azioni legali per farsi riconoscere il corretto inquadramento contrattuale. A questi colleghi andrebbe, ovviamente, assicurato il sostegno del sindacato a tutti i livelli. Tali azioni, sul cui esito favorevole non nutro dubbi, considerati i numerosi precedenti, avrebbero il vantaggio di costringere le aziende e la stessa Fieg ad avviare il confronto con il sindacato per affrontare in modo organico il problema del precariato. Comprendo la ritrosia di numerosi colleghi nel promuovere contenziosi contro i rispettivi editori, ma fino a quando non ci sarà una levata di scudi anche da parte loro le aziende potranno continuare a dormire sonni tranquilli. La Fnsi, come l’Associazione da te autorevolmente guidata, resta a disposizione per assistere i colleghi anche in un eventuale percorso conflittuale nei confronti delle rispettive aziende.

Grazie ancora e a presto.

Raffaele Lorusso

Segretario Generale della Fnsi

 

  

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