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Ast: buon Primo maggio 2021. Festa in trincea: contro la corsa degli editori a prepensionamenti e tagli indiscriminati

Articolo di del 30 aprile 2021 – 14:45 | 61 views

Buon Primo Maggio, buona festa del Lavoro. Una festa, anche per quanto riguarda i giornalisti, per modo di dire. Il lavoro manca e si assottiglia. Nelle redazioni, anche dei giornali più grandi, c'è lo sfrenato ricorso a tagli e ammortizzatori sociali (Ast è vicina ai Cdr impegnati a trattare casse integrazioni, nuova solidarietà, prepensionamenti). Massacrati anche i collaboratori. E nel mirino sono ora finiti pure i contratti dei fotoreporter. Il sindacato, lo dico subito, c'è: prontissimo a scendere in campo. Così come sta facendo anche nel caso di alcuni uffici stampa di istituzioni importanti, dove si sta confondendo informazione con comunicazione.

E’ vero: l’intero Paese è in ginocchio di fronte alla pandemia, ma quanto sta accadendo nelle redazioni – piccole e grandi, carta stampate, radio tv, web, negli uffici stampa e tra i colleghi collaboratori – rappresenta un supplemento di gravità. Il ricorso sempre più frequente ad ammortizzatori sociali e a prepensionamenti, al quale corrisponde un aumento di carichi di lavoro ed un uso sempre più dissennato dei collaboratori, senza che vi sia un equo compenso. 

Una crisi, come detto, che non risparmia nessuno: dalle piccole testate a quelle storiche della Toscana, flagellate da stati di crisi e tagli pesantissimi alle collaborazioni, comprese quelle all’insostituibile settore dei fotografi e di chi fa giornalismo con le immagini. All’insegna della compressione dei costi, gli editori stanno tagliando il ramo su cui sono seduti: purtroppo non solo loro, ma anche centinaia di colleghi con le loro famiglie. Le sforbiciate, spesso a caso, tolgono ai prodotti editoriali quel valore e quella qualità che sono necessari per stare sul mercato.

E’ un processo che ha già fatto vedere i suoi effetti con la discesa rapidissima delle copie vendute e che, insieme al crollo delle entrate pubblicitarie dovuta al difficile momento economico, rappresenta una minaccia, non più e non solo ai posti di lavoro, ma allo stesso senso del lavoro giornalistico. Un lavoro che, mai come in questo momento di grande difficoltà, ha dimostrato il proprio valore civile e la propria indispensabilità nel raccontare la pandemia e la crisi economica senza precedenti che ha scosso la Toscana, stimolando le istituzioni. 

E’ ai lettori, agli ascoltatori, ai cittadini che in questo Primo Maggio dobbiamo chiedere attenzione perché, nonostante siano anch’essi provati da mesi di pandemia, stiano al nostro fianco nel chiedere a editori, governo e istituzioni locali che il lavoro giornalistico non venga considerato un accessorio, ma uno degli strumenti fondamentali per garantire il diritto ed il dovere all’informazione. Un diritto per il quale il sindacato unico ed unitario dei giornalisti toscani si batte da sempre: senza lasciare mai solo nessun collega.

 

Sandro Bennucci

Presidente Associazione Stampa Toscana

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