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P. A. trasparente, al lavoro per il Freedom of information Act

Articolo di del 30 maggio 2012 – 08:49 | 819 views

Gli atti e i documenti della pubblica amministrazione devono essere accessibili. L’“Iniziativa per un Freedom of Information Act in Italia” ha chiesto un incontro con il Presidente del Consiglio Mario Monti, per sollecitare anche nel nostro Paese l’adozione di una legge che è già in vigore in decine di democrazie. Nella conferenza stampa tenutasi oggi presso la della Camera dei Deputati, l’Iniziativa – che raggruppa settantaquattro tra associazioni, giornalisti della carta stampata e del web, giuristi e tecnici della pubblica amministrazione, politici, professori universitari e singoli cittadini – ha dato voce alla domanda di trasparenza che in questo momento sale forte dall’opinione pubblica italiana.

 

Il senatore Pietro Ichino ha ricordato che la disponibilità degli atti della pubblica amministrazione è già prevista da una legge del 2009, che però è rimasta lettera morta in quanto priva di sanzioni. Se le legge fosse già stata operante, ha aggiunto, avrebbe reso più difficili le malversazioni emerse recentemente nella vita interna dei alcuni partiti. “Dobbiamo mutuare l’idea anglosassone del cittadino che, in quanto contribuente, ha il diritto di sapere”, ha sostenuto la storica Elena Aga Rossi: “il F.o.i.a. può produrre un autentico cambiamento nella cultura del Paese, spingendo i cittadini ad uscire dall’apatia dei sudditi”. Raffaele Fiengo, giornalista, uno degli animatori della campagna, ha chiesto al Presidente del Consiglio Monti di dare concreta prova di “europeismo” ed ha sottolineato il consenso che l’Iniziativa sta riscuotendo in molti settori della società e nel lavoro parlamentare. Il senatore Vincenzo Vita ha illustrato infatti una bozza di mozione con la quale si chiede al governo di inserire il tema tra i testi che saranno prodotti dalla “cabina di regia” dell’agenda digitale. L’on. Emilia De Biasi ha messo in evidenza che proprio questo è il momento per dare il via al provedimento, ora che i partiti sono chiamati a rendere trasparenti le proprie modalità di finanziamentoL’on. Giuseppe Giulietti si è augurato che il governo voglia “scippare” il tema all’iniziativa parlamentare e lo inserisca nel primo provvedimento utile, se necessario persino in forma di decreto-legge. Roberto Natale, presidente della Federazione nazionale della stampa italiana, ha ricordato che questa legge aiuterebbe a combattere la corruzione, produrrebbe risparmi per lo Stato, ripristinerebbe un rapporto di fiducia tra cittadini e pubblica amministrazione: sarebbe dunque un contributo concreto, e a costo zero, ad una rinnovata credibilità delle istituzioni. L’Iniziativa ha lanciato un appello a tutti i cittadini e gruppi che potranno aderire attraverso il sito www.foia.it.

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