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Violenza sulle donne, Lucia Aterini: “Necessità di riflessione da parte di Ast e Odg”

Articolo di del 9 gennaio 2013 – 17:03 | 724 views

Come un fiume in piena che scorre verso il mare. La violenza contro le donne da parte di mariti, compagni o sconosciuti non ha avuto limiti in questo anno appena passato. Centoventi circa le vittime che la cronaca ha dovuto contare. Cifra tonda: dieci ogni mese. Beatrice è stata l’ultima. Ma prima ancora Maria, Carmela, Leda, Vanessa, Gabriella, Rosina….Spesso madri e lavoratrici ritratte sui giornali (che riportano la notizia della loro morte) con abiti dimessi. A volte anche non più giovanissime e con il volto avvizzito. Donne lontane anni luce dal cliché della femme fatal e assolutamente incapaci di atteggiamenti seduttivi. Ma nonostante questo “colpevoli” di aver attirato l’ira e la rabbia dei loro uomini che le hanno massacrante di botte e uccise durante esplosioni improvvise di violenza oppure al termine di azioni premeditate.

Il 2013 potrebbe essere uguale o anche peggio perché non si sa se questa è una catena luttuosa casuale e momentanea. Oppure affonda le radici nell’incapacità di dialogo tra generi e nella non- accettazione di modelli culturali nuovi. Da tenere presente, però, che nella maggior parte dei casi i delitti non sono maturati in ambienti arretrati dal punto di vista culturale, sociale o religioso: siamo in famiglie o in coppie perfettamente normali. Anche benestanti. Dunque i casi potrebbero replicarsi all’infinito perché non siamo in enclave di ignoranza e dogma.

Da qui dunque la necessità di una riflessione da parte di Ast (e Ordine dei Giornalisti per la ricerca di momenti e azioni in grado di leggere questo fenomeni e spiegare i motivi per cui sono in crescendo. La cronaca ci dice sempre più spesso che è importante discutere e approfondire contesti e dinamiche in cui si genera il femminicidio. E che è altrettanto necessario stimolare un sentire comune contro la violenza di genere in modo tale da convincere anche le donne oggetto di violenza, e spesso restie a venire allo scoperto, a denunciare le loro situazioni. Prima che sia troppo tardi e che diventino nuove vittime di questa strage.

 

Lucia Aterini

Segretaria Ast – commissione pari opportunità

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