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Informazione multiculturale in Toscana.

Articolo di del 6 febbraio 2013 – 09:55 | 366 views

Contaminazione e interazione. Ecco le parole d’ordine per una nuova informazione multiculturale in Toscana. A delineare una possibile road map per una migliore rappresentazione dell’interculturalità nei mass media sono state associazioni migranti, realtà associative del territorio, giornalisti e mediattivisti arrivati a Firenze da tutto il territorio regionale in occasione del seminario conclusivo del progetto Media4us tenutosi sabato 2 febbraio presso la sede fiorentina del Cesvot.

A partire da un’analisi del panorama italiano dell’informazione multiculturale, l’incontro organizzato da Cospe e Regione Toscana ha avuto come scopo quello di stabilire le coordinate per il rafforzamento dell’interculturalità nei media e in vista di un’eventuale nascita di uno strumento comunicativo multiculturale attivo sul territorio regionale.

Tante le voci che hanno contribuito ad arricchire il confronto. Da Toscana Tv, da poco partita con  la nuova trasmissione “Toscana – Romania senza frontiere”, a Cinformi, realtà che unisce attività di servizio e informazione nella provincia di Trento. Da Ethnoland, fondazione promotrice del premio giornalistico Talea, a Prospettive, la testata online nata nell’ambito del progetto europeo Media4us che racconta la realtà dal punto di vista del mondo migrante. E ancora Albania News, il primo quotidiano online albanese in Italia, e Notizie Migranti, un’esperienza di giornalismo contro razzismo e mafia recentemente nata nell’Agro Aversano.

Una delle prime priorità emerse dalla discussione è quella della “contaminazione” multiculturale dei media main stream, da mettere in atto sia attraverso un’azione sulle fonti e sui canali dell’informazione, sia tramite l’esercizio di un ruolo attivo da parte del pubblico. “Per innescare un profondo cambiamento all’interno del sistema mediatico – afferma il professore e sociologo Carlo Sorrentino – è necessario agire su fonti, redazioni e pubblico. In questa ottica, di una certa efficacia potrebbe risultare la creazione – magari da realizzare con il supporto dell’ente regionale – di una rete di fonti affidabili, facilmente accessibili e in grado di fornire notizie approfondite ed esaustive sul tema migrante (e non solo), complementari a quelle a cui sono solite rivolgersi le testate tradizionali – prevalentemente istituzioni e forze dell’ordine -. Ancora più significativa risulterebbe l’introduzione di professionisti di origine straniera all’interno delle redazioni. In tal modo i mass media potrebbero avvalersi di veri e propri “sguardi eccentrici” capaci di raccontare una realtà più sfaccettata e completa. Ai fruitori dell’informazione, infine, spetterebbe il compito di stimolare una riflessione su quelli che sono i criteri di notiziabilità vigenti, spingendo il giornalismo locale al confronto con visioni alternative e più complesse del mondo”.

Ad essere interpellata sulla questione dell’ingresso nelle redazioni di giornalisti stranieri è stata l’Associazione Nazionale Stampa interculturale. “L’accesso alla professione giornalistica da parte di cittadini senza passaporto italiano è un problema annoso – spiega la presidente dell’Ansi Viorica Nechifor – : da tempo ci mobilitiamo per eliminare quegli ostacoli che diversi odg pongono lungo il cammino di molti nostri colleghi che vogliono semplicemente fare il proprio mestiere. Finché le redazioni non apriranno le porte a professionisti stranieri e fino a che il lavoro di questi ultimi non sarà effettivamente riconosciuto senza più alcuna discriminazione non potrà esserci alcuna vera contaminazione multiculturale dell’informazione”.

L’incontro ha favorito la raccolta di alcune proposte per la creazione di un possibile mezzo informativo multiculturale toscano. L’idea emersa è infatti quella di un canale che si rivolga a cittadini sia italiani che stranieri, favorendo così interazione e conoscenza reciproca. Uno spazio libero che possa accogliere la voce dei migranti e dell’associazionismo, facilitando il processo partecipativo, e attraverso il quale possa esser condotta un’azione di contrasto all’informazione scorretta e discriminatoria.

“Lo strumento che vorremmo – dichiarano i presenti – dovrebbe trattare tematiche diversificate al suo interno, riuscendo ad essere il più possibile innovativo nei contenuti e nelle forme, valorizzando il bagaglio linguistico e l’apporto di conoscenze ed esperienze che il mondo migrante porta con sé, offrendo un’informazione fruibile per un pubblico ampio. A svolgere un ruolo di sostegno e promozione dovrebbero essere enti pubblici come la Regione, chiamata a facilitare la nascita di simili spazi informativi in grado di colmare i vuoi lasciati dai media main stream”.

Dalle riflessioni di questo seminario riparte dunque il percorso verso un’informazione multiculturale in Toscana, lungo una pista che veda coinvolti a vari livelli e con diversi tutti gli attori della comunicazione. “Da quanto emerso in questo contesto – dichiara Giovanni Lattarulo della Regione – riprende il nostro cammino: lavoreremo per capire come ciò che è stato espresso in questo incontro possa essere messo in pratica. Come Regione ci impegneremo ad approfondire gli elementi di connessione tra fonti, fruitori e canali dell’informazione, fungendo da collante tra i diversi protagonisti dell’informazione, in modo da incentivare il processo di interazione nella società”.

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