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Ast commissione radio tv: riassetto sistema non può avvenire a danno dei lavoratori.

Articolo di del 25 marzo 2013 – 15:12 | 257 views

Dopo l'incontro con gli imprenditori della televisione toscana il Corecom organizzi in tempi rapidi anche un incontro con i lavoratori di quelle stesse emittenti, e con le loro rappresentanze sindacali e professionali, per un confronto su un'iniziativa di legge regionale che peraltro non è di generico sostegno all'impresa, ma di sostegno al lavoro giornalistico e a quelle imprese che fanno o faranno del rispetto dei diritti e delle tutele un loro punto fermo.

 

Questo quanto chiede l'Associazione Stampa Toscana, facendo sua anche la presa di posizione della commissione radio tv del sindacato dei giornalisti:

 

“Nel prendere atto con piacere del confronto del Corecom con l'emittenza locale televisiva – sottolineano infatti Chiara Brilli e Susanna Bonfanti, coordinatore e vicecoordinatore della commissione – non si può tuttavia far a meno di rilevare la presenza a quel tavolo di editori che hanno dimostrato, anche recentemente, scarsissimo interesse verso i diritti dei giornalisti lavoratori, licenziando in blocco intere redazioni e mostrando in più occasioni una totale sordità nei confronti delle istanze e delle richieste portate avanti dal nostro sindacato. Confidiamo nel fatto che il Corecom, organismo istituzionale di una Regione sensibile ai diritti dei lavoratori e al valore dell'informazione locale, come la legge regionale in discussione dimostra, sappia dare il giusto peso alle posizioni in campo, anche in vista delle prossime audizioni presso le commissioni competenti, nella convinzione che il riassetto del sistema televisivo locale non può avvenire a detrimento dei diritti e dei salari dei lavoratori”.

 

Il sindacato dei giornalisti registra con preoccupazione quanto dichiarato da alcune emittenti a quell'incontro che hanno chiesto di “non rimanere impiccati dalle troppe regole e dai troppi obblighi” e ribadiscono che il pernio della legge non può che essere uno: nessun contributo pubblico – nemmeno sotto forma dei “contratti di servizio” discussi all'incontro – per le aziende non in regola con le regole, i contratti, i contributi. Cosa che peraltro in qualsiasi altro settore economico e imprenditoriale sarebbe pacificamente riconosciuto e non oggetto di richieste di deroga.

 

 

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