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Salta la tassa sulle sigarette elettroniche ma scure sull’editoria

Articolo di del 13 maggio 2013 – 18:12 | 157 views

giornali1Siddi: sì a un disegno riformatore, no a tagli a casaccio.

Stop alla tassa sulle sigarette elettroniche, arrivano i tagli all'editoria. E' quanto prevede la riformulazione dell'emendamento dei relatori al decreto per i pagamenti dei debiti della Pubblica Amministrazione che, a copertura del patto di stabilità verticale, prevedeva l'adeguamento delle tasse sulle sigarette elettroniche a quelle per le sigarette con tabacco. Tra le coperture alternative individuate e approvate nuovi tagli all'editoria e all'8 per mille.

Stop alla tassa sulle sigarette elettroniche, arrivano i tagli all'editoria. E' quanto prevede la riformulazione dell'emendamento dei relatori al decreto per i pagamenti dei debiti della Pubblica Amministrazione che, a copertura del patto di stabilità verticale, prevedeva l'adeguamento delle tasse sulle sigarette elettroniche a quelle per le sigarette con tabacco. Tra le coperture alternative individuate e approvate nuovi tagli all'editoria e all'8 per mille.
L'emendamento riformulato prevede l'arrivo del patto di stabilità interno verticale, secondo il quale sarà possibile la redistribuzione di spazi finanziari fra Regioni, Province e Comuni all'interno dello stesso territorio. A copertura di tale norma, per sostituire l'accisa sulle sigarette elettroniche saranno reperiti oltre 17 milioni nel 2015 di nuovi tagli all'editoria, 15 milioni al fondo calo tasse, 20 dai fondi per la cooperazione per i Paesi in via di sviluppo, oltre ad altro denaro frutto di tagli e riduzioni per alcuni ministeri. (ROMA, 13 MAGGIO – AGI)

 

DEBITI PA: FONDO EDITORIA; SIDDI, SBAGLIATI TAGLI A CASACCIO

I tagli a casaccio sono sbagliati. Mentre per l'editoria serve un disegno riformatore che anzi, richiede risorse. E' quanto afferma il segretario della Fnsi, Franco Siddi che 'boccia' la scelta di coprire un emendamento del decreto sui debiti Pa, riducendo le risorse a sostegno dell'editoria. ''E' una scelta sbagliata – afferma Siddi – La fretta fa fare gattini ciechi e questo senza voler mancare di riguardo a nessuno, e nemmeno al Parlamento, perché comprendiamo l'esigenza per trovare risorse per le autonomie locali e lo sviluppo. Ma se si tolgono risorse a settori che incidono non solo sul fronte del lavoro ma anche su quello dei valori, come per i tagli all'editoria e ai paesi in via si viluppo, non possiamo che giudicare le scelte come sbagliate''.
Per Siddi ''nell'editoria è necessario intervenire con una disegno riformatore che non può partire da tagli a casaccio, ma ha bisogno invece di risorse e destinazioni e qualificazioni ragguardevoli. Non bisogna invece dare spazio ad esigenze di propaganda che in alcuni casi arrivano da scorie dell'ultima campagna elettorale''. (ROMA, 13 MAGGIO – ANSA)

 

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