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Controradio e la rappresentanza sindacale,l’Ast chiede il confronto

Articolo di del 23 maggio 2013 – 05:40 | 331 views

ControradioGentile amministratore

non avrei mai pensato di dover scrivere una lettera formale come questa, indirizzata all'amministrazione di un'emittente come Controradio, che per storia e per identità immaginavo e voglio ancora immaginare particolarmente attenta alle relazioni e ai diritti sindacali, ma a obbligarmi in questo senso è la sua stessa lettera, con cui di fatto ha manifestato la  volontà di cancellare la rappresentanza sindacale della redazione giornalistica di Controradio. Tutto questo sulla base di una sua lettura del contratto applicato agli stessi giornalisti, che prevede un rappresentante sindacale solo per le redazioni con almeno cinque dipendenti.
Voglio innanzitutto sottolineare che quell'articolo del contratto manifesta un obbligo per aziende di certe dimensioni, ma non esclude la possibilità che esistano rappresentanti sindacali – riconosciuti dall'editore e dal sindacato – anche per aziende di dimensioni minori, cosa che anzi l'Associazione Stampa Toscana ha promosso e sostenuto in particolare nel settore dell'emittenza radiotelevisiva.
Trovo curioso, peraltro, che questa contestazione sia avanzata nel momento in cui – con il mancato rinnovo di un contratto di lavoro – si sono poste le condizioni di un confronto più difficile di altre volte, e non in  circostanze in cui si trattava di chiudere accordi su ammortizzatori sociali e quindi di accedere a risorse pubbliche.
Questo per rimanere alle questioni formali (o solo apparentemente tali). Nella sostanza, niente potrà e dovrà cambiare, perché lo stesso contratto da lei richiamato recita che per le aziende con meno di cinque giornalisti le relazioni sindacali siano affidate all'Associazione stampa competente per territorio.
In questo senso questa lettera vale anche per delegare la collega Chiara Brilli, componente del direttivo del sindacato regionale dei giornalisti, a rappresentare il sindacato, insieme al sottoscritto, nelle relazioni previste dal contratto e nelle eventuali vertenze. Fermo restando che la stessa collega, per quanto riguarda la stessa Associazione, rimarrà a tutti gli effetti fiduciaria sindacale. 
Dispiace però che questo sia il livello del confronto scelto dall'amministrazione di Controradio, che invito invece ad affrontare la difficile e indiscutibile situazione di crisi attraverso l'innovazione condivisa e il rapporto con un sindacato che, per quanto mi riguarda, sarà sempre un sindacato di idee e proposte. In questo senso rilevo che anche la decisione di non rinnovare un contratto a tempo determinato, lasciando una collega priva della copertura degli ammortizzatori, poteva e doveva essere preceduta dal confronto e magari dall'esame di eventuali meccanismi di solidarietà.
Mentre invito i giornalisti di Controradio a valutare la possibilità di utilizzare la previsione contrattuale del comunicato sindacale da diffondere negli spazi informativi, rimango sempre disponibile al confronto e auspico che presto ci si possa sedere a un tavolo per discutere davvero dei problemi e delle soluzioni.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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