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Contratto: gli editori rifiutano seccamente di parlare di soldi e vorrebbero dare la fissa intera solo a chi è già in pensione

Articolo di del 29 luglio 2013 – 09:26 | 519 views

di Sandro Bennucci

 “Ci sediamo a questi tavoli solo con l'intenzione di tagliare”, hanno ripetuto gli editori  a tutti gli incontri delle quattro commissioni paritetiche, cioè i gruppi di ‘sherpa’  impegnati nella difficilissima scalata al rinnovo del contratto. Secondo la Fieg non ci sarebbero le condizioni per mettere nemmeno un centesimo nelle buste paga dei giornalisti, ma si insiste invece sulla necessità di un ‘contratto di svolta’, dove niente sarà più come prima.

 E' questo il quadro uscito dalla seduta di giovedì 25 luglio della commissione contratto della Fnsi, alla quale ho partecipato sia come componente sia in rappresentanza dell'Ast. Passi avanti sono stati compiuti nell'ipotesi di nuova organizzazione del lavoro per le redazioni integrate carta stampata-internet, mentre sono ancora irti di ostacoli e di incognite le ipotesi sugli ammortizzatori sociali  e sulle modifiche all'accordo sul lavoro autonomo.

 E non manca un serio problema sull'ex fissa, giuridicamente considerata prestazione integrativa previdenziale, come da allegato G del contratto. In breve: gli editori intendono la ‘salvaguardia dei diritti acquisiti’ solo per i colleghi già in pensione e tutt'ora in lista d'attesa per riscuoterla. Attesa lunghissima: si parla di 8-9 anni. Soluzione? La Fieg va per le spicce: abolire la fissa per i neo assunti; ridurla per  chi ha maturato il diritto (15 anni di anzianità aziendale, oppure 55 anni di età e 10 di anzianità aziendale) ma non è ancora in pensione e rateizzarla (in 10 anni) ai pensionati  in attesa. La Fnsi è disponibile solo a valutare una revisione della ‘fissa’ e magari anche alla rateizzazione per chi sta aspettando di riscuoterla, ma non  vuole sentir parlare di riduzione per chi l'ha già maturata e non è ancora in pensione.

Su tutti questi punti, che ho cercato di riassumere, potrete avere  ampia illustrazione leggendo le relazioni di ciascuna commissione che allego. Resto a completa disposizione per ulteriori informazioni, chiarimenti ed eventuali suggerimenti da portare alla prossima seduta della commissione contratto.

 

                            COMMISSIONE CONTRATTO FNSI

 RIUNIONE  DEL 25 LUGLIO 2013

SINTESI DEI LAVORl  DELLE COMMISSIONI PARITETICHE CONTRATTUALI

 

 –    INNOVAZIONE E NUOVI PROFILI PROFESSIONALI

 –   AMMORTIZZATORI SOCIALI E FORMAZIONE

–   LAVORO AUTONOMO

 –   ASPETTI PREVIDENZIALI E INDENNITA'  EX FISSA

 

NUOVA ORGANIZZAZIONE  DEL LAVORO NELLE REDAZIONI INTEGRATE

 Ambito  di  applicazione:  testate  articolate  su  varie  piattaforme  e canali  di  diffusione  delle informazioni giornalistiche,   con   un   solo  direttore   responsabile,   unica   redazione   e   unica rappresentanza sindacale (la nuova organizzazione del lavoro non troverà applicazione nei modelli aziendali differenti, con la presenza di diverse testate per piattaforma e canale di diffusione delle informazioni giornalistiche: per queste situazioni resterà in vigore l'organizzazione attualmente regolata dal Cnlg)

>     Tutti i giornalisti art. 1 possono essere chiamati a esercitare la propria attività professionale su ogni piattaforma o canale della testata (carta, siti, web tv  e radio, blog,  social  network,  etc.),  in  base  all'organizzazione  del  lavoro  definita  dal direttore nel confronto con il cdr previsto dall'art. 34.

>    L'editore  deve  mettere  tutti  i  giornalisti  nelle  condizioni  di  operare  su  ogni piattaforma o canale della testata, fomendo adeguati strumenti professionali e organizzando corsi di formazione su temi, strumenti e lavorazioni digitali e garantendo un aggiomamento e addestramento continui nel tempo.

>    La nuova organizzazione del lavoro è impostata su un flusso delle informazioni giomalistiche  che avviene h24, 365  giomi  l'anno, attraverso  i diversi canali di diffusione.

>   Fermi restando arco di impegno giornaliero, orario di lavoro settimanale e riposo settimanale attualmente previsti, l'organizzazione si baserà sull'impegno dei giornalisti su turni, definiti dal direttore nel confronto con il cdr.

>   Nessun  giornalista  potrà  essere  costretto  a  una turnazione  fissa,  rna la regola generale deve essere un'omogenea distribuzione e rotazione dei turni nelle diverse redazioni: per esempio, dovrà essere prevista una adeguata alternanza tra desk multimediale e ricerca "tradizionale" delle notizie.

>   Analoga  rotazione  deve  essere  adottata  di  massima  per  notturni, domeniche  e festivi, con un'ipotesi di revisione del concetto di superfestivi in un'organizzazione che supera il concetto di distribuzione tramite edicola.

>  La  maggiorazione  del  notturno   dovrebbe  essere  rivista   nella   sua   modalità applicativa, non scattando in maniera puntuale a un'ora data, rna considerando la quantità reale di attività prestata all'interno di una fascia oraria.

AMMORTIZZATORI SOCIALI

 La commissione  contrattuale  bilaterale si é riunita due volte, il 13 Giugno e il 4 Luglio.

 Nel corso delle riunioni si è analizzata la dinamica emersa negli ultimi tre anni come evidenziata dai dati forniti dall'Inpgi.

 Il conto economico  complessivo  determinato  dalle entrate  contributive per disoccupazione  e mobilità  e  dalle  uscite  per  trattamenti di disoccupazione, cassa  integrazione, contratti di solidarietà  e accredito delle  contribuzioni  figurative  mostra  uno sbilancio  crescente che nel 2012, in base al bilancio consuntivo, ha superato i 34 milioni di euro.

 E' escluso da questi conti sia il costo dei prepensionamenti sia il contributeocontrattuale dello 0,60% destinate al fondo per i prepensionamenti per il prossimo triennio in base all'accordo tra le parti sociali.

Lo sbilancio 2012 equivale al 2,80% del montante retributivo  assoggettato a contribuzione.

La FIEG ha proposto di affrontare la questione sulla base di tre elementi: risorse, prestazioni, criteri. Ha anche posto una questione relativa all'andamento di entrate e uscite nel corso degli anni passati.

Su questo punto,  che merita  sicuramente  di essere considerato, una rapida lettura dei bilanci dell'Inpgi  permette  di  rilevare  che  nel  2008, l'anno  in  cui  cominciarono   a manifestarsi   gli effetti della crisi finanziaria, il gettito per disoccupazione assommava  a 19,602 milioni di euro a fronte di una spesa di 9,161  milioni  cui andava ad aggiungersi  il costo della contribuzione figurativa,  pari a quasi  14 milioni  di euro, mentre  la spesa per cigs  era di 0,680 milioni  e i contributi  per mobilità assommavano  a 2,330  milioni.  A questo  conto,  in perdita,  andrebbe aggiunto il costo allora  sostenuto  per i prepensionamenti, che nell'anno furono 14 nuovi  casi aggiuntivi rispetto ai trattamenti  già in essere.

Negli anni 2005, 2006 e 2007 i contributi per disoccupazione e mobilità si attestavano tra i 20 e i 22 milioni di euro, gli assegni per cigs e disoccupazione tra gli 8,5 e i 10 milioni, cui andava aggiunto il costo dei contributi figurativi e il costo dei prepensionamenti (9,1 milioni nel 2007 per 354 unità).

 Analoghi dati possono essere dettagliati  da un ulteriore approfondimento.

 Fermo  restando  quindi  che il rapporto  tra entrate  e uscite è stato  per anni in un sostanziale equilibrio o in perdita, rna a livelli sostenibili, risulta evidente che nell'ultimo triennio la spesa per gli ammortizzatori sociali ha subito un'impennata e lo squilibrio tra entrate e uscite, quantificabile come sopra ricordato in un 2,8% dell'imponibile nel corso del 2012, richiede un intervento.

Il gruppo  di  lavoro  della  FNSI  ritiene  che sia  possibile  affrontare  la questione  secondo  lo schema  proposto   dalla   FIEG,   risorse  prestazioni   e  criteri,   se  nell'ambito   del  rinnovo contrattuale la FIEG stessa  conviene  che una parte dell'intervento, da quantificare  in sede di sintesi tra le delegazioni trattanti, sia da individuare in un'aliquota aggiuntiva straordinaria temporanea. In tal caso si potrebbero individuare interventi  sulle prestazioni  che razionalizzino la spesa senza rinunciare  ad un modello di welfare di categoria  che si è dimostrato negli anni altamente  efficiente   nel  sostenere  l'occupazione   e,  di   conseguenza,   le  imprese.  L'aliquota aggiuntiva  potrebbe   essere  vincolata  a  una  precisa   durata  nel  tempo ·  o  al  realizzarsi   di determinate condizioni  (l'uscita dalla crisi).

 IPOTESI DI MODIFICHE ALL'ACCORDO  COLLETTIVO NAZIONALE SUL LAVORO AUTONOMO

 La FIEG e la FNSI, con il presente accordo, intendono fissare alcune regole di base integrative delle norme previste  dagli articoli 2222 e seguenti  del Codice  Civile, relative alla disciplina  del lavoro autonomo e con riferimento alla legge numero 69 del 1963 con particolare riguardo al Titolo I, capo I, punto 1, e al decreto legislativo 276 del 2003 "Titolo VII tipologie contrattuali a progetto  ed occasionali", capo I, articolo 61, definizione e campo di applicazione.

Articolo 1) Tutte le fattispecie  che regolano  i rapporti  di collaborazione  giornalistica in assenza  di vincolo di dipendenza dovranno risultare, agli effetti probatori, da una lettera-contratto contenente  le seguenti indicazioni:                                                                                                      ·

•       La data di inizio della collaborazione;

•       La durata del rapporto di collaborazione;

•       Il tipo di prestazioni professionali richieste;

•      Il corrispettivo  pattuito;

•       Tempi e modalità di pagamento.

Articolo 2) Il corrispettivo di massima scaturisce dalla quantità e qualità della collaborazione effettivamente prestata.

•    Il pagamento deve aver luogo a trenta giomi dalla consegna del materiale commissionato.

•    Tutti  i  servizi  richiesti  dovranno  essere  retribuiti.  In  caso  di  mancata  pubblicazione   il pagamento non dovrà essere inferiore al 50% della cifra pattuita.

•   Le  spese  conseguenti  alla  realizzazione . dei  servizi  commissionati,  purché  autorizzate  ed accompagnate da giustificativi, sono a carico dell'azienda.

•    Le aziende devono garantire la tracciabilità del pagamento della produzione dei collaboratori. Al giornalista  deve essere consegnato  periodicamente e non oltre l'arco di due mensilita,  un documento  che elenca i servizi commissionati  e prodotti. In questo documento va indicato, nel dettaglio, la retribuzione di ciascuno, l'eventuale utilizzo su diverse piattaforme, la pubblicazione  in sinergia  su eventuali  altre testate.  Nello  stesso  documento  l'azienda  deve indicare i contributi previdenziali versati ed ogni altra voce correlata alla retribuzione.

•    Ai  giornalisti,   per  i  quali è obbligatoria  l'iscrizione  alla  Gestione  separata  per  il  lavoro autonomo dell'Istituto nazionale di previdenza dei giomalisti italiani "Giovanni Amendola" (INPGI), e con la sola esclusione delle collaborazioni  coordinate e continuative per le quali è previsto un differente regime contributivo, deve essere garantita l'erogazione, da parte dell'azienda, della quota previdenziale a carico del datore di lavoro, calcolata in aggiunta all'importo della retribuzione concordata.

•   E' fatto divieto di imporre ai collaboratori  rapporti  di lavoro in esclusiva, ferma restando  la correttezza  alla quale è tenuto il giornalista  nel rapporto con l'azienda con la quale instaura un rapporto di collaborazione.

Articolo 3) Gli articoli ed i servizi pubblicati con la firma devono comparire nel testo rilasciato  dal giornalista. Per ogni modifica che il Direttore  del giornale  ritenga opportuno  introdurre va sentito l'autore. In caso  di dissenso  o di impossibilità  di rintracciare  il giornalista,  il pezzo dovrà essere pubblicato senza la firma dell'autore.

Articolo 4) Invariato rispetto al testo attuale.

Articolo 5) Invariato rispetto al testo attuale.

 INDENNITA'  EX FISSA (PENSlONE INTEGRATIVA)

  Quella che usualmente  viene definita ex indennità fissa è, giuridicamente,  per accordo tra le parti, una prestazione integrativa previdenziale (allegata G del Cnlg).

La ex indennità fissa è dovuta, per accordo contrattuale, nei seguenti casi:

1)   Risoluzione  del rapporto di lavoro per limiti di età (commi 1, 3, 4 dell'art. 33).

2)  Risoluzione  del rapporto di lavoro per decesso del giornalista.

3)  Risoluzione  del rapporto di lavoro per dimissioni dopo almeno 15 anni di servizio presso la stessa azienda.

4)  Risoluzione  del  rapporto  di  lavoro  per  dimissioni  dopo  55  anni  di  età  e 10  anni  di servizio presso la stessa azienda.

La ex indennità  fissa èerogata  da un apposito  fondo  costituito  presso l'lnpgi ed alimentato  dalla contribuzione  degli  editori  nella  misura dell'1,5%   calcolato  sulla  retribuzione  mensile  di  ogni giornalista dipendente.

Il  giornalista  al  momento del  pensionamento matura presso  l''apposito fondo costituito  presso l'lnpgi  un capitale pari a 7 mensilità di retribuzione per il redattore ordinario, 8 mensilità per il capo servizio, 10 per il redattore capo, 13 per direttore, condirettore e vicedirettore. Se al momento  della risoluzione del rapporto il giornalista  ha un'anzianità di servizio presso la stessa azienda di almeno 20 anni il predetto capitale è aumentato di una ulteriore mensilità.

Al momento del pensionamento il giornalista  può chiedere che il capitale maturato gli sia erogato in forma di rendita  vitalizia (a integrazione  del trattamento  pensionistico  principale Inpgi) ovvero in una unica soluzione.

A seguito del continuo ricorso di questi ultimi anni ai prepensionamenti,  il fondo non è  più in grado di erogare il capitale al momento  del pensionamento.  Attualmente  i giornalisti  in attesa sono oltre 1.000 e l'importo totale da liquidare ha superato gli 88 milioni di euro. Ciò significa che i giornalisti in pensione i quali hanno chiesto 1'erogazione  del capitale dovranno  attendere un numero sempre più crescente di anni prima di ottenerlo (7/8/9).

In considerazione  della insostenibilità  economica di questa istituto, le parti (Fieg e Fnsi) intendono in sede di rinnovo contrattuale individuare soluzioni adeguate e condivise.

Dopo i primi confronti con gli editori, ci si è attestati sui seguenti punti:

1)  Salvaguardia dei diritti acquisiti.

2)  Mantenimento anche nel futuro dell'aliquota dell'1,5%.

3)  Gradualità nella modificazione  dell'istituto.

4)  Prevedere che il giornalista, nel corso della sua carriera abbia diritto ad una sola indennità.

L'ipotesi  di  lavoro  formulata  dalla  Fieg,  a  conclusione  della  prima  parte  del  confronto,  è  la seguente:

1)  Abolizione dell'istituto della ex fissa per i neo assunti.

2)  Erogazione  ai neo assunti  di una aliquota  percentuale  contributiva  a favore  del Fondo  di Pensione Complementare.

3)  Riportare a carico delle singole aziende l'onere per la risoluzione dei rapporti di lavoro nei casi di: 1) (risoluzione del rapporto di lavoro per raggiungimento dei limiti di età) e 2) (risoluzione del rapporto di lavoro per decesso). Ritornerebbero, in questo caso, ad assumere la natura giuridica già prevista nel Codice Civile: indennità di mancato preavviso.

4)  Mantenimento  del  fondo  presso  l'Inpgi  fino  all'esaurimento  del  pagamento  dei  diritti acquisiti.

Per quanto riguarda i diritti acquisiti e le posizioni vicine alla maturazione del diritto, sarebbe possibile:

1)  Prevedere  per tutti  coloro che hanno maturato i requisiti e  il diritto (giornalisti  già in pensione) e che sono in lista d'attesa, la rateizzazione (10 anni?) del capitale maturato, incentivando, ovviamente, questa scelta.

Per facilitare il percorso di rateizzazione si potrebbe modificare il regime degli interessi, mantenendo quello attuale (5%) per chi opta per la rateizzazione e riducendo quello per chi intende restare in lista di attesa.

2)  Conservare il diritto al percepimento dell'indennità per tutti coloro che in azienda hanno già maturato i requisiti di anzianità revisti dai punti 3) e 4), con riduzione, però, della prestazione nei termini da stabilire. Su questo punto esiste una netta differenziazione tra noi e la Fieg. Noi riteniamo che non ci possa essere alcuna  riduzione di prestazione per coloro che hanno già maturato i requisiti.

3)  Prevedere, inoltre, una riduzione graduale dell'indennità per coloro che non hanno ancora maturato i requisiti (15 anni di anzianita aziendale o 55 anni di età e 10 anni di anzianità aziendale), ma che sono temporalmente vicini alla loro maturazione.

 Le ipotesi di riduzione dell'indennità prese in esame sono state le seguenti:

  1)  Riduzione del numero di mensilità.

2)  Calcolo dell'indennità sulla media retributiva.

3)  Fissazione di un tetto all'importo complessivo dell'indennità

 

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