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Violazione della Legge sul diritto d’autore: storica sentenza

Articolo di del 6 dicembre 2013 – 09:34 | 1.799 views

FOTOGRAFIIntervento di Fabio Muzzi – presidente Gruppo Fotoreporter

Risarcimento di 1,2 Milioni di dollari al fotografo autore delle immagini

16 capi di violazione della Legge sul diritto d’autore, compresa l’affannosa questione della mancanza della citazione del nome dell’autore, del fotografo le cui immagini sono state scaricate dalla rete, da un social network, da twitter.
Immagini che successivamente sono state utilizzate, commercializzate senza averne l’autorizzazione e detenere  i necessari diritti.

Un risarcimento pari a 1,2 milioni di dollari è quanto la nota Agenzia di Stampa Internazionale France Presse è stata condannata a pagare per le violazioni della Legge sul diritto d’autore
( in USA chiamata Millennium Copyright Act ) colpevole di avere, volontariamente, scaricato e illegalmente usato e venduto, le 10 immagini di proprietà del fotografo haitiano Daniel Morel.

Daniel Morel aveva realizzato, in occasione della tragedia del terremoto di Haiti nel 2010, un reportage sul luogo, a poche decine di minuti dal disastro. A causa della congestione delle linee telefoniche  aveva optato per la diffusione delle sue immagini per la rete,  attraverso il Soclal Networking.

L’Agenzia France Presse aveva individuato queste particolari e drammatiche immagini, tentato di contattare l’autore senza riuscirci e, nonostante questo, aveva deciso di scaricare ed usare il materiale senza preoccuparsi di avere la necessaria autorizzazione, acquisendo i necessari diritti preventivamente all’uso di queste immagini.

Dopo circa tre anni di causa, la Corte Distrettuale di Manhattan di New York ha chiuso il caso riconoscendo e accogliendo appieno le motivazioni-ragioni del fotografo, emettendo una sentenza che sancisce e stabilisce un precedente storico sulla tutela delle immagini e della paternità delle opere intellettuali estendendo, di fatto, il diritto del Copyright anche al nuovo mondo di Internet e relativi Social Network.

Sentenza storica che fornirà sicuramente anche in Italia importantissima e fondamentale giurisprudenza, per una più precisa ed efficace tutela della protezione del quotidiano lavoro del mondo del fotogiornalismo.

E’ quanto mai infatti attuale, purtroppo, il fatto che l’avvento dei social network e dei portali di fotografie pubblicate dagli utenti, ha influito negativamente sul mercato della fotografia professionale, dal momento che sul web la pratica di prendere le foto e riutilizzarle senza attribuzione di copyright  è piuttosto radicata.

Così come, in Italia, è quanto mai attuale la bruttissima abitudine ( nonostante esista la legge sul diritto d’autore che regolamenta la materia ) da parte delle aziende editoriali italiane, di pubblicare quotidianamente,  per un totale dell’ 80 per cento dei casi, ( fonte Osservatorio Fotografia & Informazione per l’anno 2012 ) , fotografie senza alcuna citazione del nome dell’Autore/Fotografo.

Tuttavia raramente i singoli professionisti hanno la possibilità materiale di  intentare cause civili contro le grandi compagnie editoriali.
Questo a causa degli alti costi che dovrebbero sostenere per portare avanti la procedura legale, sia per la lunghezza ( infinita !?) dei tempi della causa, sia per la debolezza contrattuale di collaborazione di lavoro cui sono sempre più spesso sottoposti.

Purtroppo nel nostro Paese procedimenti di questo genere, possono arrivare fino alla durata ( e si parla per i tre gradi di giudizio )  di circa 8 anni, ponendo così l’Italia al 34 esimo posto su 34, come risulta dallo specifico rapporto dell’OCSE, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico.

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