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Le priorità per 12 sindacati regionali dei giornalisti

Articolo di del 18 febbraio 2014 – 15:25 | 146 views

personegiornali.1.1Il 17 febbraio 2014 si sono riunite a Padova le associazioni di stampa di Toscana, Emilia Romagna, Veneto, Trentino Alto Adige, Val d'Aosta, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Marche, Basilicata, Puglia e Umbria. Ha aderito all'iniziativa l' associazione del Molise che non ha potuto partecipare a causa di impegni pregressi e concomitanti.
L'incontro è la prosecuzione del confronto svoltosi a Firenze, nella primavera 2013, con lo scopo di promuovere una riflessione comune sulle questioni più urgenti che riguardano la categoria e il sindacato e mettere in rete le esperienze delle singole realtà regionali.
Dalla discussione è emersa con chiarezza e determinazione l'impellente e condivisa necessità di raggiungere in tempi brevissimi la conclusione della trattativa per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro giornalistico, che – è stato ribadito – deve essere inclusivo, puntando alla difesa del sistema informazione nel suo complesso.
Serve una svolta definitiva e si spera finale ribadendo un concetto cardine: il contratto deve includere e non escludere. Questo vuol dire avere il coraggio di rischiare e di costruire un contratto che riscriva la parte degli art. 2, 12 e 36. Lo deve capire il sindacato dentro e fuori le redazioni. Devono capirlo gli editori: siamo per costruire occupazione, quindi per rafforzare le aziende. Questo, con il consolidamento dell'Inpgi e una intelligente e coraggiosa revisione del sistema di welfare, rappresenta un investimento sia per il futuro, sia per il presente.
L'adeguamento dei salari è importante, ma lo è ancora di più includere nel contratto chi ne è escluso. Bisogna avere il coraggio di fare scelte che non sono di tutela per pochi, ma di garanzia, previdenziale in primis, per tutti.
Urgente e non meno importante è il rinnovo del contratto nazionale di lavoro per l'emittenza radiotelevisiva locale Fnsi Aeranti-Corallo. Eguale impegno è richiesto nel settore degli uffici stampa pubblici e privati, dove sono ancora presenti sperequazioni sul piano contrattuale, economico e previdenziale.
Propedeutica alla conclusione contrattuale è la definizione, di concerto con la Fieg, dell'equo compenso tesa al miglioramento sostanziale delle condizioni di lavoro dei giornalisti titolari di rapporti di collaborazione e di tutti coloro che, pur diversamente inquadrati, vivono o cercano di vivere della professione.
Dalla riunione è giunto anche pressante l'invito ai vertici della Fnsi per un'oculata gestione delle crisi aziendali in atto, evitando che veleni e sospetti di conflitti d'interesse, anche soltanto potenziali, facciano passare in secondo piano le azioni di tutela di tutti i giornalisti coinvolti nei processi di ristrutturazione, da sempre messe in atto dai vertici federali.
Le Associazioni regionali di Stampa riunite a Padova richiamano altresì i vertici della Fnsi e tutte le Ars al rispetto delle decisioni assunte il 20 settembre 2011 dalla giunta esecutiva e dalla Consulta delle Associazioni che hanno espresso un giudizio fortemente critico sull' art. 8 del collegato lavoro (decreto legge 138/2011) e sui contratti di prossimità in deroga al contratto nazionale di lavoro e alla legge, impegnando tutta la struttura federale ad attenersi a quell'orientamento e, comunque, a consultarsi con gli organi federali, Giunta e Segreteria.
Nell'ambito della discussione è stato da più parti sollevato il grave problema dell'utilizzo improprio dei pensionati in redazione anche a seguito di stati di crisi che hanno provocato esodi incentivati e prepensionamenti. E' stato apprezzato il documento emesso dalla Fnsi contro l'impiego dei pensionati in redazione, ma si chiede a tutto il sindacato e all'Inpgi, di intensificare l'azione di contrasto e la buone pratiche.

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