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Alla Pergola John Gabiel Borkman

Articolo di del 17 marzo 2014 – 16:14 | 102 views

Borkman - low (1)Alla Pergola da martedì 18 marzo, Massimo Popolizio è John Gabriel Borkman di Ibsen con Lucrezia Lante Della Rovere, Manuela Mandracchia e Mauro Avogadro  per la regia di  Piero Maccarinelli, e con Alex Cendron, Ilaria Genatiempo, Camilla Diana
scene da un’idea di Carlo De Marino
costumi Gianluca Sbicca
luci Umile Vainieri
musiche Antonio Di Pofi

Massimo Popolizio, trent’anni di carriera teatrale segnati da un grande sodalizio con Luca Ronconi, premio Ubu nel 1995 e nel 2001, grande voce del cinema internazionale dall’agghiacciante Lord Voldemort, della saga di Harry Potter, all’Amleto e all’Otello di Kenneth Branagh, interprete televisivo e cinematografico protagonista di Romanzo Criminale e Una grande famiglia, ma soprattutto Vittorio Sbardella ne II Divo e Alfio Bracco ne La Grande Bellezza di Sorrentino, dalla scorsa stagione incarna il brillante e spregiudicato banchiere John Gabriel  Borkman nell’edizione diretta da Piero Maccarinelli.
 
Grandi ambizioni muovono il protagonista di questo testo di Ibsen, penultimo della sua carriera, datato 1896 e ispirato dagli scandali finanziari norvegesi dell’epoca. L’ascesa e la caduta del banchiere John Gabriel Borkman, l’espiazione e ricerca di un impossibile riscatto nell’intricato groviglio familiare e sentimentale di moglie e amante, sono per Ibsen materia per raccontare il travaglio vitale di grandi uomini con grandi progetti che si scontrano con il senso ultimo del loro operare, rispetto a sé e rispetto alla società.
L’abile e geniale Borkman, brillante banchiere figlio di minatori, incorre in un fallimento finanziario di grandi dimensioni, da  genio della finanza si ritrova ad essere un fallito e a scontare otto anni di prigione. Toccato dal disonore, dissolta la stima degli altri nei suoi confronti,  non sembra però disposto a considerarsi un vinto e  continua a non avere dubbi sul valore demiurgico di quella che lui considera la sua missione. Si sente un creatore finanziario, quasi un artista della finanza perché il suo obiettivo non è l’arricchimento personale, ma la realizzazione del sogno del benessere collettivo: estrarre dalla terra la materia prima e farne futuro e progresso per l’umanità.
Accanto a lui, nei successivi otto anni di isolamento dal mondo, resta un solo amico, Foldal, suo ex collaboratore, autore di un testo mai  pubblicato, in un duplicarsi di sogni irrealizzati e fallimenti che li attraversano.
Lucrezia Lante della Rovere e Manuela Mandracchia sono le sorelle gemelle Rentheim moglie, cognata e ex amante, che serrano il cerchio spietato dei sentimenti intorno a Borkman fino a contendersi il destino del giovane figlio Erhart.
Ma i  figli ventenni, senza le aspettative e i sogni dei padri, con molte meno speranze creative, consapevoli della limitatezza del loro agire corrono a bruciare la vita, l’aggrediscono a morsi e la attraversano non nell’attesa del compimento di un progetto, ma nella certezza della sua violenza e brevità. Gli ideali grandi di Borkman e delle sorelle Rentheim non valgono né per Frida Foldal, né per il giovane Borkman.
“Un’analisi lucida, filosofica e poetica, ma anche concretamente feroce e tragicomica del destino che fa di ognuno un prevaricatore, un umiliato e offeso, che fa di ogni affermazione vitale anche un gesto di violenza – afferma Piero Maccarinelli – Un Borkman per provare a comunicare ai nostri contemporanei le geniali parole di Ibsen, in un’ambientazione volutamente essenziale e  più vicina a noi. Credo che tutto questo sia un materiale violentemente contemporaneo, con un plusvalore, se ad interpretare questo grande testo è una generazione di attori che ha potuto sfiorare le utopie da un lato e che ne ha visto la devastazione dall’altro”.
 
Info: www.teatrodellapergola.com
Orario spettacoli: dal martedì al sabato: ore 20.45, domenica: ore 15.45. Lunedì riposo.

 
 

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