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Uffici Stampa e Spoilsystem

Articolo di del 24 aprile 2014 – 17:53 | 184 views

Testata:  REPUBBLICA FIRENZE  giovedì 24 aprile 2014  Vedi qui l’articolo in originale

di Paolo Ciampi

I numeri non sono quelli della Lucchini, però per i posti a rischio è come se un'azienda di medie dimensioni chiudesse nel giro di poche settimane. Sono decine e decine i giornalisti degli uffici stampa che in Toscana potranno perdere il posto con la tornata elettorale del  25 maggio. I loro contratti -spesso in realtà si tratta di collaborazione coordinate e continuative o di ancora più discutibili parte Iva – sono in scadenza.

E a prescindere dall'esperienza e dalla professionalità molti pagheranno il fatto di non essere saltati per tempo sul carro del presunto vincitore. Odi aver perso il candidato giusto, magari per una manciata di voti, alle recenti primarie: l'unica categoria di lavoratori – pare – a cui sembra debba applicarsi la logica dello spoil system, senza suscitare troppo scandalo. Ma se ne parlo non è solo perché questo è lavoro da difendere e perché un diritto negato a un lavoratore non può non riguardare i diritti di tutti. Piuttosto, mi pare, questa situazione è la cartina tornasoledi un rapporto "malato" tra le amministrazioni toscane e il diritto-dovere all'informazione. L'informazione è un costo, si dice, ed è la scopert a dell'acqua calda: anche la democrazia è un costo, anche le elezioni sono un costo, vogliamo abolirle? Certo, se è un costo, è anche un buon investimento, per amministrazioni che vogliamo più trasparenti ed efficienti e per cittadini che, in questo modo, potranno orientarsi meglio tra i servizi, giudicare la qualità dei loro amministratori, risparmiare tempi e code. Però tutto questo presuppone professionisti che siano davvero al servizio del cittadino. Che poi, in ultima istanza, è colui che paga loro lo stipendio. Alservizio delcittadino, ripeto, non di questo o quel sindaco o presidente. E proprio per questo sottratti al gioco delle nomine e degli incarichi fiduciari. Meno esposti al rischio di sostituzione a ogni cambio di amministrazione, ma giudicati solo perle loro capacità grazie a criteri e procedure chiare. Non vale certo solo per i Comuni. Per esempio sostituiamo alla parola sindaco la parola direttore generale e pensiamo alle nostre Aziende sanitarie, per cui si attende ancora – nonostante una vertenza che si trascina da anni – un inquadramento dignitoso e omogeneo, mentre prosegue lo spreco di professionalità e opportunità. In questa vigilia del voto come Associazione Stampa Toscana abbiamo diffuso un appello ai candidati, chiedendo due semplici cose: di finirla con le nomine della politica e con i giornalisti nelle segreterie dei sindaci; di scegliere piuttosto la strada del concorso pubblico. Ancora nessun candidato lo ha sottoscritto. Non è un bel segnale: è un campanello di allarme.

Presidente Associazione Stampa Toscana

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