Inpgi e Casagit
Gruppi di Specializzazione
Comitati di Redazione
I diritti
Servizi, Convenzioni, Bandi
Home » Notizie, Radio & TV

Informazione e televisione: che futuro?

Articolo di del 17 dicembre 2014 – 12:11 | 211 views

La professione giornalistica in Italia sta vedendo calare tristemente e vertiginosamente il lavoro dipendente, quello delle redazioni strutturate. Nel contempo i collaboratori autonomi vengono pagati con compensi ridicoli. E il mondo delle tv territoriali – quelle che fanno informazione, che hanno giornalisti in organico, differenti da quelle dei telefoni hot – sta subendo contraccolpi disastrosi

dopo il passaggio al digitale terrestre che in Italia, al tempo del Governo Berlusconi, era funzionale solo a favorire il duopolio Mediaset-Rai. Sta chiudendo perfino un'emittente storica come Videolina in Sardegna.

Ovviamente le tv che fanno solo televendite e telefoni hot vanno bene, perché non hanno i costi delle redazioni giornalistiche. Potrebbe essere tempo, per un Governo consapevole di come sia fatto il sistema televisivo locale, per introdurre quantomeno elementi di distinzione contributiva fra tv hot e tv giornalistiche, ma anche di equità.

Per esempio: le 416 di prepensionamento sono consentite per i giornalisti dipendenti di grandi gruppi editoriali cartacei, e non per le emittenti televisive che pure hanno in organico giornalisti professionisti uguali a quelli dei giornali.

Ancora: il Governo Renzi potrebbe togliere il vincolo agli operatori di rete locali che attualmente non possono trasportare sui propri mux più di due fornitori di contenuti nazionali. Un lacciolo che, se eliminato, riaprirebbe importanti fonti di introiti per le tv locali, senza danneggiare le nazionali. Presidenti di Regione, assessori, sindaci, associazioni di categoria, sindacati, partiti, insomma, il mondo variegato e composito dei territori, che trovano nelle tv locali uno strumento di presenza radicata e di democrazia dell'informazione, tra poco potrebbero vedersi spegnere le telecamere e i microfoni che ogni giorno affollano le loro conferenze stampa. O trovarsi di fronte solo cameraman a gettone – come sta capitando sempre di più già adesso – che riprendono ciò che dicono gli interlocutori, senza giornalisti e quindi senza la minima interlocuzione giornalistica.

Le tv che fanno informazione di territorio contribuiscono alla democrazia dell'informazione e a rendere consapevoli i cittadini di ciò che accade nel loro uscio di casa. Ma potranno ancora farlo?

Daniele Magrini-direttore Toscana Tv

Tag:, , , ,

Lascia un commento!

Aggiungi il tuo commento, o fai trackback dal tuo stesso sito. Puoi anche ricevere questi commenti via RSS.

Non saranno tollerati e verranno rimossi commenti offensivi. Cerca di stare sull'argomento di cui parla l'articolo. Qualsiasi forma di pubblicità indesiderata comporta la rimozione del commento.

Puoi usare i seguenti tag HTML:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Gravatar è abilitato. Gravatar.

Login with Facebook:
Login

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: